Marghe sdraiata sul letto, la copertina avvolta addosso e solo gli occhi lucidi che spuntano da quel fagotto: Il giorno di Pasqua un po' di febbre frena la sua solita esuberanza.
"Mamma non voglio mangiare, io vorrebbi dormire"
"Va bene, ti faccio dormire ma prima dovresti mangiare qualcosina. Solo quello che ti senti!"
"Ok...mi sento di mangiare solo..."
"Che cosa?"
"Mi sento di mangiare solo un po' di uovo di Pasqua!"
ma anche come Marta, Margherita e Matilde, i miei tre fiorellini e come Marco, il mio gigante buono!
martedì 22 aprile 2014
venerdì 18 aprile 2014
I fatti della vita
"Mamma, da dove vengono le mucche?"
"In che senso, Marta?"
"Eh..da dove vengono, chi le ha fatte?"
"Ehm...una mucca mamma ha fatto una mucchina che poi è diventata grande e ha fatto un'altra mucchina..."
"Si ma prima prima prima? Come ha fatto ad esserci la mucca?"
"L'ha creata Dio!" (Dilungarmi nella teoria evoluzionistica di Darwin mi sembra prematuro...)
Dopo la domanda "Ma i bambini come fanno ad uscire dalla pancia della mamma?" fatta ieri sera da Marta al suo papà...temo che prima o poi chiederà come hanno fatto la mucca e il bambino ad entrarci in quella pancia....
Domande imbarazzanti in arrivo........si salvi chi può!
"In che senso, Marta?"
"Eh..da dove vengono, chi le ha fatte?"
"Ehm...una mucca mamma ha fatto una mucchina che poi è diventata grande e ha fatto un'altra mucchina..."
"Si ma prima prima prima? Come ha fatto ad esserci la mucca?"
"L'ha creata Dio!" (Dilungarmi nella teoria evoluzionistica di Darwin mi sembra prematuro...)
Dopo la domanda "Ma i bambini come fanno ad uscire dalla pancia della mamma?" fatta ieri sera da Marta al suo papà...temo che prima o poi chiederà come hanno fatto la mucca e il bambino ad entrarci in quella pancia....
Domande imbarazzanti in arrivo........si salvi chi può!
lunedì 14 aprile 2014
Una brava mamma
Così capita che un pomeriggio sei li, seduta sul loro letto, con un libro sulle gambe e una bimba per lato; Sei li che leggi una storia, e poi un'altra e ancora un'altra.
E ti accorgi che adesso che sono cresciute e sono in grado di seguire una vera fiaba dall'inizio alla fine è diventato divertente stare con loro accoccolate ad ascoltarti.
Hai scoperto che ti appassioni anche tu nella lettura, che ti piace fare le vocione e le vocine, tanto da farti quasi i complimenti da sola per la magistrale interpretazione.
Hai capito che quello è il vostro momento, anche se a volte è breve, anche se arriva a fine giornata quando fate a gara a chi è più stanca; hai capito che dieci minuti insieme così, immergendosi veramente in quel mondo parallelo e magico servono a loro ma anche a te, hai capito che anche loro sentono che ti diverti...
Così capita che un pomeriggio sei li, con un libro sulle gambe e una delle due alla fine di una storia ti dica: "Lo sai che sei una brava mamma? Sei brava perchè ci leggi le storie!"
E se basta così poco per essere brava ai loro occhi....
Questo post partecipa al blogstorming
E ti accorgi che adesso che sono cresciute e sono in grado di seguire una vera fiaba dall'inizio alla fine è diventato divertente stare con loro accoccolate ad ascoltarti.
Hai scoperto che ti appassioni anche tu nella lettura, che ti piace fare le vocione e le vocine, tanto da farti quasi i complimenti da sola per la magistrale interpretazione.
Hai capito che quello è il vostro momento, anche se a volte è breve, anche se arriva a fine giornata quando fate a gara a chi è più stanca; hai capito che dieci minuti insieme così, immergendosi veramente in quel mondo parallelo e magico servono a loro ma anche a te, hai capito che anche loro sentono che ti diverti...
Così capita che un pomeriggio sei li, con un libro sulle gambe e una delle due alla fine di una storia ti dica: "Lo sai che sei una brava mamma? Sei brava perchè ci leggi le storie!"
E se basta così poco per essere brava ai loro occhi....
