lunedì 30 marzo 2015

Amico del mattino

Lo abbiamo scoperto per caso, una mattina andando all'asilo: fischiettava tranquillo sul bordo di un cancello e con la sua testa a scatti guardava un po' noi e un po' in giro.
Poi un'altra mattina vicino alla chiesa e ancora un' altra volta quasi dal portone del nostro palazzo.
Era li che osservava curioso quel lunedì che le bimbe sono uscite prima, qualche volta ci ha accompagnate con piccoli voletti fino a casa dei nonni.
Un giorno ha rischiato di finire sotto le ruote della nostra macchina ma una frenata provvidenziale gli ha permesso di scappare via.
Un pomeriggio ci ha scovate all'uscita della piscina e noi tutte stupite a chiederci come facesse a sapere che eravamo proprio li.
Ogni giorno si faceva trovare e salutare, ci guardava con quegli occhi curiosi e volava via prima di farsi avvicinare..
...lui, il merlo Pietro-come l'ha ribattezzato Margherita-riuscirà a trovare le sue due amiche che da una settimana non escono più dallo stesso portone ma corrono verso l'asilo da una strada diversa?

mercoledì 18 marzo 2015

Addio, addio.

Addio casetta, prima culla della nostra neonata famiglia
Addio vista imprendibile come era scritto sull'annuncio del giornale, addio finestra grande della camera da letto che mi hai fatta innamorare, che ci hai regalato tramonti rosa e viola, fuochi d'artificio a fine anno e volo di rondini nelle sere di settembre
Addio poggiolo lungo nel quale le bimbe hanno passato i loro primi pomeriggi d'estate, su cui hanno imparato ad andare in bici e sui pattini. Addio poggiolo corto che hai ospitato le nostre cene, stretti stretti ma baciati dall'ultimo sole che si ciuffava dietro il monte
Addio corridoio odiato da noi grandi per tutto lo spazio sprecato ma amato dalle bimbe per le corse e le passeggiate con i passeggini, addio a te che hai assistito ai primi passi incerti, ai giochi divertenti con papà che camminava portandole nelle bustone di stoffa della spesa, una di qua e l'altra di là...e la mamma che, guardandole, invidiava molto tutto quel divertimento
Addio cucina, che hai assistito ai miei primi piatti bruciati, insipidi, troppo caldi, troppo freddi, che mi hai accompagnata nella preparazione delle innumerevoli torte, che sei stata invasa dal profumino del pane appena cotto di prima mattina.
Addio anche a te, senza rimpianto, bagno dalle piastrelle imbarazzanti, che hai assistito a infiniti cambi di pannolini, sveglie notturne, pipì nel vasino e cadute di dentini
Addio cameretta che all'inizio eri una sala e hai accolto i nostri ospiti prima che le voci chiassose si tramutassero in piccoli vagiti; Il divano che rendeva comode le nostre serate davanti alla tv ha dovuto fare spazio ad una culla e poi ad un lettino e poi a due; I primi mesi da mamma ad allattare nel silenzio della notte, guardando tutta quella vita che anche a notte fonda animava la strada, a spiare luci accese in lontananza e sentirsi meno sola immaginando dall'altra parte della finestra un'altra mamma assonnata con un piccolo fagotto affamato in braccio
Addio addio casa piena, allegra e chiassosa, addio silenzio serale scandito dai loro piccoli respiri pesanti, addio vicini molesti e permalosi, addio vicini gentili e premurosi
Addio ascensore che adesso ci mancherai già dopo la prima rampa a piedi, addio vento gelido ogni mattina dietro la curva della strada, addio uccellini che ci svegliavate con il vostro cinguettio
Addio ad un pezzo di vita
Addio, addio.

