Tanti anni fa, noi due, una delle nostre lunghe gite in una giornata calda d'estate, rubata allo studio e al lavoro.
Una macchina piccola, riempita delle note dei tuoi cantanti preferiti, troppo nostalgici e pessimisti per i miei gusti.
Uno zaino grande portato fino in cima a quella montagna, uno zaino dal quale sono usciti un
fornelletto, gli spiedini, l'olio, il vino e il sale. Tu che cucinavi per
me e io incredula ti guardavo per capire se eri matto o speciale.
Tanti racconti di noi che credevamo ormai di conoscerci bene ma non sapevamo quanta parte dei nostri due universi era ancora sconosciuta e quanto tempo ci sarebbe voluto (ci vorrà?) per conoscerla tutta.
Tanti anni dopo la stessa gita, lo stesso gusto nel camminare, ma questa volta seguiti da altri quattro piedini. Una domenica rubata ai pensieri del lavoro, una macchina che adesso è grande e risuona delle canzoni dello Zecchino d'oro.
Due zaini pieni di cose buone per quelle pancine affamate, macchinine da far correre sul prato di quella montagna e piccole felpe.
Il bosco pieno delle domande serie di una bimba grande e dei racconti buffi di una piccola che ora è una fatina, ora una farfalla, ora una principessa che deve alzare un po' il vestito per salire il gradino.
Un segnavia fatto da due cerchi che diventano gli occhietti dell'albero, della pietra, del muretto a secco.
Dieci anni separano una giornata d'estate da quella di inizio autunno.
Tu sei sempre avanti e io ti seguo, ma tra me e te ora camminano le nostre bambine.
ma anche come Marta, Margherita e Matilde, i miei tre fiorellini e come Marco, il mio gigante buono!
lunedì 27 ottobre 2014
domenica 19 ottobre 2014
Inquietanti quesiti esistenziali
"Mamma, ma quando uno va in cielo poi non scende più?"
"Come mai il nonno G. che aveva 78 anni è andato in cielo prima della zia G. che ne aveva 84? E perchè la nonna bis è ancora qui che è la più vecchietta?"
"Ma a me che ho cinque anni quanto manca per andare in cielo?"
"Quando stai in cielo dopo un po' ti annoi, vero?"
"Ma può succedere che anche una mamma muora?"
"E se mentre dormi non ti sbatte più il cuore muori anche tu?"
Dopo le domande sull'origine della vita è giunto il tempo di quelle sulla fine.
Non so cosa sia peggio...
"Come mai il nonno G. che aveva 78 anni è andato in cielo prima della zia G. che ne aveva 84? E perchè la nonna bis è ancora qui che è la più vecchietta?"
"Ma a me che ho cinque anni quanto manca per andare in cielo?"
"Quando stai in cielo dopo un po' ti annoi, vero?"
"Ma può succedere che anche una mamma muora?"
"E se mentre dormi non ti sbatte più il cuore muori anche tu?"
Dopo le domande sull'origine della vita è giunto il tempo di quelle sulla fine.
Non so cosa sia peggio...
lunedì 13 ottobre 2014
I sei mesi più duri della sua vita.
Mi rivedo imbaccuccata, persa in una nebbia fitta, in mezzo ad uno stradone illuminato da qualche lampione e lì, in lontananza tre tubi colorati sopra il tetto.
Quei tre tubi che rappresentavano il concretizzarsi di un desiderio, un sogno nato qualche anno prima, in una poco ospitale aula di università.
Finalmente ero li, stavo per entrare in quell'industria storica, di cui avevo sentito parlare come un luogo meraviglioso, in cui noi genovesi eravamo quasi di casa perchè già alcuni ci avevano preceduto, tornando felici e increduli a raccontarcene le bellezze.
Quel giorno iniziava la mia sfilza di contratti a termine, un continuo susseguirsi di relazioni, amicizie, volti nuovi che piano piano diventavano familiari per poi, sul più bello, perdersi.
E dover ricominciare: l'entusiasmo, la paura, la malinconia per chi si era lasciato alle spalle, la curiosità della nuova avventura, la speranza di trovare finalmente la mia strada, il mio posto.