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lunedì 7 aprile 2014
Vita nuova, colleghi nuovi
Prima di tutto c'è lui, il padre, che ha rilevato l'attività e l'ha tenuta in caldo per il figlio; Lui si aggira sperso o assorto e a chi gli fa domande scomode risponde che adesso non è più lui il titolare, e chi s'è visto s'è visto.
Poi c'è il figlio che passa le sue giornate dividendosi tra il telefono e i fatturati, che controlla compulsivamente le vendite, che riceve informatori e vecchiette petulanti, che si imbarazza ai complimenti per il suo stato di futuro papà, che litiga al telefono con la moglie e poi con la coda tra le gambe finisce sempre per darle ragione.
C'è la dottoressa A., comunista mangiapreti e lettrice accanita de "Il Manifesto", che oggi ha ricevuto in dono da una cliente un ventaglio proveniente dalla Cina, con tante facce di Mao stampate sopra; Lei che è una fonte inesauribile di sapere, che accoglie tutti con un sorriso ma che dietro ne dice di tutti i colori, che mangia merendine a metà mattina.
C'è la dottoressa C., agitata, svelta, ansiosa. Sempre sorridente, a volte insicura, molto chiacchierona. Lei è il capro espiatorio della farmacia ma si fa passare tutto sopra e non ci pensa più.
Il dottor A., idolo delle signore che prende in giro con un sorriso e le fa capitolare, che vende l'invendibile, che esce per prendersi il caffè e la brioche al bar vicino senza che nessuno dica nulla, che mi ha presa sotto l'ala salvo poi buttarmi in mezzo ai lupi...ma si sa che il battesimo è spesso nel fuoco. Lui che ha la faccia da bravo ragazzo ma si sta prosciugando dall'ansia di una convivenza fresca fresca, che mi usa come consulente sentimentale, che si confessa tra un antidolorifico e una prenotazione cup.
Poi c'è N., con cui condividiamo una passione per la pasticceria, che ha tre bimbi sberluccicanti al collo e altrettanti da accudire a casa, che è semplice e dolce, che mi sta già facendo affezionare.
C'è L., veterana e capitana del magazzino, che un po' consiglia e un po' comanda, c'è I. che non ho ancora capito se è lunatica o non mi sopporta, che stamattina ha investito un cane e una signora salvo poi capire che era stata la signora a spiaccicare il suo cane cadendogli sopra e che lei non aveva (quasi) colpa.
Infine ci sono loro, i clienti affezionati che si siedono dietro il bancone cercando di fregare tutti gli altri con la scusa dell'età; quelli che si nascondono per chiedere il viagra, quelli che ti raccontano la loro vita per spiegarti cosa vogliono, quelli che invece non aprono bocca ma porgono solo le ricette, quelli che vanno di fretta e quelli che hanno l'appuntamento quotidiano per passarsi la giornata; ci sono i clienti scettici e quelli che pendono dalle tue labbra, quelli che ti scambiano per un medico sperando si saltare un po' di attesa su nello studio e quelli che chiedono se vendiamo anche pile per orologi...
Dopo un mese di nuovo lavoro sto imparando qualcosa di questo strano mondo e lo faccio dalla mia posizione defilata, da spettatrice sempre più partecipe, che si intrufola silenziosamente, che risponde alle domande curiose mantenendo sempre un basso profilo, che studia tutto senza esporsi, che spera vivamente di non fare troppi danni!
Poi c'è il figlio che passa le sue giornate dividendosi tra il telefono e i fatturati, che controlla compulsivamente le vendite, che riceve informatori e vecchiette petulanti, che si imbarazza ai complimenti per il suo stato di futuro papà, che litiga al telefono con la moglie e poi con la coda tra le gambe finisce sempre per darle ragione.
C'è la dottoressa A., comunista mangiapreti e lettrice accanita de "Il Manifesto", che oggi ha ricevuto in dono da una cliente un ventaglio proveniente dalla Cina, con tante facce di Mao stampate sopra; Lei che è una fonte inesauribile di sapere, che accoglie tutti con un sorriso ma che dietro ne dice di tutti i colori, che mangia merendine a metà mattina.
C'è la dottoressa C., agitata, svelta, ansiosa. Sempre sorridente, a volte insicura, molto chiacchierona. Lei è il capro espiatorio della farmacia ma si fa passare tutto sopra e non ci pensa più.
