domenica 12 giugno 2016

La nostra piccola cuoca

Siamo entrati nella tua classe e tu eri lì,  dritta, fiera,  le mani dietro la schiena e il cappello da cuoca in testa.  La panzotta in avanti a mostrare il grembiulino di carta e quegli occhi così felici che si sono illuminati in un modo che forse non avevamo mai visto.
Voi,  i grandi dell'asilo, eravate tutti intorno ad un tavolone apparecchiato su cui stavano in mostra i piattini composti  da voi,  con cartacrespa, colla e colori.
Dopo hai ballato e cantato, hai ricevuto il tuo diploma a lungo sospirato anche se la sera prima mi hai detto di non essere emozionata "tanto io a scuola non ci voglio andare! "
Anche questa volta l'emozione e il pensiero si quanto sei cresciuta da quando sei entrata lì mi ha fatto inumidire un po' gli occhi...per fortuna ora ho la scusa degli ormoni!
Piccola Marghe mia,  quest'anno hai patito la lontananza di tua sorella e forse la notizia del nuovo arrivo ha contribuito a certi momenti di smarrimento... Hai però imparato a consolarti da sola e a camminare con le tue gambe, hai cambiato fidanzato,  ti sei sposata con tanto di velo e bouquet e hai partorito innumerevoli bambolotti tra la cucinetta e la camera assistita dalle tue migliori amiche.
Sei entrata in questo asilo e avevi appena due anni,  sorridevi sempre e chiacchieravi di continuo...ora stai abbandonando le sembianze di bimba piccola e ti stai trasformando anche tu in una bambina alta e dalle gambette svelte e snodate.
Spero che questo cambiamento all'orizzonte non spenga i tuoi occhi sorridenti ma sia una nuova occasione di crescere insieme, piccolo grande fiorellino mio.

mercoledì 8 giugno 2016

Ultimo giorno di prima

Il primo giorno avevi un vestito blu a pallini bianchi,  correvi impaziente verso la scuola e iniziavi felice la tua avventura con tanti nuovi amici.
L'anno è volato, tu ti sei trasformata da timida e paurosa ad una bambina che fa ridere i suoi compagni  e saluta tutti quelli che incontra. Abbiamo avuto alti e bassi,  i compiti ci hanno fatto litigare molte molte volte, hai imparato tante parole in inglese,  ora leggi i tuoi topolini assorta e concentrata, lasciandoti sfuggire qualche risata qua e là, soprattutto quando Pippo dice qualcosa di strano...
Stamattina avevi un vestito a righe e sei uscita mano nella mano con papà raccontandogli qualcosa tranquilla e sorridente mentre io ti guardavo dalla finestra.
Anche questa volta sei riuscita a sorprendermi mia grande forte bimba,  ora puoi goderti il tuo meritato riposo!

lunedì 30 maggio 2016

30 maggio

Svegliarsi senza ricordarsi che il giorno è proprio oggi
Tanti bacini dalla sua bimba grande
Messaggi continui a tutte le ore
Un fiore finto messo sul tavolo "perchè così pensi a noi e ti sembra che siamo qui"
Un caffè e un pasticcino nel bar della piazza con una persona speciale
La gioia dei primi lamponi che stanno maturando su in terrazzo
Le solite ordinarie faccende ascoltando la radio
Una dedica che ti fa commuovere mentre mangi insalata e pomodori
I sorrisi delle tue piccole quando le vai a prendere per iniziare la maratona della piscina del lunedì
Potenza di Facebook
Una visita veloce ad una amica
Una cena normale e silenziosamente allegra
Telefonate piene di ciattellameti con la mamma

34 anni, due figlie, una pancia ripiena, tante persone che mi vogliono bene.
Tanti ma tanti auguri a me!

venerdì 20 maggio 2016

Risvegli

"Mamma, se tu mi parli io non riesco a svegliarmi!"
"Ah si? E cosa dovrei fare allora per farti alzare da questo letto?"
"Io ho bisogno di coccole, solo così posso aprire gli occhi!"

martedì 17 maggio 2016

In fattoria con la prima A

La tua maestra -degna erede della maestra M. dell'asilo in fatto di severità e disciplina- aveva dato istruzioni dettagliate per questa gita: presentarsi davanti alla scuola alle 8,30 non prima nè dopo, mettere nello zaino un ricambio costitutito da pantaloni della tuta, jeans e kway, portarsi il pranzo al sacco ma non troppo abbondante.