Tante scelte, cambiamenti, incontri.
Alcune esperienze negative che ora riguardo con gratitudine perchè mi hanno indurita un po' di più permettendomi, ora, di sorridere in situazioni che altrimenti mi avrebbero stesa.
Qualche mese fa l'arrivo in un posto che pensavo, speravo fosse destinato a durare (quasi) per sempre.
E invece.
Stamattina un nuovo inizio, che tanti anni fa sarebbe stato durissimo ma dopo otto anni di facciate diventa leggero come un' alzata di spalle.
Ancora una partenza, tutto da imparare di nuovo, rapporti da costruire da zero.
Tra qualche mese un nuovo addio, altri affetti lasciati dietro, altri ricordi che si aggiungeranno alla mia valigia.
Ripenso a quanta paura avevo camminando su quella striscia di asfalto una mattina di Gennaio.
Ripenso a quanta leggerezza mi ha accompagnata stamattina verso l'ennesima porta da aprire.
Dopo otto anni finalmente quelle due letterine IN- davanti alla parola "determinato", sei lunghissimi mesi di prova e una frase: "si prepari, saranno i sei mesi più duri della sua vita".
No, non credo, qualcuno tanti anni fa le ha tolto questo primato.
E per questo gli sono molto, molto, grata.
Quei tre tubi che rappresentavano il concretizzarsi di un desiderio, un sogno nato qualche anno prima, in una poco ospitale aula di università.
Finalmente ero li, stavo per entrare in quell'industria storica, di cui avevo sentito parlare come un luogo meraviglioso, in cui noi genovesi eravamo quasi di casa perchè già alcuni ci avevano preceduto, tornando felici e increduli a raccontarcene le bellezze.
Quel giorno iniziava la mia sfilza di contratti a termine, un continuo susseguirsi di relazioni, amicizie, volti nuovi che piano piano diventavano familiari per poi, sul più bello, perdersi.
E dover ricominciare: l'entusiasmo, la paura, la malinconia per chi si era lasciato alle spalle, la curiosità della nuova avventura, la speranza di trovare finalmente la mia strada, il mio posto.
Tante scelte, cambiamenti, incontri.
Alcune esperienze negative che ora riguardo con gratitudine perchè mi hanno indurita un po' di più permettendomi, ora, di sorridere in situazioni che altrimenti mi avrebbero stesa.
Qualche mese fa l'arrivo in un posto che pensavo, speravo fosse destinato a durare (quasi) per sempre.
E invece.
Stamattina un nuovo inizio, che tanti anni fa sarebbe stato durissimo ma dopo otto anni di facciate diventa leggero come un' alzata di spalle.
Ancora una partenza, tutto da imparare di nuovo, rapporti da costruire da zero.
Tra qualche mese un nuovo addio, altri affetti lasciati dietro, altri ricordi che si aggiungeranno alla mia valigia.
Ripenso a quanta paura avevo camminando su quella striscia di asfalto una mattina di Gennaio.
Ripenso a quanta leggerezza mi ha accompagnata stamattina verso l'ennesima porta da aprire.
Dopo otto anni finalmente quelle due letterine IN- davanti alla parola "determinato", sei lunghissimi mesi di prova e una frase: "si prepari, saranno i sei mesi più duri della sua vita".
No, non credo, qualcuno tanti anni fa le ha tolto questo primato.
E per questo gli sono molto, molto, grata.
sabato 4 ottobre 2014
Troppa grazia sant' Antonio!
Ero partita per raggranellare qualche ora, senza speranza e senza entusiasmo
Ero andata convinta che ormai quella fosse la mia strada, e mi piaceva
Ormai da due settimane in modalità mezza massaia e mezza farmacista, con troppo tempo libero da riempire stavo cercando di dare un senso a questo destino che da sei mesi a questa parte si prende un po' gioco di me.
Ma dietro l'angolo eccolo li, il terremoto: un lavoro nuovo, strano, anche rivestito di una piccola patina di responsabilità; Un lavoro che però mescola anche il vecchio e un hobby, quello della scrittura, che diventa una carta da giocare subito.
Una proposta da concretizzare, in tempi stretti.
