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sabato 31 luglio 2021

Meravigliose stranezze Marsigliesi

Un enorme pollice al centro di una rotonda
La marsigliese suonata in spiaggia alle 9,30 di ogni mattina
Numerose famiglie numerose che mi fanno sentire un po' meno strana che in Italia (anzi, anche un po'in difetto!)
Un supermercato che ti fagocita con le sue incredibili meraviglie e ti risputa fuori dopo almeno un'ora e varie decine di euro in meno nel portafoglio
Le case assurde con bagni assurdi
Una piscina tutta per noi
Il loro sottile umorismo 
Un'amaca su cui coccolare il tuo primo nipotino francese che a settembre andrà già a scuola e la cosa ti destabilizza un po'.

sabato 27 luglio 2019

Ripartire

Ripartire, sotto la pioggia battente che descrive bene il nostro stato d'animo
Ripartire, stranamente in quattro, in un viaggio silenzioso e serio, con il pensiero alla piccola di casa lasciata ancora qualche giorno con i nonni al mare
Ripartire e pensare che ormai non ci sentiamo più così stranieri in terra Francese, ormai abbiamo fatto l' orecchio a questi suoni, ci siamo abituati ai cartelli stradali strani, ai piccoli semafori al di sotto di quelli grandi, alle piste ciclabili accanto ad ogni marciapiede, ai supermercati "Casino", ai "pelouse interdite", allo stanzino con il solo water...
Ormai ci piace perderci nei negozi pieni di cibi strani e riempire il carrello con le provviste per l'Italia, ci divertiamo a sentire la marsigliese in spiaggia e a camminare nei parchi verdi e ordinati
Ripartire ogni volta con nuovi ricordi di giornate tutti insieme, di sorrisi e fossette sulle guance, di modi di dire buffi, di posti bellissimi...
Ripartire felici per quello che si è vissuto...anche se il tempo sembra sempre troppo poco!

giovedì 23 agosto 2018

L' acqua negli occhi

Quando misi piede per la prima volta a Marsiglia 5 o 6 anni fa ero in compagnia dei colleghi dell'università: sembravamo una comitiva in gita scolastica, tutti insieme in due macchine con qualche valigia, i nostri poster da presentare al congresso e tante chiacchiere sui professori che ci incupivano durante le ore in laboratorio.
Era la prima volta che lasciavo le bambine con papà e, come era ovvio, una delle due si fece venire la febbre tre ore dopo la mia partenza.

Dopo tanto tempo sono tornata e ho rivisto una giostra antica, i negozi stretti stretti pieni di saponette, le bottiglie di pastis allineate nelle vetrine, viali alberati e strade piene di gente.
Questa volta però ho trovato anche i riccioli biondi e i sorrisi, gli occhi profondi e le gambe grassocce dei miei nipotini, i giochi in spiaggia, le corse sulla bici senza pedali, fontane e zanzare, capricci e risate, abbracci e coccole, parole senza senso, paesaggi bellissimi, parchi pieni di verde, sabbia dappertutto, le chiacchiere e i soliti scherzi di un fratello/zio sempre monello, cene sul terrazzo, tramonti arancioni, le frecce tricolori di prima mattina, la marsigliese suonata in spiaggia per dare il buongiorno,  delizie di pasticceria, distese di formaggi...
Anche questa volta andare via è stata dura e l'acqua negli occhi -come dice il nipotino- è rimasta per un po' sulle nostre facce.

giovedì 8 febbraio 2018

Ricorrenze e riflessioni

Hey,  grasso nipotino mio,  qualche giorno fa hai fatto un anno e da questa piovosa città ti abbiamo mandato degli auguri stonati.
Di te arrivano foto e filmini,  ci dicono che tenti di muovere qualche passo su quelle salamelle che hai come piedi,  che ancora qualche notte fai baldoria e che ridi dietro al tuo fratellone mentre ti spinge su una macchinina giocattolo.
Sei tutto rotondo e pieno di buchini di ciccia,  hai gli occhi profondi e sempre sorridenti,  piangi tra un boccone e l' altro e chissà quanto crescerai prima che ci potremo vedere di nuovo...
Le tue cuginette ti pensano,  ti disegnano sempre insieme a tuo fratello,  immaginano quello che fate e sperano che le vacanze non tardino troppo per riabbracciarti e giocare un po' con te!
Io ti auguro di essere sempre felice e coccolato, sempre curioso e coraggioso, di affrontare la vita sulle orme del tuo piccolo, grande fratellino e di riuscire a trovare il tuo posto in questo grande mondo!!!
La tua zia Chiara.

mercoledì 13 dicembre 2017

Caro anno che stai terminando...

