sabato 8 dicembre 2018

Nonna (bis)

Da quasi due mesi ormai abbiamo questo appuntamento fisso che si somma alle mie corse quotidiane ma che sta diventando una piacevole abitudine.
All'inizio hai dovuto abituarti a queste punturine, eri agitata e sbagliavi tutto, poi ti sei rassegnata e adesso ti fai trovare con ogni cosa pronta...
Quando arrivo mi racconti cosa ti sei cucinata, cosa hai in programma per la giornata, mi chiedi della mia e poi, dopo aver controllato di aver fatto tutto giusto, mi congedi in fretta ringraziandomi mille volte per questi cinque minuti che ti dedico.
Io invece penso che sia un bel modo per dirti grazie: per i girotondi nell'ingresso, per le infinite partite a carte, per avermi parlato di un passato lontano fatto di guerra, uncinetto, preghiere e Fioretti, per le lasagne e i cannoli, per i ghiacciolini rotondi di salsa di pomodoro, per tutte le volte che ti abbiamo sconquassato la casa...

Da quasi due mesi ogni mattina salgo da te e mi stupisco di come sei forte, testarda, tenace e lucida: a novantatre' anni hai cavalcato un 600 di glicemia e ne sei uscita a testa alta, agguerrita più di prima.


domenica 2 dicembre 2018

Debutti e imprevisti

Che emozione su quel palco.
Che emozione sotto il palco, nel buio della platea, per la prima volta dall'altra parte.
Aspettarti con gli occhi fissi ad una quinta, vederti poi sbucare, la più piccola del tuo corso, tutta nera e con i guanti bianchi.
Quei guanti che ti hanno fatto lo scherzo di non volersi sistemare e ti hanno quasi rovinato il debutto.
Come sempre non ti sei arresa e sei arrivata alla fine senza sbagliare niente ma con la faccia seria seria.
Oggi mi hai dimostrato ancora una volta che sei capace di superare tutti gli ostacoli: la prossima volta aggiungici un sorriso, piccola ballerina mia!

martedì 27 novembre 2018

La vita che mi sono scelta

Un calendario pieno di appuntamenti, promemoria che squillano ogni giorno sul telefono, le scale percorse su e giu tre o quattro volte, tasche zeppe di appunti.
Sumeri e Babilonesi, moltiplicazioni a quattro cifre, "c'è un trenino lungo che attraversa la città", merende missionarie, "domani portare la polenta per la sabbiera".
Consulti a distanza, amici a casa ogni weekend, tempo infinito in cucina a preparare il minimo indispensabile per la sopravvivenza settimanale, "fatelo voi che siete giovani".
Abbracci di incoraggiamento, rubrica cuori innamorati, consulenze calcistiche, parole soppesate, urlacci trattenuti, ohmmm...

La vita che mi sono scelta è un'altalena di umori e sentimenti, è piena di persone, messaggi, telefonate e pensieri, è estenuante e divertente, è una corsa al tempo libero che non avrò mai perché in fondo mi piace riempire le giornate e scacciare la noia.
La vita che mi sono scelta è piena di relazioni perché è così che ho imparato ad essere felice!

domenica 18 novembre 2018

Novembre non ti temo

Novembre, un mese inutile.
Fa freddo ma non ancora un vero freddo, fa buio presto ma non ci sono ancora le luci di Natale, è autunno ma ormai il fascino della stagione che cambia è passato e manca troppo tempo all'inverno.
Novembre, sei il mese dei primi malanni, della pioggia che da queste parti ci devasta ogni anno, dei pomeriggi chiusi in casa dopo un'estate all'aperto.
Solo un giorno di festa, nessun compleanno, nessuna ricorrenza in famiglia; la stanchezza del cambio dell'ora e dei primi due mesi di scuola che iniziano a farsi sentire.

Però devo dire che da qualche anno sei anche il mese che apre l'attesa con le prove della letterina per Babbo Natale, che porta le nuove puntate dello zecchino d'oro, guardato sul divano mentre la mamma stira, sei il mese delle marmellate, delle torte e degli esperimenti in vista dei regali, della consapevolezza che un altro anno sta correndo via e della necessità di portare a termine i buoni propositi di Gennaio...

venerdì 9 novembre 2018

Per tutto questo

È per quando cantiamo in macchina quella canzone con i versi tutti sbagliati degli animali
È per quando ti arrampichi sulla seggiolina e vuoi aiutarmi a sbucciare le "pattole", patate nel tuo linguaggio buffo
Per quando ti illumini vedendomi sulla porta dell'asilo
Per quando mi tiri le guance finché non faccio una boccaccia e scoppi a ridere con la testa indietro
È anche per quando mi sorprendi con parole nuove ogni giorno, per la bellezza del mondo che mi fai scoprire, per la felicità che ti provoca ogni piccola cosa... anche la terza volta non smetto di stupirmi
È per quando imiti le tue sorelle o cerchi rifugio tra le loro braccia dopo una sgridata
È per quando ti guardi soddisfatta allo specchio e fai le facce buffe sorridendoti compiaciuta
È per quando coccoli così dolcemente il tuo bambolotto o pretendi di venire a colazione con tutti e quattro i tuoi pupazzi