Un colloquio da sostenere, per dire al vecchio capo che...ecco, ehm...si....io me ne andrei....tra tre mesi...anche se ho firmato da una settimana.
Un treno che forse non passerà più e che comunque vale la pena di prendere in corsa.
Una rissa tra capi come se fossi un trofeo da strappare al nemico, ansia e solidarietà, paura e sorrisi di comprensione da parte di questi colleghi che si sono fatti spazio così presto nel mio cuore e che mi costa tanto, tantissimo lasciare....
Per qualche mese lavorerò per il vecchio e per il nuovo, correrò forsennatamente da una parte all'altra della collina che separa i due rivali, di qua con la malinconia per chi lascio e di là con la curiosità e l'ansia del salto nel buio.
Per qualche mese la casa resterà abbandonata a se stessa e la mezza farmacista rimpiangerà un po' la mezza massaia che ha spinto con forza in un cantuccio...
Ero andata convinta che ormai quella fosse la mia strada, e mi piaceva
Ormai da due settimane in modalità mezza massaia e mezza farmacista, con troppo tempo libero da riempire stavo cercando di dare un senso a questo destino che da sei mesi a questa parte si prende un po' gioco di me.
Ma dietro l'angolo eccolo li, il terremoto: un lavoro nuovo, strano, anche rivestito di una piccola patina di responsabilità; Un lavoro che però mescola anche il vecchio e un hobby, quello della scrittura, che diventa una carta da giocare subito.
Una proposta da concretizzare, in tempi stretti.
Un colloquio da sostenere, per dire al vecchio capo che...ecco, ehm...si....io me ne andrei....tra tre mesi...anche se ho firmato da una settimana.
Un treno che forse non passerà più e che comunque vale la pena di prendere in corsa.
Una rissa tra capi come se fossi un trofeo da strappare al nemico, ansia e solidarietà, paura e sorrisi di comprensione da parte di questi colleghi che si sono fatti spazio così presto nel mio cuore e che mi costa tanto, tantissimo lasciare....
Per qualche mese lavorerò per il vecchio e per il nuovo, correrò forsennatamente da una parte all'altra della collina che separa i due rivali, di qua con la malinconia per chi lascio e di là con la curiosità e l'ansia del salto nel buio.
Per qualche mese la casa resterà abbandonata a se stessa e la mezza farmacista rimpiangerà un po' la mezza massaia che ha spinto con forza in un cantuccio...
sabato 27 settembre 2014
Buon settembre e felice anno nuovo!
Settembre si sa, è come un capodanno: si ricomincia, si programma, si fanno tanti buoni propositi.
Ecco allora la mia lista per non smentire la mia vita scandita da progetti, promemoria che fanno trillare senza sosta il mo cellulare, post-it sparsi in cucina da depennare con soddisfazione.
To do list da esaurirsi entro Natale:
1) Trovare casa.
2) Vendere casa.
3) Familiarizzare con il nuovo orario di lavoro solo pomeridiano senza riempirmi le mattine all'inverosimile e ridurmi uno straccio alle due del pomeriggio, realizzando con orrore che devo ancora iniziare a lavorare.
4) Riuscire a gestire due corsi di nuoto separati ma nello stesso orario, sopportare quell'odioso odore di cloro che mi fa salire l'ansia al ricordo della mia pessima esperienza da bambina; portarle, guardarle, lavarle e asciugarle in mezzo ad una trentina di altri piccoli marmocchi urlanti, che le renderanno irriconoscibili poichè dotati presumibilmente degli stessi accappatoi e ciabatte. Di Decathlon.
5) Decidere dove mandare a scuola Marta il prossimo anno. Il prossimo anno?!?!?!?!
5bis) Non farsi venire un attacco di malinconia al pensiero di quanto è grande la mia bbbambina!
6) Ricominciare a sperimentare in cucina, che l'estate mi ha fatto atrofizzare la fantasia...
7) Riuscire a riordinare due anni di filmini
8) Curarmi questa maledetta allergia che mi fa starnutire appena metto piede sul poggiolo
9) Pensare alle prossime vacanze. E a quelle dopo.