...mi ritrovo qui, in una sala d'aspetto piena di foto ingrandite di acari, nel reparto di allergologia, in attesa.
Tra poco mi chiameranno per punzecchiarmi sulle braccia nella speranza che questa allergia mi dia tregua e io possa camminare d'ora in poi felice e serena per le strade della mia città.
Comunque dicevamo: caro anno che stai terminando, ci hai fatto tanti regali, ci hai fatto vivere momenti felici e momenti di sconforto,  periodi duri in cui sembrava che niente girasse per il verso giusto, imprevisti che hanno minato i nostri equilibri precari ma anche giorni sereni, risate, viaggi insperati, conquiste delle nostre bambine, coccole con i nipotini parigini.
Ormai sei quasi giunto alla fine e non mi aspettavo più nulla da te.
Ma tu hai voluto sparare la tua ultima cartuccia proprio adesso,  in una giornata di festa, quando si iniziava a pensare ai regali, ad addobbare casa, a fare scorta di uvetta per preparare pandolci.....
Il regalo sotto l'albero me lo hai portato in anticipo con una notizia così tanto attesa e sperata che quasi si stenta a crederci... Da questa estate i nostri parigini dovremo rinominarli Marsigliesi o forse Marsiglini.
La distanza si dimezza, loro torneranno a respirare aria di mare e noi in un pomeriggio di viaggio potremo raggiungerli quando la malinconia si farà troppo forte!

lunedì 16 ottobre 2017

Mercì! Mercì!

Mercì piccoli nipotini, che avete riempito di pappe, di puzze, di buffe parole questi quindici giorni 
Mercì Marco': hai cercato insistentemente le tue cuginette chiamandole "bimbi", hai dormito abusivamente nel lettino di Maty attentando alle sue apine, ti sei goduto i nonni e hai fatto abbuffate di pasta al pesto. Abbiamo giocato insieme io e te dando calci ad una povera arancia e poi facendo le bolle vicino al mare, mi hai fatto vedere come sei bravo sull'altalena e abbiamo passato attimi di terrore quando hai dovuto fare il bagnetto... Spero che quando tornerai a Natale saprai chiamarmi Zia 
Mercì Lorenzo: i tuoi sorrisi senza denti, i tuoi occhietti scuri, la ciccia che spunta dai pantaloni, il tuo roteare le mani e le caviglie come se scodinzolassi di gioia...tra due mesi ti voglio vedere gattonare da tutte le parti! 
Mercì cognatina, questa volta abbiamo avuto un po' più di tempo per chiacchierare, mi hai dato carta bianca per le torte della festa dei tuoi piccolini, me li hai lasciati coccolare a piacimento e sopratutto hai sopportato con pazienza la mia solita esuberanza molesta...
Mercì anche a te, fratellino mio, ormai sei un papà navigato e stai costruendo piano piano la tua famiglia piena di riccioli
Sono stata felice di vederti sereno e felice con i te-stessi-in-miniatura anche se la distanza mi pesa ogni volta di più e spero che prima o poi le cose possano cambiare

Chi l'avrebbe mai detto qualche anno fa, quando io giuravo che non mi sarei mai sposata e tu trascorrevi i pomeriggi tra "vitamina H" e la bicicletta... Chi poteva immaginare che saremmo finiti così,  a sorriderci salendo le scale, attorniati dai nostri cinque piccolini? 

mercoledì 4 ottobre 2017

Aurevoir bimbi

Due anni fa sei arrivato tra noi,  piccolo e con le guance pienotte,  pacifico e amante delle pennichelle.
Oggi sei già il fratello maggiore di Lulu', parlotti con l'accento francese, ti emozioni davanti al passaggio del treno e chiami "nonno" con la O stretta stretta.
Hai una testa piena di ricciolini biondi e tanti piccoli denti tutti in fila, oggi hai giocato con le cugine grandi che ti fanno sempre tanto ridere e hai scrutato quella piccola urlandole "No!  No!" quando vedevi i tuoi giochi in pericolo.
Hai scartato i regali e mangiato con gusto le due torte,  poi siamo scesi in spiaggia a buttare i sassetti in acqua e credo che i tuoi piedi siano finiti un po' troppo vicini al mare.
Al momento di andare via ci hai salutati urlando "Aurevoir bimbi! " anche se poi tentavi di salire in macchina anche tu...
Tanti auguri piccolo Parigino,  ti auguro di trovare sempre un motivo per ridere di pancia come oggi, circondato da quelli che ti vogliono bene!

