mercoledì 16 dicembre 2020

Banalità e metodi drastici

"Maty, come si chiama il tuo pesciolino?"
" Si chiama Crozzy"
"Ah, e come mai l'hai chiamato così?"
"Perché è un bel nome!"

Che domande!


Mattina presto, ovviamente tutti in ritardo, papà cerca affannosamente il cellulare mentre le bimbe si disperano per il passare dei minuti, la mamma brontola e qualcun'altra pontifica:
"Papà è disordinato e perde tutto! Ma ce l'ha le mani per mettere in ordine o gliele hanno tagliate con una spada?"


venerdì 11 dicembre 2020

Cose che mancano

Mi manca
Invitare gente a cena
Fare la lista della spesa per il pranzo di Natale
I miei quattro Francesi
La frenesia di questo periodo, tra regali da fare e recite a cui assistere
Prendere un caffè con un'amica
Abbracciare le persone
Progettare le prossime vacanze
Parlare di persona con le maestre invece che da dietro uno schermo con la connessione ballerina 
Andare a mangiare la domenica dai miei
Sorridere senza la mascherina

Ma resistiamo e pazientiamo
Forse manca poco alla fine di tutta questa grande schifezza



mercoledì 2 dicembre 2020

Vi vorrei tenere così

Vi vorrei tenere così, in questo limbo tra l'adolescenza e l'infanzia, ancora piene di affetto, ammirazione e coccole per tutta la famiglia ma già grandi e serie per tanti discorsi, per tornare a casa da sole, per restare mezz'oretta a fare i compiti mentre vado a prendere vostra sorella all'asilo.
Vorrei fermare questo periodo in cui arrivate felici e piene di cose da raccontare, in cui scherziamo sui primi cambiamenti fisici senza che vi offendiate o vergognate, in cui posso tormentarvi interrogandovi sulle capitali europee o facendovi fare esercizi di matematica aggiuntivi senza sentire troppe proteste, in cui le prime risposte brusche vengono subito seguite dalle scuse.
Vorrei non dovervi vedere arrabbiate, tristi, silenziose o scostanti, piene di segreti e di orgoglio come solo gli adolescenti sanno essere.
Vorrei potervi evitare quella orrenda metamorfosi che vi porterà da dolci e solari bambine a diventare delle ragazzine in balia degli ormoni...
So che tutto è necessario perché diventiate grandi, solide e mature ma spero che questo periodo di pace duri ancora per un bel po'...

lunedì 30 novembre 2020

I complimenti son sempre graditi

Ammiro quelle persone che alla sera preparano con cura i vestiti da mettere il giorno dopo. 
Presumo che penseranno agli abbinamenti, le scarpe, gli orecchini, la borsa.
Io no.
Io mi vesto al volo, guardando l'orologio, truccandomi mentre urlo "mettetevi le scarpe!" e spesso prendendo la prima borsa pronta che capita lì vicino. A questo aggiungiamo che quando fa freddo mi piacerebbe uscire con il pigiama di pile e la vestaglia pelosa quindi la voglia di perdere tempo a cercare la calza giusta per una gonna o la collana abbinata al colore dei pantaloni scappa ancora prima di arrivare.
Però ogni tanto un rigurgito di orgoglio mi smuove e così riesco a tirare fuori qualcosa di più carino del solito jeans.

Peccato che il DNA di mio marito, poco incline ai complimenti e decisamente pragmatico sia stato tramandato alle figlie.


"Mamma sembri una vecchia"

domenica 22 novembre 2020

Io ti conosco!

In tempo di covid ci si ritrova così, emozionati e curiosi dietro uno schermo per conoscere i nuovi professori di questa scuola media, partita subito con grande entusiasmo e un sacco di compiti.

Dall'altra parte c'è lui, il prof.

Giovane, serio e professionale, ci intrattiene per qualche minuto prima di chiederci cosa ne pensiamo di nostra figlia calata in questa nuova realtà. Ed è lì che succede il colpo di scena... Il papà fino allora un po' nell' ombra si muove sulla sedia e appare ben chiaro nello schermo. Il prof lo guarda meglio, strizza gli occhi per poi riaprirli in un'espressione stupita:"Ma io ti conosco! Eri negli scout!!!" E così la serietà, il distacco e l'aplomb lasciano il posto a risate e a parole amichevoli... sciogliendo l'imbarazzo che questo schermo ormai onnipresente ci provoca!