10) Smetterla di voler programmare tutto.
Ecco allora la mia lista per non smentire la mia vita scandita da progetti, promemoria che fanno trillare senza sosta il mo cellulare, post-it sparsi in cucina da depennare con soddisfazione.
To do list da esaurirsi entro Natale:
1) Trovare casa.
2) Vendere casa.
3) Familiarizzare con il nuovo orario di lavoro solo pomeridiano senza riempirmi le mattine all'inverosimile e ridurmi uno straccio alle due del pomeriggio, realizzando con orrore che devo ancora iniziare a lavorare.
4) Riuscire a gestire due corsi di nuoto separati ma nello stesso orario, sopportare quell'odioso odore di cloro che mi fa salire l'ansia al ricordo della mia pessima esperienza da bambina; portarle, guardarle, lavarle e asciugarle in mezzo ad una trentina di altri piccoli marmocchi urlanti, che le renderanno irriconoscibili poichè dotati presumibilmente degli stessi accappatoi e ciabatte. Di Decathlon.
5) Decidere dove mandare a scuola Marta il prossimo anno. Il prossimo anno?!?!?!?!
5bis) Non farsi venire un attacco di malinconia al pensiero di quanto è grande la mia bbbambina!
6) Ricominciare a sperimentare in cucina, che l'estate mi ha fatto atrofizzare la fantasia...
7) Riuscire a riordinare due anni di filmini
8) Curarmi questa maledetta allergia che mi fa starnutire appena metto piede sul poggiolo
9) Pensare alle prossime vacanze. E a quelle dopo.
10) Smetterla di voler programmare tutto.
giovedì 18 settembre 2014
Una fratellina
Marta, con tono nostalgico: "Eh, ma io mi dico: come, come facevo quando non c'era Lalli?"
La signora del piano di sopra, sull'ascensore: "Allora il prossimo anno Marta andrà a scuola?"
Marghe: "Si..e io sarò disperata perchè non ci sarà nessuno quando vorrò un abbraccio!"
Le due sorelle, in cameretta da sole: "Sai, quando tu non c'eri io ero tanto triste!
"E perchè Marty?"
"Perchè volevo una fratellina...poi per fortuna sei arrivata tu!"
La signora del piano di sopra, sull'ascensore: "Allora il prossimo anno Marta andrà a scuola?"
Marghe: "Si..e io sarò disperata perchè non ci sarà nessuno quando vorrò un abbraccio!"
Le due sorelle, in cameretta da sole: "Sai, quando tu non c'eri io ero tanto triste!
"E perchè Marty?"
"Perchè volevo una fratellina...poi per fortuna sei arrivata tu!"
Etichette:
Marta,
Quello che non voglio dimenticare,
Sorelle
domenica 14 settembre 2014
Da quattro anni ho una gatta come figlia
Da quattro anni ho una gatta come figlia e si chiama Margherita.
Da quattro anni si fa coccolare, chiede grattini a tutti e con i suoi occhi teneri strappa bacini a chiunque.
A pochi mesi si accoccolava sulla spalla poco prima della nanna, e più avanti, tra le poche parole che sapeva dire c'era "cooola" per chiedere ancora carezze sulla nuca e pernacchiette sulla pancia; A due anni poteva addormentarsi solo se al suo fianco c' era la maestra M., che le pettinava pazientemente i riccioli facendola rilassare, a tre anni implorava sua sorella di accompagnarla a dormire: "pelò tu dammi le coccole".
Ora mi chiede : "Mamma, posso fare il gatto?" e gira a quattro zampe lentamente per tutta la casa, sfregando la guancia contro le nostre gambe ed emettendo dei perfetti miagolii.
Da quattro anni è arrivata questa piccola di casa che quest'estate si è allungata, si è fatta più seria e finalmente bambina, che chiede e dà affetto a tutti senza tregua, che ci butta le braccia al collo al mattino sorridendo da sotto il lenzuolo e mi saluta alla sera nello stesso modo, stringendomi forte e dicendo : "Mi piaci!".