Siamo partiti puntualissimi ed è bastato uscire un po' dalla città per ritrovarsi in mezzo al verde, ai fiori, ai cinguettii e all’odore forte degli animali: ci hanno accolto tre asinelli albini con i loro musi rotondi e il canto di qualche gallo ben nascosto.
Poi è arrivato Alfredo, un omone con i capelli scompigliati e gli occhiali sulla fronte, che ha tenuto a bada tutti noi, cercando di mantenere l’attenzione e l’ordine, bacchettando chi faceva domande fuori luogo, che fosse un grande o un bambino...indistintamente.
Hai avvicinato una mucca come mai ti era capitato, hai accarezzato il pelo degli asini, ci siamo infilate in una stalla piena di vitelli, pecore e agnellini. Ti sei fatta coraggio e hai munto una capretta, poi siamo uscite e abbiamo ammirato tanti piccoli maialini che correvano come schegge impazzite sul prato.
Hai corso, saltato, gridato, sudato e riso con i tuoi compagni, hai mangiato di gusto su una coperta rossa, addentato con golosità le fragole della tua amica C. e i biscotti di E.
Nel pomeriggio hai seguito con occhi attenti la spiegazione sul formaggio e hai preparato una ricottina da portare come trofeo a casa.
Nel viaggio di ritorno hai parlato di cose buffe con il tuo buffo amico cinese  G. e, arrivata a casa,  dopo una doccia, ti sei rilassata sul letto leggendo per l'ennesima volta la stessa storia di Topolino.
Io mi sono goduta la giornata di sole cercando di mantenere la distanza e osservarti in questa nuova veste di bambina alla fine della prima elementare: sei cambiata tanto in questo anno anche se a volte la timidezza ti blocca ancora, facendoti scomparire nella folla.
Sei cresciuta e non solo in altezza, anche se resti lo scheletrino di sempre: sei sempre attenta e partecipe ma sono felice di vedere quella leggerezza e serenità che ti permettono di vivere ancora da bimba tutto quello che ti capita addosso.


lunedì 9 maggio 2016

Leoncina guerriera

Se tutto andrà come dovrebbe sarai una leoncina: determinata, forte e coraggiosa come il nome che abbiamo scelto per te.
D'altra parte dovrai trovare il tuo posto in questa famiglia, tra una sorellona grande, giudiziosa e studiosa e una sorella mediana a cui piace stare sotto i riflettori...non riesco proprio ad immaginare come potrai essere, loro sono già così diverse e complementari che mi chiedo come possa esistere un terzo carattere ancora differente.
Per ora ti limiti a dimenarti quasi ininterrottamente, svegliandomi di notte e minando la resistenza della mia vescica di giorno; rispondendo a modo tuo alle carezze delle tue sorelle e muovendoti misteriosa senza farci capire se ti sei già messa a testa in giù o ancora vaghi libera e ribelle per la mia pancia.
Di sicuro ho capito che gradisci il formaggio e il cioccolato perchè a questi assaggi seguono evoluzioni gioiose...con buona pace della bilancia che ogni settimana mi attende beffarda e snocciola impietosa il suo verdetto. Anche questa volta la guerra è allo sfinimento ma la mia resistenza è strenua: so che ce la farò a rimanere nei limiti della decenza per non scivolare nelle tentazioni e nei rimorsi come fu la prima volta per Marta.
Oggi ho iniziato a guardare quelle piccole tutine e presto dovrò inziare a preparati qualcosa sul serio e,si te lo prometto, avrai anche tu qualcosa di nuovo, non solamente vestitini di terza mano!
L'attesa inizia a pesare a tutti quanti, le tue sorelline danno cenni di impazienza e anche io non vedo l'ora di scoprire come sarai, a chi assomiglierai....per ora mi limito a guardare con nostalgia le loro foto cercando di immaginarti come un bellissimo ibrido, forse più piccola, o più cicciottela, spero dormigliona, prego tranquilla.
Cara forte guerriera, piccola Matilde...qui siamo ancora in alto mare con i preparativi ma i pensieri sono già tutti per te!

mercoledì 27 aprile 2016

La prima volta che vidi Parigi

La prima volta che vidi Parigi avevo quasi 19 anni, ero ottusamente innamorata -non ricambiata, ovvio- del mio compagno di banco, avevo passato una notte quasi insonne su una scomoda cuccetta del treno per approdare poi in un pessimo zozzo albergo.
Quella volta ero in gita scolastica, l'unica di cinque anni di liceo, la prima esperienza all' estero: tutto mi sembrava bello e  affascinante, nonostante il freddo, la fame patita,  la stanchezza, il mio cuore continuamente spezzato...
Tornai dimagrita di 2kg ma con in valigia delle bellissime New balance nuove che durarono svariati anni in ricordo dei loro primi passi sul suolo Parigino.
La seconda volta fu dodici anni dopo,  un marito e due fiorellini al seguito...la mia antipatia per i francesi aveva dovuto fare qualche passo indietro per inseguire un fratello ormai internazionale e stabilmente ambientato proprio lì....
Quella volta ritornai bambina tra le carte da gioco e il labirinto di siepi nel mondo di Alice,  ritrovai il sapore dei croissant caldi da riempire di marmellata, scoprii nuovi, puzzolenti formaggi e coloratissimi mercati pieni di frutta e verdure mai viste.
La terza volta che vidi Parigi ho giurato che ci tornerò solo negli unici tre mesi di clima compatibile con la mia freddolosita', ho trasportato la mia pancia ripiena qua e là, ho guidato sfidando le precedenze e le rotonde,  mi sono stupita per un albergo davvero pulito, ho conquistato la ciccia profumata del mio piccolo parigino,  mi sono sciolta ai suoi sorrisi e dentro i suoi occhietti rotondi...

