domenica 27 febbraio 2022

Teenager

 Buongiorno mia silenziosa e misteriosa creatura, da oggi sei una teenager a tutti gli effetti quindi forse dovrò iniziare a chiamarti "ragazza" e a mettere nel cassetto la parola "bambina".
Oggi fai tredici anni e sei ancora dolce e paziente con tutti anche se ogni tanto ti parte lo sclero e urli contro chi non ti capisce, sei sempre un po' timida e riservata ma hai fatto passi da gigante rispetto a qualche anno fa.
Studi accovacciata o in ginocchio sulla sedia ma quasi mai seduta come dovresti.
Ascolti musica in inglese e cerchi i testi per imparare le canzoni proprio come facevo io alla tua età.
Leggi libri di seicento pagine e guardi orrendi film fantasy in compagnia di tuo padre, hai perennemente caldo e giri in casa in maglietta e senza calze, corri felice dietro al pallone ma ti arrabbi se sbagli i gol a porta vuota, hai amiche strampalate e ridacchi raccontando delle tue prof 
Ogni mattina saluti papà con un bacino e alla sera coccoli Matilde, mi chiami "piccoletta" solo perché mi hai superata di sei o sette centimetri
Tu e Marghe continuate ad essere diversissime e unitissime
Sei una meraviglia e spero che continuerai su questa strada, scegliendo di farci camminare sempre accanto a te!

domenica 13 febbraio 2022

Matilde Maria

Forse perché la scelta del nome fu la più discussa, dibattuta, controversa delle tre
Forse perché con lei avevamo chiuso il cerchio, e il fatto di darle un nome doppio sanciva la fine delle possibilità
Forse perché un canto a quella messa poche ore prima del parto mi aveva suggerito che era proprio quello giusto
Fu così che lei nacque Matilde Maria

E questa cosa di avere due nomi, a differenza delle sorelle, la rende orgogliosa e la fa sentire importante come una regina, unica, speciale.

"Mamma quando sarò un po' più grande non mi devi chiamare Maty, è imbarazzante! Voglio che mi chiami con tutto il mio nome: Matilde Maria"


giovedì 10 febbraio 2022

L'emancipazione femminile inizia a cinque anni.

Tratto da una storia vera.

Ken: "Ehi cosa fai? Stai guardando il cellulare? Vai a fare le pulizie!"
Barbie: "Ma cosa vuoi? Le ho fatte ieri! Oggi tocca a te!"

martedì 8 febbraio 2022

Domande innocenti

"Buongiorno, vorrei un tampone di quelli da fare a casa"

"Ecco qua"

"Scusi la domanda: ma se uno è positivo...si vede dal tampone, vero?"

NO, IN EFFETTI QUESTO DÀ SOLO RISULTATI NEGATIVI, È IL MODELLO PER NEGAZIONISTI

venerdì 28 gennaio 2022

Come sono i maschi

Lei è quella che, un giorno di asilo come tanti, si sposò con il suo amichetto A., alla presenza solenne della maestra che diede la sua benedizione.
Lei è quella che alla fine della prima elementare si fidanzò con L., dando vita ad una lunghissima storia d'amore, conclusasi dopo ben quattro anni e innumerevoli regali.
Lei è quella che stasera è salita in macchina comunicandomi un nuovo fidanzamento, mentre riceveva i messaggi emozionati delle sue amiche del cuore. 

"Marghe ma te lo ha chiesto lui oggi a scuola?"
"Ma figurati mamma, lo sai come sono i maschi: stanno lì a guardarti per mezz'ora e non parlano! Gliel'ho dovuto dire io sennò a quest'ora stavo ancora ad aspettare!"

mercoledì 19 gennaio 2022

Una albero, una vita

Tra i tanti regali di Natale, un albero.
Un disegno su un grande foglio, un albero con lunghi rami e su ogni ramo tanti nomi.
È l'albero della mia famiglia, di quella parte di essa più sconosciuta per riserbo, timidezza e lontananza.
Di quel nonno mai conosciuto e visto solo in una foto di profilo o di quella nonna che frequentavamo ogni tanto, di cui ho capito fratelli e sorelle solo da grande.
Nomi che si ripetono per tradizione, curiose omonimie, date di nascita che sono coincidenze, parenti sparsi dal sud Italia al sud America, storie che si sono interrotte troppo presto, ricordi legati all'infanzia.
Un albero che contiene tante vite, tante storie intrecciate o solo sfiorate, che hanno fatto sì che io ci sia...e sia proprio come sono ora!

sabato 8 gennaio 2022

La speranza di non perdere la speranza

Caro anno nuovo, te lo confesso, sono un po' stanchina.
Questa volta, forse per la prima volta, non ho voglia di fare liste di buoni propositi e di progetti.
Navighiamo di nuovo a vista e le cose si ribaltano da un momento all'altro.
Abbiamo resistito fino alla fine schivando quarantene e tamponi ma questa coda d' inverno è lunga da far passare e ricominciamo con la certezza che ci fermeremo presto, necessariamente.
Il lavoro mi risucchia con i suoi ritmi estenuanti, le discussioni, sempre le stesse, che prima portavo avanti fiera e spavalda ora mi esasperano e mi chiedo quanto potrà durare l'assurda ottusa resistenza di chi non vuole arrendersi.
Con i colleghi bisogna usare dosi crescenti di diplomazia e pazienza perché o ci si prende per mano oppure affonderemo, insieme o separati.
I pensieri alle situazioni difficili intorno mi accompagnano costantemente e odio dover fare i conti con la realtà di non poter fare niente per cambiare le cose.
Nonostante tutto siamo riusciti a ritagliarci un po'di tempo per stare insieme, per una mini vacanza senza orari e senza obblighi, per stupirci di posti nuovi e gioire di quelle cose di poco conto che poi sono quelle che restano nei ricordi.
Nonostante la fatica è stato un buon inizio e voglio convincermi che sia l'antipasto di questo anno tutto nuovo, in cui cercherò ancora una volta di non perdere l'ottimismo e la speranza.