A quattro anni è vanitosa e decisamente femmina: ama le spose, le principesse, i vestiti che vanno per terra, i veli, i fiocchi, le gonne e il fuschia. Minnie è la sua passione e quando cammina fa svolazzare la gonna così bene qua e là che le manca solo una codina per assomigliarle.
A quattro anni parla al suo cellulare immaginario che trilla incessantemente tutto il giorno, si trucca con trucchi che non esistono e per renderla felice basta darle un po' di burro di cacao.
A quattro anni ho faticato a convincerla che non potevo farle una torta con la sposa sopra e neanche una con Minnie e una sposa.
Solo con Minnie, la sposa te farò tra una quindicina d'anni, eh?
Da quattro anni si fa coccolare, chiede grattini a tutti e con i suoi occhi teneri strappa bacini a chiunque.
A pochi mesi si accoccolava sulla spalla poco prima della nanna, e più avanti, tra le poche parole che sapeva dire c'era "cooola" per chiedere ancora carezze sulla nuca e pernacchiette sulla pancia; A due anni poteva addormentarsi solo se al suo fianco c' era la maestra M., che le pettinava pazientemente i riccioli facendola rilassare, a tre anni implorava sua sorella di accompagnarla a dormire: "pelò tu dammi le coccole".
Ora mi chiede : "Mamma, posso fare il gatto?" e gira a quattro zampe lentamente per tutta la casa, sfregando la guancia contro le nostre gambe ed emettendo dei perfetti miagolii.
Da quattro anni è arrivata questa piccola di casa che quest'estate si è allungata, si è fatta più seria e finalmente bambina, che chiede e dà affetto a tutti senza tregua, che ci butta le braccia al collo al mattino sorridendo da sotto il lenzuolo e mi saluta alla sera nello stesso modo, stringendomi forte e dicendo : "Mi piaci!".
A quattro anni è vanitosa e decisamente femmina: ama le spose, le principesse, i vestiti che vanno per terra, i veli, i fiocchi, le gonne e il fuschia. Minnie è la sua passione e quando cammina fa svolazzare la gonna così bene qua e là che le manca solo una codina per assomigliarle.
A quattro anni parla al suo cellulare immaginario che trilla incessantemente tutto il giorno, si trucca con trucchi che non esistono e per renderla felice basta darle un po' di burro di cacao.
A quattro anni ho faticato a convincerla che non potevo farle una torta con la sposa sopra e neanche una con Minnie e una sposa.
Solo con Minnie, la sposa te farò tra una quindicina d'anni, eh?
martedì 9 settembre 2014
Cari zii Parigini
Cari zii Parigini,
per venire li da voi abbiamo dovuto lasciare a casa i nostri pupazzi preferiti perchè in valigia proprio non ci stavano, abbiamo però portato un bel mazzetto di carte dei puffi che è tornato indietro quasi dimezzato, quindi qualcosa ci dice che da qui a Natale spunteranno puffi da sotto tutti i vostri armadi.
Siamo dovute salire fin sopra le nuvole che facevano sotto di noi un bel prato bianco, abbiamo innaffiato con la nostra pipì il primo, verde, rigoglioso cespuglio francese proprio fuori dall'aereoporto, abbiamo inaugurato il vostro bel divano con agili capriole prima di essere subito sgridate dalla mamma che già si immaginava la vostra casa perfetta devastata irreparabilmente .
Abbiamo guardato con meraviglia la tur iffei illuminata con tanti sberluccichi dalla finestra della sala mentre vi intrattenevamo con i nostri discorsi insensati durante la prima cena in sei.
Abbiamo dormito belle spaparanzate nel lettone matrimoniale e non saremmo volute tornare mai più ai nostri piccoli lettini
Abbiamo addentato il primo vero croissant della nostra vita ma poi abbiamo preferito farcirlo con la marmellata: tutto quel burro non era sufficiente.
Con te zio abbiamo camminato, siamo saliti in alto, abbiamo fatto interminabili code e abbiamo osservato tutti quei pesci morti al mercato, che però mandavano un profumo così buono....ci siamo sfamate a colpi di baguette, abbiamo imparato a memoria il codice del cancello d'ingresso alla tua casa e ora ci è chiaro che se noi abitiamo al piano 6 e i nonni all' 8 tu dovevi per forza abitare al 7.