giovedì 12 marzo 2015

Sei entrata qui

Sei entrata qui con il tuo bellissimo vestito color champagne (o almeno così ti avevano detto si chiamasse quel colore non perfettamente bianco), in braccio al tuo fresco marito tra gli sguardi pettegoli e curiosi delle tue neo-vicine di sopra; ne uscirai in maniera molto meno romantica, con in mano scatole e sacchetti, probabilmente qualcuno anche di rumenta.
Sei entrata qui e pensavi di saper fare (quasi) tutto...ma un marito esigente ti ha smontato le certezze culinarie facendoti imparare il giusto ordine con cui si aggiungono gli ingredienti durante la preparazione del sugo, la lavatrice ti ha restituito asciugamani multicolori, maglie ristrette, calzini spaiati, il ferro da stiro ha vinto la sua battaglia e ancora non sai impiegare meno di 20 minuti per stirare una camicia, la pentola a pressione ti ha convinta che non è proprio il caso di cuocerci i fagioli dentro se non vuoi ritrovarteli sparsi per tutta la cappa dopo l'esplosione della valvola di sicurezza.
Però consolati: ora sei molto più veloce a fare tutto e sai calcolare benissimo il tempo che ci vorrà a fare le faccende da brava massaia così da non rimanere più con gli stracci in mano e gli ospiti alla porta.
Sei entrata e l'ansia da prestazione ti pervadeva ogni volta che c'era qualcuno a cena, avevi bisogno di vari giorni di preavviso e il menù era studiato e calcolato nei minimi dettagli. Ora butti una tovaglia e qualche piatto, improvvisi un polpettone con molto formaggio che dà il buon sapore, con il minimo sforzo ti godi la vita.
Sei entrata e non sapevi se e quando saresti diventata mamma, non sapevi se mai sarebbe arrivata una femmina, come tanto desideravi: hai scoperto che la vita a volte si diverte a prendersi gioco di te ("piuttosto che non averne preferirei arrivassero in un momento "sbagliato") ma che quella frase la ripeteresti un milione di volte ancora e che non c'è stato momento migliore di quello.
Esci da questa casa preceduta da due piccole donnine che canticchiano e sorridono sempre, che ancora giocano a chiamare l'ascensore con la voce, che fanno a gara per accendere la luce nelle scale, che giocano davanti allo specchio del portone facendo le facce buffe.
Sei entrata qui ed era tutto silenzioso, ordinato, preciso. Esci adesso e ti porti dietro una bella confusione.
Siete entrati in due e non sapevate quanto tempo ci avreste passato, dopo sette anni uscite in quattro ma non passerà giorno, credo, che dalla strada lo sguardo non si alzi verso queste finestre.

lunedì 9 marzo 2015

Questione di coordinazione

Mattina presto.
La mamma si cambia e Marghe si intrufola zitta zitta in camera.
Nota subito che la biancheria della mamma non è assolutamente "coordinata" e, con le sue solite manine a paletta esclama: "ma mamma! il sopra e il sotto devi metterli dello stesso colore!"

Questa non l'ha presa certo da me.

mercoledì 4 marzo 2015

Ore contate

"Mamma, quanto manca alla nonna bis?"
"Quanto manca in che senso, Marta?"
"Quanto manca a che vada in cielo?"

venerdì 27 febbraio 2015

I tuoi anni non stanno più su una sola mano

Cara Martoletta,

i tuoi anni non stanno più su una sola mano e questo vuol dire che stai inesorabilmente crescendo.
Riguardo la tua foto a quattro mesi mentre ridi a pancia in giù sul nostro lettone e penso che per certe cose sei sempre uguale, osservi tutto con i tuoi occhioni grandi e sorridi.
Sei sempre sulle nuvole ma quando scendi sei così attenta e concreta da farci tremare, capisci senza bisogno di parole, vorresti accontentare tutti e questo a volte mi spaventa un po'.
Passi ore sui Topolini anche se non sai ancora leggere, hai deciso che vuoi essere Pippo e in effetti la coordinazione non è la tua dote migliore fin'ora; a settembre inizierai la scuola che è stata quella di mamma e papà e questo sarà un grande cambiamento, tu da sola senza la tua piccola ombra chiacchierona...
Ti sei appassionata ai cartoni del corpo umano e pensi sempre a quanto dev'essere stanco il tuo omino nel cervello perchè lo fai lavorare in continuazione; con le tue amiche avete capito che dentro siete maschi e fuori femmine ed è per questo che ami Cars, Spongebob e il colore blu.
Cara martoletta, oggi compi sei anni e hai già perso sei denti, ti mancano 40 centimetri per raggiungermi in altezza e forse anche qualcosa in meno, ci separano solo 5 numeri di piede e tutto questo mi sconvolge...
Cara signorina mia, ieri eri emozionata e felice perchè ti saresti addormentata di 5 anni e risvegliata di 6, hai capito che questo è un compleanno importante e ti auguro di godertelo con quella semplicità che ti contraddistingue, con quella gioia che solo chi ha il cuore libero e sereno come te può provare.
Ti voglio tanto, tanto bene
Mamma.

