domenica 4 dicembre 2016

Perle di Marghe

Robin Hood 
"Mamma, perché dobbiamo dare i soldi quando andiamo a messa?"
"Perché così Don E. li dà ai poveri che passano di qua"
"E si però se tutte le volte diamo i nostri soldi finisce che i poveri diventano ricchi e noi ricchi diventiamo poveri!"

Eleganza 
"Oggi pomeriggio i nonni uscivano a fare shopping. Anzi, la nonna fa shopping e compra tante cose perché vuole essere legante...invece il nonno beh...lui guarda solo!"

Doppio mento 
"Marghe portami un bavaglino che asciughiamo il collo della sorellina"
"Collo? Ma Maty non ce l'ha il collo!"

venerdì 25 novembre 2016

Appunti d'autunno

Tra un mese è Natale e, anche se non lo credevo possibile, saremo tutti qui come l'anno scorso, intorno al nostro lunghissimo tavolo.
Il rientro al lavoro incombe, con orari ancora ignoti e che spero di poter trattare
Matilde cresce bella grassottella e ogni giorno ci stupisce con le sue faccine e i gorgheggi, i discorsetti che fa guardandoci in faccia e mettendo un po' la linguetta fuori, per finire con una specie di tosse che vorrebbe essere una abbozzo di risata.
Le bimbe volteggiano tra casa e scuola, ci sommergono di racconti, continuano a passare tanto tempo insieme inventandosi giochi strani che riempiono la casa di risate; amano e sbaciucchiano la sorellina che piano piano diventa sempre più partecipe ai loro tentativi di gioco insieme.
La prossima settimana iniziamo l'inserimento al nido e già mi tremano le gambe....io, mamma navigata mi trovo il cuore piccolo piccolo al pensiero di lasciarla. La vecchiaia gioca brutti scherzi.
Le prime grandi piogge ci hanno raggiunto.
La produzione di marmellate è avviata alla grande.
I miei buoni propositi culinari stanno dando i loro frutti.
Le settimane volano, anche quest' anno sta per scivolare via...

sabato 19 novembre 2016

Calcoli & Diabete

"Lo sai quanto fa mamma + mamma?"
"No Marghe, dimmi..."
"Amore!"

lunedì 14 novembre 2016

Sorella maggiore al quadrato

Questa definizione ti piacerebbe molto, curiosa come sei di capire tutti i misteri della matematica, desiderosa di imparare quelle strane operazioni che sono nelle ultime pagine del tuo libro che tu sbirci con un po' di timore quasi di nascosto.
Già la prima volta ti sei dimostata una sorella paziente, amorevole, generosa ma pensavo che fosse stato più facile perchè Marghe era quasi tua coetanea, l'intesa è nata subito e continua ancora oggi.
Credevo che questa volta lasciassi un po' correre, tu così grande e presa dalle tue letture di Topolino, i compiti, il calcio, nuova passione sbocciata nell'estate...ti avrei anche giustificata...insomma tu avevi già dato!
E invece anche la seconda volta sei qui, ancor più paziente, ancora più dolce. Non c'è nemmeno bisogno di chiederti aiuto che ti trovo già li vicino alla tua piccolissima sorellina a metterle il ciuccio, a calmarla, a bisbigliare piano piano nel suo orecchio. Ti trovo accanto a lei sotto la palestrina per farla giocare, a parlarle in quel modo strano che avete inaugurato da quando è nata e tanto ci fa sorridere.
Ti trovo a sopportare i suoi pianti mentre le preparo il biberon, mi sorprendi quando le parli quasi come una mamma o la sgridi se rigurgita sul bavaglino appena messo, quando mi rispondi "certo, certo!" ogni volta che ti chiedo di aiutarmi come se fosse la cosa più ovvia del mondo che tu, a sette anni, interrompi i tuoi giochi per venire a soccorrermi nei momenti critici.
Sei proprio una sorella speciale Martoletta mia: anche Maty se n'è accorta e ti ripaga con tanti sorrisi sdentati!