In tutti i nostri giri abbiamo pensato alla zia che poverina doveva lavorare e non poteva vedere tutte quelle belle cose con noi, poi però abbiamo capito che anche lo zio non se la passava bene: "Prima se l'è sposata e poi non la vede per tutto il giorno!". Che fregatura!
Per fortuna c'è il week end così abbiamo potuto girare indisturbate con lei mano nella mano e riempirle il cervello dei nostri racconti strani, ci ha portate in un negozio pieno di oggetti affascinati come candele a forma di cane e gatti che ballano; in un parco con degli alberi grandi e stranissimi ci ha anche mostrato come è brava a fare la ruota sul prato e dopo aver assaggiato il suo minestrone ora sappiamo che batte la mamma anche in quello!
Ci siamo rotolate sull'erba fresca e pulita del giardino delle Tuileries, ci siamo scatenate a Disneyland, tra principesse romantiche e trenini terrificanti all'invana ricerca di Minnie che con nostra grande delusione non si è palesata. Abbiamo fatto tutti i giochi con mamma e papà e abbiamo finito la gionata guardando i fuochi d' artificio sedute sul tetto della macchina.
Abbiamo rivoluzionato per sei giorni la vostra vita tranquilla e scusate se abbiamo fatto troppo casotto, d'altra parte questi francesi parlavano in un modo incomprensibile e noi non siamo proprio capaci a sussurrare come loro.
Siamo però felici di aver vissuto con voi, anche se il bagno era strano e non c'era il bidet, anche se nella nostra stanza non c'erano giochi, anche se non potevamo correre in corridoio.
Siamo felici perchè adesso, quando guardiamo l'orologio, possiamo immaginare se state dormendo o state mangiando, se siete in cucina o giù in quella panetteria golosissima, se state bevendo una tisana sulla poltrona azzurra o innaffiando un po' i vostri fiori sul balcone.
Siamo felici perchè ora Parigi ci sembra meno lontana...
per venire li da voi abbiamo dovuto lasciare a casa i nostri pupazzi preferiti perchè in valigia proprio non ci stavano, abbiamo però portato un bel mazzetto di carte dei puffi che è tornato indietro quasi dimezzato, quindi qualcosa ci dice che da qui a Natale spunteranno puffi da sotto tutti i vostri armadi.
Siamo dovute salire fin sopra le nuvole che facevano sotto di noi un bel prato bianco, abbiamo innaffiato con la nostra pipì il primo, verde, rigoglioso cespuglio francese proprio fuori dall'aereoporto, abbiamo inaugurato il vostro bel divano con agili capriole prima di essere subito sgridate dalla mamma che già si immaginava la vostra casa perfetta devastata irreparabilmente .
Abbiamo guardato con meraviglia la tur iffei illuminata con tanti sberluccichi dalla finestra della sala mentre vi intrattenevamo con i nostri discorsi insensati durante la prima cena in sei.
Abbiamo dormito belle spaparanzate nel lettone matrimoniale e non saremmo volute tornare mai più ai nostri piccoli lettini
Abbiamo addentato il primo vero croissant della nostra vita ma poi abbiamo preferito farcirlo con la marmellata: tutto quel burro non era sufficiente.
Con te zio abbiamo camminato, siamo saliti in alto, abbiamo fatto interminabili code e abbiamo osservato tutti quei pesci morti al mercato, che però mandavano un profumo così buono....ci siamo sfamate a colpi di baguette, abbiamo imparato a memoria il codice del cancello d'ingresso alla tua casa e ora ci è chiaro che se noi abitiamo al piano 6 e i nonni all' 8 tu dovevi per forza abitare al 7.
In tutti i nostri giri abbiamo pensato alla zia che poverina doveva lavorare e non poteva vedere tutte quelle belle cose con noi, poi però abbiamo capito che anche lo zio non se la passava bene: "Prima se l'è sposata e poi non la vede per tutto il giorno!". Che fregatura!