Il dottor A., idolo delle signore che prende in giro con un sorriso e le fa capitolare, che vende l'invendibile, che esce per prendersi il caffè e la brioche al bar vicino senza che nessuno dica nulla, che mi ha presa sotto l'ala salvo poi buttarmi in mezzo ai lupi...ma si sa che il battesimo è spesso nel fuoco. Lui che ha la faccia da bravo ragazzo ma si sta prosciugando dall'ansia di una convivenza fresca fresca, che mi usa come consulente sentimentale, che si confessa tra un antidolorifico e una prenotazione cup.
Poi c'è N., con cui condividiamo una passione per la pasticceria, che ha tre bimbi sberluccicanti al collo e altrettanti da accudire a casa, che è semplice e dolce, che mi sta già facendo affezionare.
C'è L., veterana e capitana del magazzino, che un po' consiglia e un po' comanda, c'è I. che non ho ancora capito se è lunatica o non mi sopporta, che stamattina ha investito un cane e una signora salvo poi capire che era stata la signora a spiaccicare il suo cane cadendogli sopra e che lei non aveva (quasi) colpa.
Infine ci sono loro, i clienti affezionati che si siedono dietro il bancone cercando di fregare tutti gli altri con la scusa dell'età; quelli che si nascondono per chiedere il viagra, quelli che ti raccontano la loro vita per spiegarti cosa vogliono, quelli che invece non aprono bocca ma porgono solo le ricette, quelli che vanno di fretta e quelli che hanno l'appuntamento quotidiano per passarsi la giornata; ci sono i clienti scettici e quelli che pendono dalle tue labbra, quelli che ti scambiano per un medico sperando si saltare un po' di attesa su nello studio e quelli che chiedono se vendiamo anche pile per orologi...
Dopo un mese di nuovo lavoro sto imparando qualcosa di questo strano mondo e lo faccio dalla mia posizione defilata, da spettatrice sempre più partecipe, che si intrufola silenziosamente, che risponde alle domande curiose mantenendo sempre un basso profilo, che studia tutto senza esporsi, che spera vivamente di non fare troppi danni!
mercoledì 2 aprile 2014
Il nonno e Margherita
Eccoli li, seduti su un divano, con gli occhi fissi su una pagina del libro.
Lei, Margherita, dolce dispotica nipotina, che stravede per il suo nonno ma che lo comanda a bacchetta, reclamando continuamente la sua attenzione e la sua presenza.
Lei che con i suoi sorrisi e la sua vocetta mielosa lo convincerebbe a prenderle la Luna, che gli stampa dei bacini forti forti, con tutto l'amore che ha, prima di andare via.
Lui, che da quando è nonno si è trasformato, perso negli occhi delle sue nipoti, completamente e gioiosamente complice, compagno di giochi instancabile, pazientissimo narratore di storie.
Lui che ha perso ogni dignità, ogni forza, ogni difesa con loro, che non prova nemmeno per un attimo a resistere, vinto dalla bellezza di ritrovarsi bambino anche lui, di mettersi al loro piano e guardare di nuovo il mondo da quella prospettiva semplice e meravigliosa che posseggono i bambini.
Eccoli, allora, vicini vicini, lui che lentamente legge l'ennesima favola, lei che, attenta e curiosa, lo ripaga appoggiando dolcemente la testolina al suo braccio, come un gattino adagiato al sole.
Ecco che, a coronamento di questo momento, lei si discosta un po', lo guarda e, interrompendolo dice: "Nonno, mi sbatte forte il cuore"
Anche al nonno forse, all' udire queste parole sbatteva forte il cuore, commosso da una manifestazione tanto carica di tenerezza.
"Nonno, mi sbatte il cuore perchè HO FAME"
Lei, Margherita, dolce dispotica nipotina, che stravede per il suo nonno ma che lo comanda a bacchetta, reclamando continuamente la sua attenzione e la sua presenza.
Lei che con i suoi sorrisi e la sua vocetta mielosa lo convincerebbe a prenderle la Luna, che gli stampa dei bacini forti forti, con tutto l'amore che ha, prima di andare via.
Lui, che da quando è nonno si è trasformato, perso negli occhi delle sue nipoti, completamente e gioiosamente complice, compagno di giochi instancabile, pazientissimo narratore di storie.
Lui che ha perso ogni dignità, ogni forza, ogni difesa con loro, che non prova nemmeno per un attimo a resistere, vinto dalla bellezza di ritrovarsi bambino anche lui, di mettersi al loro piano e guardare di nuovo il mondo da quella prospettiva semplice e meravigliosa che posseggono i bambini.