lunedì 7 novembre 2016

Federica

Una settimana fa è arrivata la telefonata. Quella telefonata che prima o poi, lo sapevo, sarebbe arrivata.
Solo che me la immaginavo diversa, magari dopo un periodo in cui ti saresti ritirata dal lavoro, magari saremmo venuti a trovarti a casa, ci saremmo preparati insomma.
E invece è successo tutto così d'improvviso, anche per te che avevi comprato la zucca da intagliare per Halloween e chissà quante cose avevi intenzione di fare, e invece.
Te ne sei andata in una giornata di sole così come il sole splendeva qualche giorno dopo, su un cortile gremito di persone venute per salutarti.
Impossibile pensarti chiusa lì dentro, impossibile perdonarsi di non aver trovato il tempo per venire a presentarti Matilde, impossibile realizzare che quando andrò in Dipartimento tu non ci sarai, non sentirò la tua voce allegra e lo squillare del tuo cellulare, non mi accoglierai con i tuoi occhi chiari e le tue domande, sempre interessata a tutto quello che facevo.
Quest'anno in quel laboratorio nessuno farà il presepe mettendoci dentro gli animaletti dell'ovetto kinder, nessuno appenderà il nuovo calendario, nessuno farà mille telefonate per incastrare recite e spettacoli e saggi di danza.
Tu eri così, attaccata alla vita, sempre in movimento, sempre verso gli altri. In tanti anni non ti ho mai vista demordere, hai combattuto quello che ti stava consumando affrontandolo in faccia, senza rinchiuderti ma continuando a tenere tutti i fili della tua famiglia e il lavoro e le amicizie.
Non ti volevi arrendere anche se ormai era chiaro che non potevi vincere.
Ti ringrazio Fede, per quello che mi hai insegnato, per la tua forza e il tuo coraggio che, ne sono certa, hai tirato fuori anche quando-forse-hai capito che non c'era più niente da fare.

mercoledì 2 novembre 2016

Cose che si dimenticano

I primi 40 giorni che, seppur molto meno tragici della prima volta, sono davvero impassabili (come la porta di Alice nel paese delle meraviglie) ...cioè che non passano mai
Gli sbalzi di umore da ormoni ballerini: piangi, ridi, piangi, ansia, felicità, piangi di nuovo
Il sonno a singhiozzi (non c'è bisogno di altri commenti)
Il corpo sformato o, come dice quel santo del mio gigante buono nel tentativo di non farmi deprimere, "tutta questa pelle in eccesso che piano piano tornerà normale"

Ma soprattutto avevo quasi rimosso tante cose belle che ora mi stupiscono come se fosse la prima volta:
certe espressioni buffe, la dolcezza di vederla dormire con i pugnetti chiusi, i sorrisi a sofficino, il modo tutto suo di rispondere con versetti ai nostri discorsi, lo sgambettare frenetico sotto la palestrina, occhi attenti e insaziabili davanti a ogni cosa nuova, gli sbadigli con il naso arricciato e la bocca storta, l'addormentarsi ubriaca di latte con la bocca aperta e l' espressione esausta, i sorrisi felici che ci incantano ogni volta.