Per fortuna c'è il week end così abbiamo potuto girare indisturbate con lei mano nella mano e riempirle il cervello dei nostri racconti strani, ci ha portate in un negozio pieno di oggetti affascinati come candele a forma di cane e gatti che ballano; in un parco con degli alberi grandi e stranissimi ci ha anche mostrato come è brava a fare la ruota sul prato e dopo aver assaggiato il suo minestrone ora sappiamo che batte la mamma anche in quello!
Ci siamo rotolate sull'erba fresca e pulita del giardino delle Tuileries, ci siamo scatenate a Disneyland, tra principesse romantiche e trenini terrificanti all'invana ricerca di Minnie che con nostra grande delusione non si è palesata. Abbiamo fatto tutti i giochi con mamma e papà e abbiamo finito la gionata guardando i fuochi d' artificio sedute sul tetto della macchina.
Abbiamo rivoluzionato per sei giorni la vostra vita tranquilla e scusate se abbiamo fatto troppo casotto, d'altra parte questi francesi parlavano in un modo incomprensibile e noi non siamo proprio capaci a sussurrare come loro.
Siamo però felici di aver vissuto con voi, anche se il bagno era strano e non c'era il bidet, anche se nella nostra stanza non c'erano giochi, anche se non potevamo correre in corridoio.
Siamo felici perchè adesso, quando guardiamo l'orologio, possiamo immaginare se state dormendo o state mangiando, se siete in cucina o giù in quella panetteria golosissima, se state bevendo una tisana sulla poltrona azzurra o innaffiando un po' i vostri fiori sul balcone.
Siamo felici perchè ora Parigi ci sembra meno lontana...
lunedì 1 settembre 2014
Grazie bimbe
Ripenso ai nostri divertenti, deliranti, tranquilli 10 giorni da sole noi tre e mi rendo conto di quanto siete grandi adesso.
In tutto quel tempo non mi avete fatta arrabbiare seriamente neanche una volta, avete giocato per ore in pochi metri quadri di casa, avete fatto trottare quelle vostre gambette in maniera incredibile, senza mai lamentarvi, avete ammirato i cavalli, mi avete aiutata a portare la spesa, ognuna con qualcosa nel proprio zainetto.
Avete risposto "ma certo mammina!" alle mie richieste d'aiuto, siete state pazienti con i vostri nuovi amici, tutti maschi e più piccoli di voi, avete mangiato per quattro e vi siete fatte viziare con qualche caramella di troppo.
Vi ho portate a fare una gita lunghissima con tanto di nic-nic sul prato, ho tentato invano di giocare con voi a ping pong e quasi ogni sera siamo riuscite a leggere una storia vicinevicine sul divano.
Ci siamo consumate di bacini e ridevamo dicendoci "uh! Mi scappa un abbraccio!", il vostro pensiero era fisso a papino che, poverino, lavorava e non poteva vedervi!
Abbiamo contato...tutto: i giorni, le ore, le borse sul computer di barbie; vi siete riposate "leggendo" da sole i Topolini sdraiate in pose da diva sul divano; mi avete aiutata a fare una torta per la più grande della schiera dei cugini; avete ricevuto telefonate immaginarie dal nonno che evidentemente non aveva altro da fare che stare al cellulare con voi.
Domani finalmente si parte per andare a trovare gli zii Parigini.
Immagino i vostri occhi spalancati alla vista dell'aereo, lo stupore per una città piena di cose nuove, la confusione che porterete in quella casa silenziosa e ordinata, la gioia allo sfiorare la mano di Minnie gigante proprio il giorno in cui, qualche km più in là, i vostri compagni inizieranno l'asilo.
Questa volta ve la meritate davvero questa vacanza.
In tutto quel tempo non mi avete fatta arrabbiare seriamente neanche una volta, avete giocato per ore in pochi metri quadri di casa, avete fatto trottare quelle vostre gambette in maniera incredibile, senza mai lamentarvi, avete ammirato i cavalli, mi avete aiutata a portare la spesa, ognuna con qualcosa nel proprio zainetto.
Avete risposto "ma certo mammina!" alle mie richieste d'aiuto, siete state pazienti con i vostri nuovi amici, tutti maschi e più piccoli di voi, avete mangiato per quattro e vi siete fatte viziare con qualche caramella di troppo.