Eccoli, allora, vicini vicini, lui che lentamente legge l'ennesima favola, lei che, attenta e curiosa, lo ripaga appoggiando dolcemente la testolina al suo braccio, come un gattino adagiato al sole.
Ecco che, a coronamento di questo momento, lei si discosta un po', lo guarda e, interrompendolo dice: "Nonno, mi sbatte forte il cuore"
Anche al nonno forse, all' udire queste parole sbatteva forte il cuore, commosso da una manifestazione tanto carica di tenerezza.
"Nonno, mi sbatte il cuore perchè HO FAME"
martedì 25 marzo 2014
Ci aspettavi da sette anni
Adagiata su quella collina verde stai lì inconfondibile, splendida e silenziosa.
Ci aspettavi da sette anni e alla fine siamo tornati: a calpestare quelle pietre, a respirare la tua aria, a sgranare ancora gli occhi alla vista di quella piazza a righe, ad osservare in silenzio la pianura che si apre da lassù.
Siamo tornati con le nostre bambine che hanno scoperto la chiesa con le stelle, la chiesa grande con una piccolina dentro, quella che si chiama come la mamma, le croci sul prato, le corse tra le margherite, la statua con un nido di colombe vere, questo signore così importante che tutta la città parla di lui.
Siamo tornati da dove siamo partiti tanto tempo fa, quando davanti a quel panorama ci siamo detti che forse potevamo iniziare a fare sul serio e così è stato. Siamo tornati dopo sette anni che Qualcuno ha riempito di cose belle, di fatiche, smarrimenti, speranze mai deluse, gioie sopra ogni aspettativa, cadute e ripartenze.
Abbiamo rivissuto una storia speciale, con il privilegio di ascoltare da vicino i suoi protagonisti, abbiamo respirato la loro fede, la loro forza e siamo ripartiti pieni, felici e pronti a scegliere di nuovo la nostra strada.
Siamo tornati a casa con il cuore e gli occhi aperti, già con la nostalgia di ciò che stavamo lasciando.
Ci aspettavi da sette anni e alla fine siamo tornati: a calpestare quelle pietre, a respirare la tua aria, a sgranare ancora gli occhi alla vista di quella piazza a righe, ad osservare in silenzio la pianura che si apre da lassù.
Siamo tornati con le nostre bambine che hanno scoperto la chiesa con le stelle, la chiesa grande con una piccolina dentro, quella che si chiama come la mamma, le croci sul prato, le corse tra le margherite, la statua con un nido di colombe vere, questo signore così importante che tutta la città parla di lui.
Siamo tornati da dove siamo partiti tanto tempo fa, quando davanti a quel panorama ci siamo detti che forse potevamo iniziare a fare sul serio e così è stato. Siamo tornati dopo sette anni che Qualcuno ha riempito di cose belle, di fatiche, smarrimenti, speranze mai deluse, gioie sopra ogni aspettativa, cadute e ripartenze.
Abbiamo rivissuto una storia speciale, con il privilegio di ascoltare da vicino i suoi protagonisti, abbiamo respirato la loro fede, la loro forza e siamo ripartiti pieni, felici e pronti a scegliere di nuovo la nostra strada.
Siamo tornati a casa con il cuore e gli occhi aperti, già con la nostalgia di ciò che stavamo lasciando.
venerdì 21 marzo 2014
Pranzi leggeri e ricordi d'infanzia
Andare a mangiare dalla nonna, un giorno come tanti significa:
1. Essere accolta da una tavola imbandita per sei ed essere solo in due a pranzo
2. Mangiare pasta con le melanzane, involtino di carne farcito con pangrattato, erbette aromatiche, qualcos'altro non ben identificato e un uovo sodo.
3. Dover accompagnare questo secondo così frugale con pomodori, spinaci, patate al forno, insalatina con qualche pezzetto di cipolla cruda che "fa così bene" e che digerirai fino a sera
4. Essere sgridata dalla nonna perchè non hai mangiato abbastanza e non hai neanche assaggiato le olive
5. Ascoltare come quando eri bambina i racconti sul tuo nonno che ti portava dei panini piccoli piccoli solo per te e pensare che sarebbe stato bello stare con lui per più di due anni soli.