domenica 13 agosto 2017

Toccata e fuga

Una partenza (quasi) all' alba per un viaggio che si preannunciava lungo lungo.
Arrivare secondo i tempi,  senza soste,  senza intoppi,  felici di riabbracciare dopo troppi mesi i nostri Parigini.
Cuginetti che prendono subito confidenza, scherzi e giochi su un prato sterminato,  punteggiato da fiori e balle di fieno.
Passeggiate inframmezzate dal buffo parlottare Italo-francese di un minuscolo ometto che abbandona presto ogni timore e ti segue con la sua piccola manina nella tua.
Perdersi negli occhietti profondi di un nipotino minuscolo e annusare il profumo che ti giunge nuovo,  essendo la prima volta che lo stringi e lo conosci in carne e ciccia.
Grande nostalgia per questa distanza che ci divide e fa riempire di lacrime gli occhi spensierati dei miei fiorellini grandi.
Due mezze giornate insieme e poi di nuovo dividersi e contare i giorni che restano per rivedersi di nuovo.
Una bella stanchezza, felici di averla affrontata.

domenica 23 aprile 2017

Ciao piccolini

Ciao piccolini che ve ne state adagiati sul letto, uno vicino all'altro, a studiarvi e sorridervi da sotto il ciuccio.
Ciao tu, nipotino piccolo e già grande, che hai la testa piena di riccioli biondi e che parlotti con l'accento francese facendo comparire sulla tua guancia una fossetta.
Ciao tu, minuscolo grasso e placido nipotino fresco fresco, che sei arrivato prestissimo a fare compagnia al tuo fratellino e che lì, su quel letto, lo guardi e ridi felice.
Vi guardo da una foto e intravvedo dei piccoli semini di complicità che ad ogni sguardo, ad ogni sorriso vengono gettati e che -ne sono certa- tra pochissimo tempo inizieranno a germogliare.
La vostra mamma e il vostro papà allora si stupiranno della gioia che darete loro per ogni risata, per ogni verso fatto e imitato, per ogni volta che le manine si stringeranno, per ogni abbraccio, i primi giochi fatti insieme, per l'intesa unica e speciale che costruirete tra voi, per un mondo tutto vostro in cui vi rifugerete lasciando gli altri fuori...
Siete un gran regalo l'uno per l'altro anche se adesso non lo sapete, anche se ora la fatica di mamma e papà è tanta, anche se certi giorni sono interminabili e l'estate sembra troppo lontana.
I semini germoglieranno presto e vi ritroverete a gattonare insieme, a rotolarvi uno sull'altro, a scambiarvi i ciucci e ad addormentarvi vicini vicini...
E qualcuno si chiederà dove è sparita tutta la fatica...Forse semplicemente dentro ai vostri sorrisi sdentati.

domenica 5 febbraio 2017

È successo di nuovo...

...Appena ti ho visto. Quando il tuo faccino rotondo con quei lineamenti ormai conosciuti e amati è comparso sullo schermo.
Nonostante l'ora tarda, il sonno interrotto tante volte per vedere se erano arrivate notizie su di te, l'emozione e la gioia... è successo che anche questa volta, 14 mesi dopo, appena ti ho visto mi sono innamorata.
Piccolo, grasso, secondo nipotino parigino mio, fratellino prezioso -sono certa- per il tuo fratellone; La notizia del tuo prossimo debutto al mondo mi ha raggiunta sul lavoro ed è stata subito condivisa con amici e colleghi, poi l'attesa e le faccine deluse delle tue cuginette costrette ad andare a nanna senza ancora poterti vedere, brevi aggiornamenti sul fatto che ti stavi facendo aspettare e finalmente il messaggio che c'eri e ci sorprendevi con il tuo nome.
Hai rotto la tradizione delle M perché dopo Marta, Marghe, Marco e Matilde sei arrivato tu, Lorenzo...Ma possiedi le iniziali del nonno Leonardo e questo mi piace molto!
Questa volta per vederti passeranno tanti mesi ma per fortuna la tecnologia ci assiste e le distanze si accorceranno...
Speriamo che l'estate arrivi presto per regalarci una vacanza tutti insieme!
Buona vita piccolino,