lunedì 16 novembre 2020

Le mie vecchiette

Le mie vecchiette mi portano uova, amaretti e caffè, mi salutano da lontano per strada e approfittano per chiedermi se ho fatto quella prenotazione di quella visita che "non c'è fretta ma se la trova già dopodomani sono più contenta", mi telefonano per sapere come mai non mi hanno vista negli ultimi giorni in farmacia e mi pagano la colazione al bar vicino.
Le mie vecchiette mi chiedono da che parrucchiera vado e se mi faccio la ceretta da sola o dall'estetista, mi raccontano di come non sopportano le nuore o mi strizzano l'occhio mentre parlano dei difetti dei mariti, mi raccomandano di comandare sempre io in casa ma di questo mi sento di rassicurarle!
Le mie vecchiette vanno consolate e abbracciate con gli occhi e le parole, vanno incoraggiate e qualche volta sgridate proprio come le mie figlie, vanno ascoltate perché spesso sono le colonne portanti della loro famiglia, vanno ringraziate perché senza di loro la mia giornata lavorativa sarebbe molto meno colorata!

giovedì 29 ottobre 2020

Gli eventi precipitano

In questi ultimi giorni:
-Una febbre improvvisa ci ha fatto rinchiudere tutti in casa e nessuno sa ancora quando potremo rimettere il naso fuori
-La scuola riprende la didattica a distanza e forse i due eventi in concomitanza sono anche positivi
-I numeri e i grafici ci fanno tremare come qualche mese fa ma non perdiamo la speranza
-La nostalgia per i nostri marsiglini si fa sempre più grande
-Gli amici si vedono nel momento del bisogno e il primo tampone non si scorda mai
-Una brutta notizia purtroppo a lungo attesa è infine arrivata
-Ritrovare la gioia nei preparativi per halloween anche se quest'anno la caccia alle caramelle sarà solo casalinga
-Ancora una volta stupirsi per una bimba che ti abbraccia d'improvviso chiedendoti: "mamma sei felice?"

mercoledì 21 ottobre 2020

Quattro anni e il sole dentro gli occhi

Ciao piccola matildini, 

vorrei descrivere quello che sei adesso, a quattro anni, ma ci vorrebbero troppe parole, come quelle innumerevoli che escono costantemente dalla tua bocca, ci vorrebbero tanti colori come quelli che ogni giorno spalmi sul tuo grembiule dell'asilo, ci vorrebbero le foto delle tue espressioni furbe, dei tuoi occhi entusiasti, dei tuoi sorrisi...

Non si può certo chiudere in qualche riga tutta la tua esuberanza, la felicità per questo asilo tanto atteso in cui hai imparato a fare yoga, a scarabocchiare riccioli che pretendi di fare passare come numeri, a disegnare omini con ciglia foltissime e grandi sorrisi, a creare frittate di pasta di sale e canzoncine nuove.

Come si può fare capire la forza con cui stringi il collo delle tue sorelle per il bacino della buona notte, la tenerezza con cui ti accoccoli su papà mentre guardi i cartoni prima di andare a nanna, lo stupore di quando mi mostri un cuore disegnato su un piccolo foglio dicendo: "Questo è per te perché ti amo!"

Non si può, allora continueremo a stupirci insieme per il cielo rosa al mattino, a fare finta di commuoverci quando leggiamo la storia di Cenerentola, a trasformare un bacino sulla guancia in una pernacchia, a disegnare gli occhi della tua ranocchia con il pennarello indelebile, a preparare le torte con te arrampicata sulla seggiolina mentre aspetti di leccare le pale dell'impastatrice e a fare tutte le cose meravigliose e buffe che fai adesso che hai quattro anni e il sole dentro gli occhi

venerdì 16 ottobre 2020

Poteva andarmi molto peggio

Tema: "Descrivi la tua famiglia"

Svolgimento: "(...) mia mamma è brava, gentile e anche un po' sportiva; tra i difetti che ha c'è che fa tutto di fretta dimenticandosi di alcune cose e che le piace comandare"

Marta 

Un generale nazista con l'Alzheimer.

martedì 6 ottobre 2020

Navighiamo a vista

Abbiamo conquistato l'inizio della quarta settimana di scuola, ogni giorno è un giorno guadagnato e quando escono da quel cancello inizia l'interrogatorio.
"Eravate tutti presenti?"
"Qualcuno si è sentito male?"
"Hai tossito stamattina?"
"C'è qualche classe in quarantena?"
"Le maestre stanno tutte bene?"

Ad ogni colpo di tosse notturno si salta dal letto e si tende l'orecchio, le chat di classe sono ancora più intasate del solito e siamo sommersi dai moduli per giustificare ogni tipo di assenza e malore.

Navighiamo a vista. Ma resistiamo.