Gennaio è iniziato con una partenza, come alla fine di ogni festa, Febbraio mi faceva intravedere una luce in fondo al tunnel, Marzo ci portava a sciare e mi faceva apprezzare tante piccole cose, ad Aprile ho vissuto in apnea, a Maggio la prima Comunione delle bimbe grandi.
Giugno segnava la fine di tante cose: l'asilo nido, la scuola per la nostra nonna D. che finalmente poteva andarsene in pensione, l'anno sportivo con il primo vero saggio di danza della nostra piccola etoile, Luglio mi regalava una settimana in solitaria, Agosto e i tre anni tanto attesi della piccola di casa, ancora qualche giorno di libertà inaspettata e le ferie da mamma-single che mi hanno fatto scoprire la bellezza di fare le cose senza fretta; Settembre ha portato molte novità: una squadra di calcio nuova per Marta, l'asilo dei grandi, la mia iscrizione in palestra e un treno di routine da prendere al volo! A Ottobre meditavo su quello che si potrebbe dimenticare, a Novembre le mie figlie mi regalavano perle indimenticabili e festeggiavo il mio traguardo...Infine è arrivato Dicembre con le sue corse e affanni, con le mille cose da organizzare e gli imprevisti del caso.
Anche quest'anno si sta concludendo e posso solo essere grata e felice di tutto quello che ho ricevuto, di quello che abbiamo costruito insieme e anche di ciò che non siamo riusciti a fare... perché ci dà il trampolino di lancio per provare a farlo nell'anno che sta arrivando!
ma anche come Marta, Margherita e Matilde, i miei tre fiorellini e come Marco, il mio gigante buono!
martedì 31 dicembre 2019
martedì 24 dicembre 2019
Vigilia
Amo la vigilia, l'attesa, i preparativi, le musiche natalizie, le ore ai fornelli, incartare gli ultimi regali, l'emozione per l'arrivo di Babbo Natale, gli auguri tra colleghi, la gente affaccendata e di corsa per strada, i clienti che sorridono un po'di più e ti allungano un cioccolatino sul banco, i regali inaspettati del capo, le cene aziendali tutte da digerire, una messa raccolta e accompagnata dai canti di un coro senza strumenti, la stanchezza di una giornata lunghissima che è finita e raccoglie già i primi messaggi di auguri per l'indomani ...la gioia di essere qui in mezzo a chi amo.
mercoledì 18 dicembre 2019
La settimana più incasinata dell'anno
La settimana più incasinata dell'anno non poteva iniziare che con la febbre di Matilde
La settimana più incasinata dell'anno vede la partecipazione ad un mini torneo natalizio di calcio in due comodi pomeriggi infrasettimanali e un sabato mattina, una recita dell'asilo, uno spettacolo di scuola e un saggio di danza; si annovera anche un sabato pomeriggio lavorativo per me e una serata a teatro regalata da Babbo Natale
La settimana più incasinata dell'anno è ovviamente all'insegna della pioggia e delle allerte, ormai innumerevoli nell'ultimo mese
La settimana più incasinata dell'anno è già a metà: voglio restare ottimista in vista del Natale
La settimana più incasinata dell'anno vede la partecipazione ad un mini torneo natalizio di calcio in due comodi pomeriggi infrasettimanali e un sabato mattina, una recita dell'asilo, uno spettacolo di scuola e un saggio di danza; si annovera anche un sabato pomeriggio lavorativo per me e una serata a teatro regalata da Babbo Natale
La settimana più incasinata dell'anno è ovviamente all'insegna della pioggia e delle allerte, ormai innumerevoli nell'ultimo mese
La settimana più incasinata dell'anno è già a metà: voglio restare ottimista in vista del Natale
venerdì 13 dicembre 2019
Bianca coniglia
Prima andava sempre di fretta, presa dalle sue scartoffie, dalle riunioni, dalle mille cose da organizzare che un po' le venivano appioppate e un po' andava a cercarsi.