lunedì 20 dicembre 2021

Di buchi, pandolci e giornate inaspettate

Succede che tua sorella è in quarantena per una compagna di classe positiva e tu sei costretta a saltare l'asilo per qualche giorno.
Succede che la farmacia è stranamente vuota e con la mamma decidete di fare i buchi alle orecchie, traguardo rimandato e atteso da mesi.
Succede che, nonostante il male provato, la vanità abbia la meglio e tu vada in giro con il collo tirato e le orecchie ben in vista per farti ammirare da tutti.
Succede che dopo la spesa e una visitina alla nonnabis si torni a casa e si inizino a impastare piccoli pandolci per le tue maestre e la cuoca A.
Succede che, approfittando dell'assenza dell'altra sorella, tu le sottrai il prezioso maneggio dei Playmobil e passi il resto del tempo a inventarti "storie lunghe e storie corte"
Succede che le tue sorelle ti riempiono di baci e complimenti alla vista degli orecchini

Succede che questa giornata partita con tristezza perché "all'asilo tutti mi vogliono e se non ci sono saranno disperati" si trasformi in una giornata speciale, piena di momenti da ricordare e di sorrisi complici tra di noi...

martedì 14 dicembre 2021

Il salto del lattaio

Ricordo benissimo la prima volta che ho iniziato a provare a ballare: ero davanti alla TV, avrò avuto forse tre, quattro anni e vidi un ballerino fare una spaccata frontale saltando in alto.
Questa acrobazia, che una mia amica tanti anni dopo ribattezzò "il salto del lattaio" mi valse il primo trofeo ad una gara di danza in quel di Senigallia.
Nel tempo si sono susseguite tante ore di allenamento, le bramate punte, i piedi incerottati e puntualmente sbucciati, le prove che iniziavano a Febbraio e finivano a Giugno, le urla della maestra F., temuta e adorata allo stesso tempo.
L'emozione e la paura di stare sul palco, la vergogna per alcune parti davvero imbarazzanti (le famose "cozze" in cui ballavamo con una conchiglia di gommapiuma legata in vita), la soddisfazione e il panico di aprire da solista un saggio, le gare, le amicizie e il momento in cui capii che quello era davvero l'ultimo anno.

La voglia di ballare però non è mai passata e ho sempre cercato di imparare qualcosa di nuovo: l'anno di lavoro a Milano mi portò il corso di ballo liscio con i miei colleghi e poi ultimamente la Zumba, con cui ho riscoperto che il mio cervello era ancora plasmato per guidare gambe e coordinazione.
Quest'anno quasi per caso ho incontrato sulla mia strada un nuovo ballo, delle nuove istruttrici e un piccolo gruppo che si è trovato subito in grande sintonia.

Un'altra strada è iniziata anche se non so quanto durerà e cosa mi porterà...per adesso mi diverto e mi ritrovo esattamente dove avevo lasciato un pezzettino di me stessa...18 anni fa! 

lunedì 22 novembre 2021

My sweet dream

Alle elementari avevamo lei, Miss Mary.
Era una vera donna inglese, vestita di colori pastello, la piccola borsa al gomito e i capelli sempre raccolti.
Quando entrava in classe sussurrava: "Good morning, children!" e noi, in risposta, urlavamo: "Good morning miss Maaaaary!!!"
Non ho molti ricordi di lei eccetto i tantissimi compiti delle vacanze che noi svolgevamo spesso in montagna sui tavolini del "bosco delle fate",  intrattenendo tutti gli astanti o mettendoli in fuga a causa dei nostri capricci.
Al biennio del liceo c'era la temutissima prof. V. che ci teneva in scacco con il terrore, mettendoci alla prova con i tremendi "sheet of paper" cioè dei compiti in classe a sorpresa.
Di lei ricordo l' incubo delle tabelle dei verbi irregolari su cui ci interrogava incessantemente tutto l'anno.
Nel triennio invece passammo alla prof. F. che parlava con uno spiccato accento genovese provocando grande ilarità tra noi studenti.
La grammatica lasciò il posto alla letteratura e a quel punto ci venne il dubbio se fossero peggio i verbi da sapere a memoria o la traduzione di un sonetto di Geoffrey Caucher

Nonostante tutto, il mio amore non si è mai spento e dopo aver sospirato per sette anni il corso di inglese per adulti che tengono a scuola delle bimbe...questa volta sono riuscita ad iscrivermi.
Così ora volteggio felice come una ragazzina innamorata al primo appuntamento e mi godo queste due ore, seduta al mio banchetto con i libri nuovi e un pesantissimo manuale di grammatica.
Ma l'altra sera, sfogliando le pagine ho provato un brivido davanti a quella tabella e mi sono trovata a ripetere "come, came, come...give, gave, given...throw, threw, thrown"