domenica 22 febbraio 2015

Scatole e scatoloni

Scatole e scatoloni iniziano a popolare questa casa: il conto alla rovescia è arrivato a meno un mese e una sottile ansia strisciante inizia a impossessarsi di me.
Una sera passata a togliere quadri e fotografie, ogni pezzo incartato e riposto suscita un ricordo di un momento, una persona, un periodo felice.
Le pareti ora sono bianche e vuote così avremo il tempo di dis-affezionarci a questi muri.
Una domenica trascorsa selezionando le cose da buttare e quelle da tenere, scoperte casuali di oggetti rimasti tanti anni in una scatola, bambole che dalla mamma passano alle bimbe e ricominciano a vivere in altre mani piccole, partecipazioni di matrimonio che fanno capolino da una carta blu e che suscitano tanti pensieri.
Sette anni di vita passata in un soffio, sette anni di amici che sono entrati ed usciti, parenti in visita, annunci emozionati, silenzi notturni rotti dal pianto di piccole neonate, risate cristalline, canzoni cantate a tutte le ore, urlacci della mamma, mattine di festa a giocare nel lettone.
Sette anni a costruire una famiglia che ora è qui e a volte non ce ne capacitiamo, sette anni che ci sembra di esserci sposati ieri e invece...sono passati quasi sette anni.
Ed è ora di andare.

martedì 17 febbraio 2015

Cronache di ogni lunedì

Prima le corse per strada perchè si è sempre quasi in ritardo o perchè loro fanno finta di essere in sella alla bici o alla moto.
Poi trafelata tu e sudate loro aprite quella porta: in quel girone dei dannati dove si passa da 5 a 25 gradi in tre secondi vieni raggiunta dall'aria umida e intrisa dell' odore tremendo di cloro che ogni volta risveglia brividi irrisolti.
E poi gli occhiali che si appannano impedendoti di vedere dove sono schizzate le due schegge impazzite, bambini che si rotolano sul pavimento umidiccio, inquietanti sovrascarpe blu, il rumore costante dei phon che rappresentano l'altra tortura di questa faccenda che si ripete ogni lunedì: troppo caldi per poterle asciugare entrambe senza finire in un bagno di sudore ma troppo tiepidi per non richiedere l'impiego di un terzo gettone (da brava genovese il bis viene fatto tenendole entrambe strette strette vicine vicine sotto lo stesso phon)
Si aspetta la sirena che indica il cambio turno, le porte degli spogliatoi si aprono, inizia la corsa per cercare di accaparrarsi un posto sgomitando nella folla.
Svestiti, togli la ciabatta, metti la ciabatta, guai se metti i piedi per terra, mi scappa la pipì, mamma la cuffia mi schiaccia le orecchie, corri che gli altri sono già andati, vieni qui che non hai l'accappatoio, dov'è l'altra? ecco la maestra dei piccoli, prendi lo zaino, lascia i vestiti, tieni le scarpe, togli i sovrascarpe e guadagna l'uscita.

Esci. Uscite.
Esauste e provate, tu e le tue due amiche vi guardate complici negli occhi: avete una buona ragione per sopportare tutto questo.
Una mezz'ora di chiacchiere davanti al caffè!

martedì 10 febbraio 2015

Un nonno molto, molto fotogenico

Marghe: "Marta, mettiamo via le carte dei puffi, giochiamo al gioco del selfie!"
Mamma: "il gioco del selfie? ma lo sai che cosa è il selfie?"
Marta: "Io lo so, mamma...è quello che fa sempre il nonno!!!"

venerdì 6 febbraio 2015

Una sobria Sirenetta

"Mamma, adesso mi metto giù a dormire, faccio come la Sirenetta in fondo al mare!"
"Brava Marghe, allora allunga bene la tua coda azzurra...o verde?"
"No, che dici mamma? La mia coda è fuxia...anzi rosa shocking!"