Da quando ne ho memoria i suoi mantra sono: "non ho tempo" e "sono di fretta" ma l'abbiamo sempre giustificata perché effettivamente la vita frenetica ci porta tutti a vivere con l'occhio all'orologio.
Qualche mese fa la sua vita è stata sconvolta e il cambiamento ha fatto tremare tutti noi...come avrebbe potuto sopportare tutto quel tempo a disposizione, come si sarebbe adattata alla vita tranquilla, senza orari, senza impegni, senza troppi doveri?
Non ci abbiamo messo molto ad accorgerci che in realtà non era cambiato niente nel suo modo di affrontare la vita...
Ora corre qua e là tra innumerevoli ore di palestra, il corso di francese e i compiti da fare di volta in volta ("non ne posso più, sono sempre qui a studiare!"), il ballo liscio e le nipotine che le riempiono qualche pomeriggio.
Il risultato è che i mantra non sono cambiati, è sempre di corsa, senza tempo, sempre con l'agenda zeppa di cose da fare...la nostra bianca coniglia in pensione da tre mesi continua a correre con l'orologio in mano....
Da quando ne ho memoria i suoi mantra sono: "non ho tempo" e "sono di fretta" ma l'abbiamo sempre giustificata perché effettivamente la vita frenetica ci porta tutti a vivere con l'occhio all'orologio.
Qualche mese fa la sua vita è stata sconvolta e il cambiamento ha fatto tremare tutti noi...come avrebbe potuto sopportare tutto quel tempo a disposizione, come si sarebbe adattata alla vita tranquilla, senza orari, senza impegni, senza troppi doveri?
Non ci abbiamo messo molto ad accorgerci che in realtà non era cambiato niente nel suo modo di affrontare la vita...
Ora corre qua e là tra innumerevoli ore di palestra, il corso di francese e i compiti da fare di volta in volta ("non ne posso più, sono sempre qui a studiare!"), il ballo liscio e le nipotine che le riempiono qualche pomeriggio.
Il risultato è che i mantra non sono cambiati, è sempre di corsa, senza tempo, sempre con l'agenda zeppa di cose da fare...la nostra bianca coniglia in pensione da tre mesi continua a correre con l'orologio in mano....
venerdì 6 dicembre 2019
Ti ho vista
Ti ho vista questa primavera, felice e impaziente di tenere tra le braccia il tuo bambino
Ti ho vista questa estate, accaldata, esausta e curiosa, fare il conto dei giorni che mancavano
Ti ho vista a settembre impaurita e stanca, con il tuo bimbo finalmente nel passeggino e la pancia libera da quel dolce ripieno ingombrante
Ti ho vista qualche giorno fa, con tanta voglia di parlare ma la farmacia piena e troppi strilli provenire da là dentro, ho capito la tua ansia di riprendere a correre su e giù per strada nella speranza di calmarlo, ho solo visto i tuoi occhi persi, ho sentito quando dicevi che probabilmente sarebbe rimasto figlio unico.
Non potevo farlo ma avrei voluto abbracciarti, cara neomamma di cui non conosco nemmeno il nome
Avrei voluto dirti che poi passa, che poi crescono e diventano buffi e dolci, che poi riempiono la vita colorandola con la loro prospettiva tutta nuova e sorprendente
Avrei voluto cercare di convincerti che nessuno ha il manuale di istruzioni e che io non ho mai capito cosa ci trovano certe persone di così meraviglioso nella vita con un neonato
Avrei voluto dirti che in te vedevo la me stessa di tanti anni fa, che però poi è ripartita e ha avuto voglia di regalare altre sorelline a quel piccolo esserino urlante
Avrei voluto offrirti un caffè al bar di fianco alla farmacia, per farti fermare qualche minuto a prenderti un po'di tempo per te stessa...
Sono certa che tutte le cose che volevo dirti le scoprirai anche da sola... Anche se sentirsele dire da chi c'è già passato mentre tu sei nel buco nero aiuta di più...