La tua zia nostalgica e felice

martedì 4 ottobre 2016

Un anno fa

Un anno fa avevi un' ora mezza di vita e finalmente scoprivamo il tuo nome, rimasto un mistero fino alla fine
Poco dopo il messaggio è arrivata anche la tua foto e io mi sono definitivamente innamorata di te che eri cicciotto, rosa e con la bocca come il tuo Papà
Abbandonato sulla pancia della tua mamma, sembrava come se non ci fosse altro posto più naturale su cui riposarsi dopo tutta quella fatica, quindi te ne stavi lì beato a goderti un sonnellino, il primo di una lunga serie...per la gioia dei tuoi genitori!
Le foto delle settimane seguenti infatti raccontavano una storia tutta uguale: tu che dormi, tu che dormi con papà , tu che dormi in braccio alla mamma, dormi nella cullina, dormi con la tutina verde, con quella bianca con il riccio che era stata di Margherita, dormi di giorno, di sera...dormi, ecco.
Solo dopo tre mesi sono riuscita a vederti e coccolarti un po', intravvedere i tuoi occhietti in quelle rare pause tra una dormitina e l'altra
Poi sei ripartito e le foto ci raccontavano dei tuoi progressi: oltre al dormire hai scoperto che ti piaceva anche mangiare
Quando siamo venuti a trovarti ad Aprile ci hai regalato risate, urletti e qualche momento di gioco sul tappetone, le tue cuginette facevano le prove generali per l'arrivo della sorellina e io ripassavo il cambio pannolino
A luglio ti abbiamo visto al mare ad abbronzare le tue coscette cicciose
Ad Agosto sei venuto a conoscere la tua piccola, terza cuginetta e ci hai fatti ridere con quel modo sconclusionato che hai di gattonare
Oggi hai un anno e quando ci rivedremo spero che correrai per tutta la casa, ti permetterò di staccare le palline dall' albero di Natale e potrai assaggiare il pandolce fatto da me, per apprezzare le tue origini
E non preoccuparti per i tuoi sette dentini, sappiamo che trovi molto divertente prenderti cura di loro...uno spazzolino a forma di pinguino ti seguirà in valigia!
Allora tanti auguri nipotino parigino, anche se i chilometri ci dividono sei sempre presente nei nostri pensieri, oggi più che mai!


mercoledì 27 aprile 2016

La prima volta che vidi Parigi

La prima volta che vidi Parigi avevo quasi 19 anni, ero ottusamente innamorata -non ricambiata, ovvio- del mio compagno di banco, avevo passato una notte quasi insonne su una scomoda cuccetta del treno per approdare poi in un pessimo zozzo albergo.
Quella volta ero in gita scolastica, l'unica di cinque anni di liceo, la prima esperienza all' estero: tutto mi sembrava bello e  affascinante, nonostante il freddo, la fame patita,  la stanchezza, il mio cuore continuamente spezzato...
Tornai dimagrita di 2kg ma con in valigia delle bellissime New balance nuove che durarono svariati anni in ricordo dei loro primi passi sul suolo Parigino.
La seconda volta fu dodici anni dopo,  un marito e due fiorellini al seguito...la mia antipatia per i francesi aveva dovuto fare qualche passo indietro per inseguire un fratello ormai internazionale e stabilmente ambientato proprio lì....
Quella volta ritornai bambina tra le carte da gioco e il labirinto di siepi nel mondo di Alice,  ritrovai il sapore dei croissant caldi da riempire di marmellata, scoprii nuovi, puzzolenti formaggi e coloratissimi mercati pieni di frutta e verdure mai viste.
La terza volta che vidi Parigi ho giurato che ci tornerò solo negli unici tre mesi di clima compatibile con la mia freddolosita', ho trasportato la mia pancia ripiena qua e là, ho guidato sfidando le precedenze e le rotonde,  mi sono stupita per un albergo davvero pulito, ho conquistato la ciccia profumata del mio piccolo parigino,  mi sono sciolta ai suoi sorrisi e dentro i suoi occhietti rotondi...