È per questo che si ha il coraggio di ricominciare
È per tutto questo che ti ringrazio, mia piccola terza bambina

mercoledì 31 ottobre 2018

Una piccola streghetta

Sono una piccola streghetta, con un cappello a punta lungo lungo pieno di fantasmi e una borsetta dove mettere le caramelle.
Oggi pomeriggio con le mie sorelle e i loro amici me ne sono andata in giro trotterellando per il quartiere, entrando e uscendo dai negozi come mi pareva: quando ho capito il meccanismo di questo nuovo gioco ho sfoggiato la mia faccia più buffa e, urlando "nchio! nchio!" ho riempito tutta la mia piccola borsetta.
Ho imparato a prendere per mano la sorellona più grande che si vergogna sempre moltissimo e a farmi accompagnare dentro: lei si faceva coraggio e io mi facevo aiutare a farmi notare in mezzo alla folla di bambini. Con un abile movimento aprivo la borsa e sorvegliavo attentamente quello che cadeva dentro, poi uscivo di corsa verso la mamma e imitavo il suo saluto: " vederci!"
Ora sono molto stanca perché la conquista dei dolcetti è stata impegnativa.

lunedì 22 ottobre 2018

Tagli e cuciture

Tu, proprio tu, che sei la piu timida e paurosa, quella che non si espone, non si butta per paura di sbagliare, proprio tu che quando hai iniziato a camminare stavi rasente ai muri con la schiena appoggiata perché non ti sentivi sicura, che odi dover scegliere e preferisci startene in disparte a studiare la situazione...
Proprio tu che fai credere al mondo di essere una fifona ti riveli poi coraggiosa e affronti tutto con il tuo altissimo senso del dovere, andando fino in fondo, magari con gli occhi chiusi e i pugni stretti ma senza mai tirarti indietro.
Sei entrata allegra e curiosa nell'ospedale dei bambini, ti sei infilata il pigiama e hai aspettato con pazienza leggendo il tuo libro. Hai un po' tremato davanti all'ago di quella dottoressa con la cuffietta dei Simpson e mi hai fatto impressione per esserti addormentata in pochi secondi sotto i miei occhi.
Quando ti sei risvegliata hai fatto un po' la matta perché intorno a te era tutto confuso, le luci, le nostre voci e quei sogni che andavano e venivano...
L' anestesia ti ha fatto dimenticare anche il giro in ascensore sulla barella, a cui tenevi tanto.
Dopo una settimana sei tornata la nostra Marta di sempre, che scalpita per correre e saltare, piena di energia e sorrisi.
Anche questa volta sei stata tanto tanto coraggiosa, bambina mia!

venerdì 12 ottobre 2018

Ignoranza

Marghe: "Sai che oggi a danza la mamma di una bimba si è portata via il suo reggiseno quindi, quando ci siamo cambiate per uscire, lei è andata via senza!"
Papà: " Ma cosa se ne fa una bambina del reggiseno?"
Marghe: "Oh, papà! Tu non sai niente di donne!"

domenica 7 ottobre 2018

Camicie

Odio stirare.
Odio sopratutto stirare le camicie.
Odio quella camicia.
Lei sta lì e e mi guarda dalla pila di roba,  beffarda. Sa che non sono brava, sa che impiegherò un sacco di tempo per tentare di domare tutte le sue pieghette.
Quando la prendo e inizio le mie manovre, creo pieghe dove non ce n'erano e la rigiro mille volte...ecco li che mi mostra la sua etichetta, scritta con un carattere perfettino: SI STIRA DA SÉ
Non so mai se prenderla come una beffa o un incoraggiamento.

giovedì 27 settembre 2018

Aspirazioni

C'è chi vuole fare la ballerina, il calciatore o il cantante famoso.
C'è chi, più spregiudicata, aspira alla carriera da velina o da pilota di formula uno.
Quelle più romantiche vogliono diventare principesse, regine o al massimo veterinarie dei cavalli.
Io da piccola volevo fare la gelataia e aprire il mio negozio chiamato "Il golosone".
Loro no.
Loro sono anticonformiste,  pratiche e disincantate.
Una vuole diventare macellaia e l'altra sogna una carriera da portinaia negli hotel.