Ti ho vista questa estate, accaldata, esausta e curiosa, fare il conto dei giorni che mancavano
Ti ho vista a settembre impaurita e stanca, con il tuo bimbo finalmente nel passeggino e la pancia libera da quel dolce ripieno ingombrante
Ti ho vista qualche giorno fa, con tanta voglia di parlare ma la farmacia piena e troppi strilli provenire da là dentro, ho capito la tua ansia di riprendere a correre su e giù per strada nella speranza di calmarlo, ho solo visto i tuoi occhi persi, ho sentito quando dicevi che probabilmente sarebbe rimasto figlio unico.
Non potevo farlo ma avrei voluto abbracciarti, cara neomamma di cui non conosco nemmeno il nome
Avrei voluto dirti che poi passa, che poi crescono e diventano buffi e dolci, che poi riempiono la vita colorandola con la loro prospettiva tutta nuova e sorprendente
Avrei voluto cercare di convincerti che nessuno ha il manuale di istruzioni e che io non ho mai capito cosa ci trovano certe persone di così meraviglioso nella vita con un neonato
Avrei voluto dirti che in te vedevo la me stessa di tanti anni fa, che però poi è ripartita e ha avuto voglia di regalare altre sorelline a quel piccolo esserino urlante
Avrei voluto offrirti un caffè al bar di fianco alla farmacia, per farti fermare qualche minuto a prenderti un po'di tempo per te stessa...
Sono certa che tutte le cose che volevo dirti le scoprirai anche da sola... Anche se sentirsele dire da chi c'è già passato mentre tu sei nel buco nero aiuta di più...
sabato 30 novembre 2019
Post numero 500
Tutto è iniziato in una giornata di luglio di otto anni fa, dopo essermi fatta coraggio e due risate leggendo i blog di altre mamme, stanche e provate come me.
Grazie a queste letture quotidiane avevo capito che non ero l'unica ad essere perennemente stanca, a sentirmi fallita per ogni capriccio delle mie bimbe, a sentire il terreno che mancava sotto i piedi al pensiero dell'ennesima febbre, delle notti insonni, di un pomeriggio di pioggia da riempire per tenerle buone.
Un giorno d'estate ho deciso che sarebbe stato bello scrivere qui tutto quello che vivevo perché sarebbe stata una valvola di sfogo, come una chiacchierata con un'amica.
Da quel giorno tante cose sono cambiate, loro sono cresciute e io con loro; mi piace pensare che un giorno avrò il tempo di copiare tutti questi piccoli scorci della nostra vita in un foglio di carta che resti loro come ricordo...
Per adesso festeggio il mio post numero 500!
Grazie a queste letture quotidiane avevo capito che non ero l'unica ad essere perennemente stanca, a sentirmi fallita per ogni capriccio delle mie bimbe, a sentire il terreno che mancava sotto i piedi al pensiero dell'ennesima febbre, delle notti insonni, di un pomeriggio di pioggia da riempire per tenerle buone.
Un giorno d'estate ho deciso che sarebbe stato bello scrivere qui tutto quello che vivevo perché sarebbe stata una valvola di sfogo, come una chiacchierata con un'amica.
Da quel giorno tante cose sono cambiate, loro sono cresciute e io con loro; mi piace pensare che un giorno avrò il tempo di copiare tutti questi piccoli scorci della nostra vita in un foglio di carta che resti loro come ricordo...
Per adesso festeggio il mio post numero 500!
lunedì 25 novembre 2019
Anteprima
"Oggi nello spogliatoio M. e A. litigavano perché M. dice che A. le sta troppo appiccicata, a scuola e qui a calcio...mentre A. diceva che non ha amiche perché tutte la prendono in giro, quindi vuol stare solo con M."
"Uh che problemi Marta, ma tu non ti immischiare mi raccomando!"
"No, no, tranquilla mamma. Però oggi sono stata ad ascoltare perché voglio capire cosa mi succederà quando andrò anche io alle medie!"
"Uh che problemi Marta, ma tu non ti immischiare mi raccomando!"
"No, no, tranquilla mamma. Però oggi sono stata ad ascoltare perché voglio capire cosa mi succederà quando andrò anche io alle medie!"
mercoledì 20 novembre 2019
Stereotipi di genere
Ci sono cose che, per natura, per indole, per poca voglia non si impareranno mai.
