mercoledì 5 novembre 2014

Storia di una pecorella

C'era una volta la pecorella C. che brucava tranquilla e felice nel suo piccolo pezzettino di prato.
Insieme a lei c'erano altre pecorelle: alcune avevano il permesso di brucare per tanto tempo, altre, come lei, potevano farlo per qualche ora in meno.
Un giorno la pecorella C. vide in lontananza un recinto più grande e andò a dare una sbirciatina. "Chissà se il pastore di queste pecorelle mi darà il permesso di brucare qualche ora anche qui"
In effetti il pastore A. dopo averla scrutata con un po' di sospetto le disse:
"Ma certo cara pecorella C., puoi venire a brucare qui insieme a noi! La mia erba è più verde, è più saporita e sicuramente io ti tratterò meglio del tuo giovane pastore M.! Però tu devi venire qui subito, saluta presto le tue amiche di là e raggiungici in fretta!"
La pecorella C. rimase incredula e confusa: da una parte era felice di poter brucare per tante ore quella bella erbetta verde e soffice, dall'altra non avrebbe mai voluto lasciare il suo piccolo recinto e le sue amiche con cui belava tutto il tempo in allegria.
Pensò però che forse valeva la pena saltare quel recinto perchè brucare qualche ora in più l'avrebbe fatta stare meglio e poi il pastore A., seppur burbero e un po' strano, le aveva promesso di tenerla per sempre nel suo grande prato.
Decise, da brava pecorella prudente, di studiare la situazione con calma.
Iniziò quindi a brucare al mattino nel recinto grande e al pomeriggio nel recinto piccolo.
Dal primo giorno successe una cosa strana: Il pastore A. iniziò a comandarla e a criticarla, dicendo delle cose che a lei sembravano proprio senza senso.
"Perchè bruchi quel ciuffo d'erba? Non vedi che quell'altro è decisamente meglio? E ora cosa fai? Era meglio quando brucavi il primo ciuffo! Ma come mastichi? Non lo sai che per masticare si deve muovere la bocca così e non cosà?"
Ogni giorno la pecorella si impegnava per brucare meglio che poteva ma quel pastore era sempre scontento. Ben presto la pecorella C. si accorse che le altre pecorelle del recinto grande erano sempre arrabbiate, tenevano le orecchie basse e non belavano mai tra di loro. L'unica voce che si sentiva in tutto il recinto era quella del pastore A., che si arrabbiava con il sole, se c'era il sole, con la pioggia quando pioveva, con l'erba che cresceva ora troppo fitta, ora troppo rada....
La pecorella C. tornava tutti i pomeriggi nel piccolo prato del pastore M.,e più il tempo passava più si rendeva conto che non era importante quale erba si brucasse ma era importante in che modo e con chi la brucavi.
Così una sera andò dal pastore M. e gli disse che se lui l'avesse lasciata brucare qualche ora in più, lei non se ne sarebbe andata dal suo piccolo recinto.
Il pastore ci pensò a lungo ma poi accettò.
La pecorella C. abbandonoò quindi senza rimpianti quella tenera erba verde e le compagne tristi per tornare nel piccolo prato, magari un po' spelacchiato, in cui però si brucava con uno spirito molto diverso!


La pecorella C. sono io che dopo 3 settimane di lavoro nuovo, nonostante le promesse e gli sberluccichi di un contratto perfetto ha deciso di ritrattare con il suo vecchio titolare e, in cambio di qualche ora in più, restare.
Le bambine avranno una mamma felice che vedono un po' meno invece di una mamma presente tutti i pomeriggi ma esaurita e nervosa.

4 commenti:

  1. E mi pare un'ottima decisione!

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    1. Non ci si può credere che esista della gente così....

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  2. Ottimo! Ps ti ho scoperta tramite elasti e ti leggo volentieri!

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