mercoledì 20 aprile 2016

Aprile dolce partire

Fare le valigie mi mette sempre di buon umore anche se le preparo all' ultimo momento rischiando di lasciare a casa qualcosa di fondamentale.
Il conto alla rovescia è arrivato a meno 25 ore e ci aspetta una toccata in costa azzurra e un voletto fino a Parigi.
Lì ritroveremo 7kg di ciccia e sorrisi,  7kg di nipotino da coccolare, strizzare e sbaciucchiare a profusione, finalmente soli,  senza doverlo dividere con nessuno...
Spero di trovare tre giorni di sole,  di tranquillità e riposo,  tre giorni di chiacchiere serie e di discorsi insensati come solo con un fratello puoi fare,  tre giorni di normalità che purtroppo la distanza non ci permette ormai più di gustare.
Stiamo arrivando,  zii parigini...il silenzio ha le ore contate!!!


sabato 16 aprile 2016

Five weeks

In queste ultime cinque settimane:
Ha macinato km in macchina, trasformandosi in una automobilista insofferente
Ha sbagliato, ripetuto, corretto, raddrizzato parcheggi
Ha riso da sola sentendo la sua radio preferita
Ha ascoltato a tutto volume Wonderwall ricordando la sua adolescenza complicata e leggera insieme
Ha sviluppato un certo razzismo nei confronti dei motociclisti che sorpassano da tutti i lati, dei pedoni che hanno quel brutto vizio di attraversare in continuazione, dei Suv che invadono rotonde e corsie solo perchè sono grossi....delle donne al volante.
Lei esclusa, ovviamente.
Ma non solo:
Si è riposata per ben tre quarti d'ora sul divano a metà giornata senza fare proprio niente
Ha invocato ogni giorno la presenza dell'ascensore
Ha fatto la spesa a rate tracinando la sua panza e le buste su e giù per le scale
Ha fatto suonare innumerevoli promemoria
Ha tenuto public relations più del solito
Si è fatta violenza per prendere autobus per poche fermate
Ha fatto punture ogni giorno sul povero braccio del suo povero marito zoppo
Ha fatto ripetere poesie piene di fiori a Marta nel tragitto casa/scuola proprio come faceva il suo papà con lei quando era piccola
Ha apprezzato immensamente quell'aiuto del suo gigante buono ora costretto in poltrona.
Quell'aiuto a volte non proprio come lo vorrebbe lei, a volte troppo lento, a volte troppo rapido, a volte troppo disordinato o troppo pignolo...
Quell'aiuto che, come tutte le cose importanti quando mancano, si riscoprono fondamentali e sottovalutate.



lunedì 11 aprile 2016

Piccola emme

Ehi, piccola emme che ancora dormi qui dentro, che ancora non hai iniziato il tuo balletto di piedini sulla mia vescica,  che ogni giorno ti assicuri che io mi ricordi di te muovendoti senza sosta.
Al corso preparto un tuo amico,  terzo pure lui ha pensato che fosse più divertente nascere in casa, tra gli odori dei suoi fratelli, sul lettone di mamma e papà..ecco per favore tu non giocarmi questi scherzi e sappi che alla tua mamma piace fare le cose belle ordinate e programmate, quindi va bene se nasci in fretta però dammi il tempo di arrivare in ospedale!
Ecco,  se poi tu volessi nascere anche dieci, quindici giorni prima sarebbe proprio il massimo così poi ti portiamo tra le mucche e i cavallini e ci togliamo dal caldo che farà qui.
Piccola emme mia, erediterai vestiti di terza mano,  dovrai farti spazio a gomitate in questa famiglia,  imparerai la pazienza e la dolcezza dalla tua sorella più grande mentre la più piccola ti coccolera' con i suoi morbidi bacini e di sicuro ti insegnerà a parlare.
Piccola mia,  ieri sera io e papà abbiano spulciato ancora una volta tutti i nomi con la emme, decisi a darti finalmente un' identità.
Purtroppo la fumata nera si è alzata di nuovo dal nostro comignolo e per ora sei ancora semplicemente una piccola, agitata,  amata, minuscola emme.