La pallavolo, per esempio.
Quando ero alle superiori, durante l'ora di educazione fisica, i due capi squadra sceglievano i compagni e io restavo sempre per ultima.
Ero negata e lo sono rimasta.
Oppure i lavoretti manuali: ci sono mamme che passano i pomeriggi di pioggia in divertentissimi art-attack in compagnia dei figli. Io mi annoio, non sono capace.
Il mio vero tallone d'Achille però è il parcheggio.
Ma lì mi impegno, ci credo, ci provo ogni volta...con immutata fede ed entusiasmo.
Ricordo ancora le lunghissime lezioni di scuola guida, in cui tra le lacrime e i rimbrotti dell'istruttore tentavo queste manovre che, viste da fuori, sembravano così banali.
Niente.
Non so ancora per quale intervento divino io sia riuscita a parcheggiare il giorno dell'esame.
Comunque in questi due mesi di nuovi orari e spostamenti tra calcio e danza ho dovuto barcamenarmi più volte in quest'arte.
Un pomeriggio, alla fine di 20 minuti di ricerca, ecco il famigerato parcheggio: stretto e in curva. Dopo innumerevoli manovre esco trionfante ad ammirare l'opera tra i complimenti delle bambine...
"Brava mamma, hai visto che ce l'hai fatta?
Secondo me se qualcuno passa e vede come l'hai messa bene non può immaginarsi che è stata una donna a parcheggiare così!"
Anni di lotta femminista buttati al vento.
La pallavolo, per esempio.
Quando ero alle superiori, durante l'ora di educazione fisica, i due capi squadra sceglievano i compagni e io restavo sempre per ultima.
Ero negata e lo sono rimasta.
Oppure i lavoretti manuali: ci sono mamme che passano i pomeriggi di pioggia in divertentissimi art-attack in compagnia dei figli. Io mi annoio, non sono capace.
Il mio vero tallone d'Achille però è il parcheggio.
Ma lì mi impegno, ci credo, ci provo ogni volta...con immutata fede ed entusiasmo.
Ricordo ancora le lunghissime lezioni di scuola guida, in cui tra le lacrime e i rimbrotti dell'istruttore tentavo queste manovre che, viste da fuori, sembravano così banali.
Niente.
Non so ancora per quale intervento divino io sia riuscita a parcheggiare il giorno dell'esame.
Comunque in questi due mesi di nuovi orari e spostamenti tra calcio e danza ho dovuto barcamenarmi più volte in quest'arte.
Un pomeriggio, alla fine di 20 minuti di ricerca, ecco il famigerato parcheggio: stretto e in curva. Dopo innumerevoli manovre esco trionfante ad ammirare l'opera tra i complimenti delle bambine...
"Brava mamma, hai visto che ce l'hai fatta?
Secondo me se qualcuno passa e vede come l'hai messa bene non può immaginarsi che è stata una donna a parcheggiare così!"
Anni di lotta femminista buttati al vento.
giovedì 14 novembre 2019
Calciatrice
Il primo anno eri piccola e un po' impaurita.
Hai esordito in una squadra di tutti maschi più grandi di te, che si stupivano per una femmina che giocava a calcio e si sentivano in diritto di non passarti mai la palla.
Il secondo anno siamo capitati in una nuova società, sempre tra i maschi ma con Alice-l'allenatrice, simpatica e comprensiva.
Hai imparato e ti sei fatta coraggio anche se la tua scelta di fare il difesore per paura di sbagliare i gol ci faceva capire che la strada verso l'autostima era ancora lunga.
Quest'anno un imprevisto ci ha portato a cambiare ancora ma, come a volte succede, il nuovo è stato molto meglio del vecchio.
Finalmente giochi in una squadra femminile, in cui tutte si concentrano quando l'allenatore parla ("i maschi non ascoltavano mai, si facevano i dispetti e dicevano stupidaggini"), in cui si scherza e ci si impegna, in cui hai trovato delle nuove amiche e hai scoperto che se stai sulla fascia puoi azzardare qualche tiro in porta o ritirarti verso la difesa per limitare i danni.