lunedì 24 ottobre 2016

Vita da neonata

Ciao, sono Matilde e ho due mesi e mezzo.
Di solito mi sveglio alle sei e la mia pancina brontola fortissimo così, dopo qualche urletto, ottengo il mio biberon caldo e poi me ne torno sotto alle coperte. Le mie sorelle invece si devono alzare per andare a scuola ma io non me ne preoccupo e continuo a dormire.
Verso le sette e mezzo entrano tutti nella mia camera e vengono a guardarmi...non so proprio cosa ci sia di così curioso nella mia culla comunque io faccio qualche versetto così ottengo tante carezze e un ciuccio, loro sono contenti e se ne vanno presto.
Alle nove i miei occhietti non hanno più sonno così arriva la mamma e mi porta di là, facendomi tutte quelle vocine imbarazzanti alle quali io rispondo con tanti sorrisi nel tentativo di farla smettere...forse sbaglio qualcosa perchè più rido più lei mi stropiccia, devo cambiare tattica.
Quando ha esaurito tutto il suo repertorio di coccole mi mette nel bagnetto e questo momento mi piace molto: lì mi rilasso e qualche volta assaggio un po' di quella bella schiuma bianca profumata; quando mi tira fuori dall'acqua tiepidina per dispetto faccio la pipì nell'accappatoio tanto sono piccola e lei non mi sgrida.
A questo punto mangio di nuovo.
Non so cosa succede dopo, io mi sento sballottata qui e là, forse perchè la mamma esce e guida il passeggino in modo troppo sportivo...ma tanta gente tenta di fermarci ("ma che cariiiina!", "me la fa vedere?", "come dorme beeeene!") e penso che lei cerchi di fuggire da tutti questi ostacoli. Una cosa che proprio non capisco è per quale motivo tutti si stupiscono del fatto che io sia una femmina...quando sarò grande la mamma dovrà spiegarmelo!
Finiti tutti i giri andiamo a prendere una delle mie sorelle, se è Margherita succede che appena mi vede urla : "ciao ciorellina" e si arrampica sul passeggino per guardarmi; se è Marta invece si avvicina piano piano e infila la testa nella cappottina per darmi un bacino e svegliarmi...alle proteste della mamma risponde sempre: "era già mezza sveglia!"
Comunque io sono contenta delle loro coccole e non piango mai, riprendo a dormire fino a casa.
Quando arriviamo la mia pancia ricomincia a brontolare e allora sì, piango forte...non capisco perchè loro vogliano pranzare proprio quando io voglio il biberon!
Poi gioco un po' con i pupazzi della sdraietta, faccio la cacca gialla preferibilmente nel pannolino pulito appena messo, faccio tante puzzette fingendo di non essere stata io, piango un po' e mi riaddormento finchè non arriva il momento di uscire di nuovo per andare a prendere l'altra sorella.
Il pomeriggio passa veloce e dopo la merenda la mamma mi mette sdraiata sul tappetone con sopra la palestrina: credo che le mie sorelle, anche se grandi, si divertano molto a giocare perchè ridono e mi fanno agitare tutta con quei suoni e quei colori che si muovono e cambiano così velocemente.
La sera però mi succede una cosa bruttissima: tutte quelle puzzette cattive fanno la fila nella mia pancia e si spingono, litigano, urlano...io non riesco a mandarle via e mi viene tanto da piangere...
per fortuna arriva quello caldo e morbido, credo si chiami papà, che mi prende in braccio e mi fa rilassare. 
Dopo la loro cena io sto sempre in braccio a papà che guarda dei cartoni con le sorelline, poi loro vanno a nanna e io mangio ancora. Ora che sono bella pienotta faccio tanti sorrisi e versetti, papà è felice perchè crede che li faccia sopratutto a lui...ma non sa che durante il giorno ne ho fatti tanti altri...la mamma non dice niente, forse vuole mantenere il segreto!
Alle nove e mezza sono tanto stanca e non vedo l'ora di andare nella mia culla bella calda...dopo tutto ho una vita faticosa,ub pò di riposo ci vuole, no?

mercoledì 19 ottobre 2016

La primina dallo zaino arancione

Da un mese è iniziata la scuola, proprio quella che tu snobbavi, che dicevi non interessarti.
Vi guardo tutte le mattine dalla finestra mentre trottate dietro a papà con i vostri grembiuli azzurri e lo zaino sulle spalle, mentre tu già riempi di parole l'aria freschina delle sette e mezzo e attraversi la strada dando la mano alla tua Marta.
Il primo giorno siamo partiti sotto un diluvio e ci siamo scolati tutti, papà è riuscito a portarti nella sezione sbagliata e quando vi ho raggiunti, complice il tempo uggioso e gli ormoni ancora scombussolati, ho fatto come quelle tremende mamme piagnucolone....eh sì lo confesso: mi è venuto da piangere mentre i bambini di quinta vi cantavano una canzone e tu eri seduta dritta dritta e felice vicino al tuo amico F.
In quel momento mi sembravi troppo piccola per quello zaino arancione, avvolta in un grembiule un po' troppo abbondante e poi seduta in un banco così alto per te...
Invece da quel giorno sei sempre entusiasta, impegnata e precisa nei compiti, mi travolgi di racconti mentre torniamo a casa e fin dai primi giorni hai fatto amicizia con tante bambine.
Quando ti vengo a prendere mi corri incontro nel tuo modo teatrale urlando "mamma" come se non mi vedessi da mesi e poi saltelli per tutto il cortile salutando compagni e maestre, persino genitori che io neanche conosco.
Dopo un mese hai già imparato tante parole di inglese e ci delizi con le tue canzoncine in cui si afferrano parole pronunciate correttamente e altre "sgiuan sgiuan" come facevamo noi da adolescenti quando ascoltavamo le canzoni e tentavamo di mascherare le nostre evidenti lacune di comprensione della lingua straniera inventandoci frasi intere.