mercoledì 20 aprile 2016

Aprile dolce partire

Fare le valigie mi mette sempre di buon umore anche se le preparo all' ultimo momento rischiando di lasciare a casa qualcosa di fondamentale.
Il conto alla rovescia è arrivato a meno 25 ore e ci aspetta una toccata in costa azzurra e un voletto fino a Parigi.
Lì ritroveremo 7kg di ciccia e sorrisi,  7kg di nipotino da coccolare, strizzare e sbaciucchiare a profusione, finalmente soli,  senza doverlo dividere con nessuno...
Spero di trovare tre giorni di sole,  di tranquillità e riposo,  tre giorni di chiacchiere serie e di discorsi insensati come solo con un fratello puoi fare,  tre giorni di normalità che purtroppo la distanza non ci permette ormai più di gustare.
Stiamo arrivando,  zii parigini...il silenzio ha le ore contate!!!


venerdì 4 dicembre 2015

Un papà di due mesi

Da due mesi la tua faccia è, in ogni foto, illuminata da un sorriso che non ricordo di aver mai visto in te, fratellino mio.
Sei diventato papà di un fagottino grasso e dormiglione, che guarda il mondo con i suoi occhietti buffi e riempe le giornate di sbadigli.
Ti guardo in quella foto scattata di nascosto dalla tua metà riccioluta, in cui lui dorme con la sua guancia morbida appoggiata sulla tua, ispida di barba un po' incolta e tu hai l'angolo della bocca in su, in una espressione di pace e soddisfazione nonostante la stanchezza che avrai accumulato in questo tempo.
Vi guardo, tu e te stesso in miniatura, abbandonati nella vostra attività preferita e penso a quanta tenerezza mi fai, papà di due mesi, e a quanto sono grata per averti...anche se lontano 1000km.

mercoledì 14 ottobre 2015

10 giorni, ranocchietto!

10 giorni fa hai aperto i tuoi occhietti al mondo e da quel momento hai iniziato a regalare sbadigli a tutti e sorrisi pieni di fossette nelle tue guance cicciose...
-si lo so che non sono dei veri sorrisi ma quelli che si sciolgono per te non possono fare a meno di pensare che sotto sotto lo siano-
Da dieci giorni la tua mamma e il tuo papà hanno capito davvero cosa vuol dire avere sonno ma hanno anche capito cosa significhi tenere nelle braccia un piccolo miracolo
Tu stai lì tranquillo mentre tutti intorno a te ti annusano, ti guardano, ti studiano, ti coccolano; mangi dormi e fai tanta cacca -insomma, tutto tuo papà!-
Io invece sono qui a troppi chilometri di distanza, che consumo con gli occhi le tue foto e mi immagino quanta sarà l'emozione di averti tra le braccia quando finalmente potrò sentire il tuo odore e strapazzarti un po'! 
Caro ranocchietto della zia, grazie per essere arrivato nelle nostre vite, grazie perchè questa emozione è nuova anche per me, per la prima volta zia di un nipotino parigino!

sabato 3 ottobre 2015

Ehi, ricciolino!

Ehi, ricciolino, nipotino ancora innominato che te la dormi tranquillo nella panza della tua mamma.
Tutti intorno a te si agitano e ti ascoltano, ti spiano, ti vorrebbero tirare fuori da li, paranoici come solo i francesi possono essere, perfettini e meticolosi...hanno deciso che sei un po' piccolino e che quindi non si può aspettare oltre.
Ma tu te ne freghi e dormi beato, e io spero proprio che quando uscirai -in qualsiasi modo succederà- dimostrerai a tout le monde la tua bella ciccetta così che tutti finalmente si rilassino...
Ehi ricciolino, anche qui lontano lontano da te ci sono due nonni, due zii e due cuginette che ti aspettano ormai con una certa trepidazione, che si chiedono se assomiglierai di più a papà o alla mamma, se avrai tanti capelli e ricci come loro o se, in barba alla genetica, sarai bello pelato come la tua cuginetta grande quando è nata.
Hei ricciolino, in effetti non vediamo l'ora di coccolarti un po'... è arrivata l'ora di guardare con i tuoi occhietti quella bella torre alta alta tutta luminosa, quei parchi e giardini che qui ce li sogniamo, il mercato pieno di profumi e colori, le strade grandi, le persone di tutte le razze e lingue, quel fiume così placido, le facce curiose di tutti noi che già ti amiamo così tanto!