Non so dove ti porterà questa avventura, stramba bimba mia...ma so che sono davvero orgogliosa della mia calciatrice!
Hai esordito in una squadra di tutti maschi più grandi di te, che si stupivano per una femmina che giocava a calcio e si sentivano in diritto di non passarti mai la palla.
Il secondo anno siamo capitati in una nuova società, sempre tra i maschi ma con Alice-l'allenatrice, simpatica e comprensiva.
Hai imparato e ti sei fatta coraggio anche se la tua scelta di fare il difesore per paura di sbagliare i gol ci faceva capire che la strada verso l'autostima era ancora lunga.
Quest'anno un imprevisto ci ha portato a cambiare ancora ma, come a volte succede, il nuovo è stato molto meglio del vecchio.
Finalmente giochi in una squadra femminile, in cui tutte si concentrano quando l'allenatore parla ("i maschi non ascoltavano mai, si facevano i dispetti e dicevano stupidaggini"), in cui si scherza e ci si impegna, in cui hai trovato delle nuove amiche e hai scoperto che se stai sulla fascia puoi azzardare qualche tiro in porta o ritirarti verso la difesa per limitare i danni.
Non so dove ti porterà questa avventura, stramba bimba mia...ma so che sono davvero orgogliosa della mia calciatrice!
venerdì 8 novembre 2019
Tre anni e tre mesi
Tre anni fa eravamo in montagna, come quest'anno, in cerca di castagne.
Tu eri un fagotto rosa, avvolto nella tutona pesante e te ne stavi tranquilla a sonnecchiare scaldata dai timidi raggi di sole che filtravano dalle foglie del bosco.
Le tue sorelle riempivano sacchetti e ogni tanto venivano a darti un' occhiata per vedere come passassi il tempo.
Lentamente ci stavamo abituando alla tua presenza perché, dopo tanto tempo nella formazione a quattro, questo nuovo assetto ci stupiva un po'.
Dopo tre anni sei qui, rumorosa, chiacchierona, travolgente. Ci hai aiutato a controllare i buchini nelle castagne, hai portato la tua borsa di Frozen per collaborare alla raccolta, hai fatto uno scivolone nel fango insieme a me,hai innaffiato le foglie gialle e rosse con la tua pipì, hai salutato le mucche e ti sei divorata la pizza con i "gustel" prima di ritornare a casa.
In macchina, mentre guardavi un cartone con le tue sorelle, hai decretato che eri stanca e non ce la facevi più..quindi hai chiuso gli occhi e ti sei addormentata istantaneamente.
Oggi hai tre anni e tre mesi...e possiamo dire di essere davvero usciti dal tunnel: ora la strada è liscia, illuminata e in discesa...
Tu eri un fagotto rosa, avvolto nella tutona pesante e te ne stavi tranquilla a sonnecchiare scaldata dai timidi raggi di sole che filtravano dalle foglie del bosco.
Le tue sorelle riempivano sacchetti e ogni tanto venivano a darti un' occhiata per vedere come passassi il tempo.
Lentamente ci stavamo abituando alla tua presenza perché, dopo tanto tempo nella formazione a quattro, questo nuovo assetto ci stupiva un po'.
Dopo tre anni sei qui, rumorosa, chiacchierona, travolgente. Ci hai aiutato a controllare i buchini nelle castagne, hai portato la tua borsa di Frozen per collaborare alla raccolta, hai fatto uno scivolone nel fango insieme a me,hai innaffiato le foglie gialle e rosse con la tua pipì, hai salutato le mucche e ti sei divorata la pizza con i "gustel" prima di ritornare a casa.
In macchina, mentre guardavi un cartone con le tue sorelle, hai decretato che eri stanca e non ce la facevi più..quindi hai chiuso gli occhi e ti sei addormentata istantaneamente.
Oggi hai tre anni e tre mesi...e possiamo dire di essere davvero usciti dal tunnel: ora la strada è liscia, illuminata e in discesa...
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