Da un mese ti sei buttata in questa nuova vita e anche questa volta mi stai insegnando che dentro quella bimba piccola c è una grande forza...

sabato 8 ottobre 2016

Otto Ottobre

I tuoi primi sorrisi
Gli occhietti vispi che si illuminano alla vista delle tue sorelle
Le gambe che si agitano quando ti mettiamo sotto la palestrina
Le prime, timide prove di gorgheggi
Il respiro leggero quando dormi profondamente
Noi quattro che ti osserviamo zitti zitti al mattino mentre dormi beata nella tua culla
Nuove espressioni che un giorno riconosceremo come proprio tue
Il bagnetto nella bacinella azzurra
Quattro apine sulla tua copertina calda
Manine piccole che si stringono ai nostri vestiti quando sei in braccio
Il primo freddo
L'autunno che ormai è arrivato

Otto ottobre: due mesi con te, piccola leoncina

martedì 4 ottobre 2016

Un anno fa

Un anno fa avevi un' ora mezza di vita e finalmente scoprivamo il tuo nome, rimasto un mistero fino alla fine
Poco dopo il messaggio è arrivata anche la tua foto e io mi sono definitivamente innamorata di te che eri cicciotto, rosa e con la bocca come il tuo Papà
Abbandonato sulla pancia della tua mamma, sembrava come se non ci fosse altro posto più naturale su cui riposarsi dopo tutta quella fatica, quindi te ne stavi lì beato a goderti un sonnellino, il primo di una lunga serie...per la gioia dei tuoi genitori!
Le foto delle settimane seguenti infatti raccontavano una storia tutta uguale: tu che dormi, tu che dormi con papà , tu che dormi in braccio alla mamma, dormi nella cullina, dormi con la tutina verde, con quella bianca con il riccio che era stata di Margherita, dormi di giorno, di sera...dormi, ecco.
Solo dopo tre mesi sono riuscita a vederti e coccolarti un po', intravvedere i tuoi occhietti in quelle rare pause tra una dormitina e l'altra
Poi sei ripartito e le foto ci raccontavano dei tuoi progressi: oltre al dormire hai scoperto che ti piaceva anche mangiare
Quando siamo venuti a trovarti ad Aprile ci hai regalato risate, urletti e qualche momento di gioco sul tappetone, le tue cuginette facevano le prove generali per l'arrivo della sorellina e io ripassavo il cambio pannolino
A luglio ti abbiamo visto al mare ad abbronzare le tue coscette cicciose
Ad Agosto sei venuto a conoscere la tua piccola, terza cuginetta e ci hai fatti ridere con quel modo sconclusionato che hai di gattonare
Oggi hai un anno e quando ci rivedremo spero che correrai per tutta la casa, ti permetterò di staccare le palline dall' albero di Natale e potrai assaggiare il pandolce fatto da me, per apprezzare le tue origini
E non preoccuparti per i tuoi sette dentini, sappiamo che trovi molto divertente prenderti cura di loro...uno spazzolino a forma di pinguino ti seguirà in valigia!
Allora tanti auguri nipotino parigino, anche se i chilometri ci dividono sei sempre presente nei nostri pensieri, oggi più che mai!