Vi ho portate a fare una gita lunghissima con tanto di nic-nic sul prato, ho tentato invano di giocare con voi a ping pong e quasi ogni sera siamo riuscite a leggere una storia vicinevicine sul divano.
Ci siamo consumate di bacini e ridevamo dicendoci "uh! Mi scappa un abbraccio!", il vostro pensiero era fisso a papino che, poverino, lavorava e non poteva vedervi!
Abbiamo contato...tutto: i giorni, le ore, le borse sul computer di barbie; vi siete riposate "leggendo" da sole i Topolini sdraiate in pose da diva sul divano; mi avete aiutata a fare una torta per la più grande della schiera dei cugini; avete ricevuto telefonate immaginarie dal nonno che evidentemente non aveva altro da fare che stare al cellulare con voi.
Domani finalmente si parte per andare a trovare gli zii Parigini.
Immagino i vostri occhi spalancati alla vista dell'aereo, lo stupore per una città piena di cose nuove, la confusione che porterete in quella casa silenziosa e ordinata, la gioia allo sfiorare la mano di Minnie gigante proprio il giorno in cui, qualche km più in là, i vostri compagni inizieranno l'asilo.
Questa volta ve la meritate davvero questa vacanza.
giovedì 28 agosto 2014
Contrappasso
Dopo quasi tre settimane di pacchia, senza orari, senza impegni, senza programmi ma vissute all' insegna della totale improvvisazione il minimo che potevo meritare era una settimana da sola con la -logorroica-prole.
Gli unici scambi di discorsi dotati di un certo filo logico avvengono al supermercato, dal panettiere, al telefono durante le brevi telefonate con i nonni o il legittimo padre.
Per il resto va così:
"Quanti giorni mancano all' arrivo di papà?"
"Quanti giorni mancano alla partenza per Parigi?"
"Quanti giorni mancano al compleanno di Lalli?"
"Ma dopo 1199 c' è 1200?"
"Tu sai contare fino a 1199?"
"Sono le 11.30...praticamente sono quasi le due,vero?"
"Ma quando si compra una macchina la si mette in un sacchetto gigante?"
"Hai visto? É passata una jeep, che si può anche chiamare fuoristrada..ma io dico solo fuori così faccio prima!"
"E noi quando compriamo un fuoristrada? E una moto? E come mai domenica siamo andati fuori strada se non abbiamo un fuoristrada?"
"Hai visto, sono le 8 dobbiamo guardare le previsioni del tempo!"
"Mamma le previsioni!"
"La nonna non si dimenticava mai di guardare le previsioni!"
"Visto che abbiamo già pranzato possiamo dire che mancano più 3 giorni all' arrivo di papà e non 4? Facciamo 3 e mezzo, dai"
"Non mi ricordo più quanti giorni mancano all' arrivo di papà!"
Gli unici scambi di discorsi dotati di un certo filo logico avvengono al supermercato, dal panettiere, al telefono durante le brevi telefonate con i nonni o il legittimo padre.
Per il resto va così:
"Quanti giorni mancano all' arrivo di papà?"
"Quanti giorni mancano alla partenza per Parigi?"
"Quanti giorni mancano al compleanno di Lalli?"
"Ma dopo 1199 c' è 1200?"
"Tu sai contare fino a 1199?"
"Sono le 11.30...praticamente sono quasi le due,vero?"
"Ma quando si compra una macchina la si mette in un sacchetto gigante?"
"Hai visto? É passata una jeep, che si può anche chiamare fuoristrada..ma io dico solo fuori così faccio prima!"
"E noi quando compriamo un fuoristrada? E una moto? E come mai domenica siamo andati fuori strada se non abbiamo un fuoristrada?"
"Hai visto, sono le 8 dobbiamo guardare le previsioni del tempo!"
"Mamma le previsioni!"
"La nonna non si dimenticava mai di guardare le previsioni!"
"Visto che abbiamo già pranzato possiamo dire che mancano più 3 giorni all' arrivo di papà e non 4? Facciamo 3 e mezzo, dai"
"Non mi ricordo più quanti giorni mancano all' arrivo di papà!"
Iscriviti a:
Post (Atom)