6. Risentire i racconti della sua adolescenza sotto le bombe e realizzare, qualche ora più tardi, come certe esperienze ci "ripulirebbero" gli occhi e le teste, lasciandoci affrontare certi problemi che consideriamo gravi con la giusta prospettiva
7. Ritrovare piattini e bicchieri da neonati e pensare come a volte il tempo si fermi...
8. Ridere a certe espressioni siciliane e certe parole che avevi lasciato in un angolo del cervello ma in queste occasioni riafforano e ti fanno sentire a casa
9. Riprometterti che ora che sei più libera, replicherai spesso questi pranzi perchè il tempo con una nonna è prezioso. Sotto tutti i punti di vista.
1. Essere accolta da una tavola imbandita per sei ed essere solo in due a pranzo
2. Mangiare pasta con le melanzane, involtino di carne farcito con pangrattato, erbette aromatiche, qualcos'altro non ben identificato e un uovo sodo.
3. Dover accompagnare questo secondo così frugale con pomodori, spinaci, patate al forno, insalatina con qualche pezzetto di cipolla cruda che "fa così bene" e che digerirai fino a sera
4. Essere sgridata dalla nonna perchè non hai mangiato abbastanza e non hai neanche assaggiato le olive
5. Ascoltare come quando eri bambina i racconti sul tuo nonno che ti portava dei panini piccoli piccoli solo per te e pensare che sarebbe stato bello stare con lui per più di due anni soli.
6. Risentire i racconti della sua adolescenza sotto le bombe e realizzare, qualche ora più tardi, come certe esperienze ci "ripulirebbero" gli occhi e le teste, lasciandoci affrontare certi problemi che consideriamo gravi con la giusta prospettiva
7. Ritrovare piattini e bicchieri da neonati e pensare come a volte il tempo si fermi...
8. Ridere a certe espressioni siciliane e certe parole che avevi lasciato in un angolo del cervello ma in queste occasioni riafforano e ti fanno sentire a casa
9. Riprometterti che ora che sei più libera, replicherai spesso questi pranzi perchè il tempo con una nonna è prezioso. Sotto tutti i punti di vista.
lunedì 17 marzo 2014
Amarle è...
...rivestire le loro bambole con pazienza, certa che appena le vedranno così ordinate non sapranno resistere all'impulso di rispogliarle completamente
...annusare i loro pigiamini mentre li ripieghi
...sorridere da sola in ascensore ripensando a qualche loro buffa parola
...resistere alla tentazione di comprare qualsiasi oggetto della amata Peppa
...preparare qualcosa di buono ed essere certe che quella sera la cena sarà etichettata "speciale"
...rimontare per la centesima volta la casetta dei Lego che, giorno dopo giorno si abbatte sotto i loro colpi ma comunque resiste grazie ai tuoi rattoppi quotidiani
...andartene in giro da sola e avere la sensazione che ti manchi qualcosa per le mani
...lasciarle a dormire una notte dai nonni e aggirarti smarrita per la casa così vuota
...trovare calzini tuoi nel loro armadio e calzini loro nel tuo cassetto
...aspettare il momento di riabbracciarle dopo una giornata fuori casa
...ricominciare, ogni volta, con un sospiro e un sorriso, cercando di buttarsi alle spalle il nervoso che quel capriccio ti ha fatto montare...e certe volte è veramente dura.
...ricominciare, ogni volta, ricordandosi di come sono sincere ma difficili da mantenere le promesse quando sei piccola
Amarle è aspettare di sentire i loro respiri profondi nel sonno per andare a guardarle dormire e infastidirle con un ultimo bacino, ogni sera.
...annusare i loro pigiamini mentre li ripieghi
...sorridere da sola in ascensore ripensando a qualche loro buffa parola
...resistere alla tentazione di comprare qualsiasi oggetto della amata Peppa
...preparare qualcosa di buono ed essere certe che quella sera la cena sarà etichettata "speciale"
...rimontare per la centesima volta la casetta dei Lego che, giorno dopo giorno si abbatte sotto i loro colpi ma comunque resiste grazie ai tuoi rattoppi quotidiani
...andartene in giro da sola e avere la sensazione che ti manchi qualcosa per le mani
...lasciarle a dormire una notte dai nonni e aggirarti smarrita per la casa così vuota
...trovare calzini tuoi nel loro armadio e calzini loro nel tuo cassetto
...aspettare il momento di riabbracciarle dopo una giornata fuori casa
...ricominciare, ogni volta, con un sospiro e un sorriso, cercando di buttarsi alle spalle il nervoso che quel capriccio ti ha fatto montare...e certe volte è veramente dura.
...ricominciare, ogni volta, ricordandosi di come sono sincere ma difficili da mantenere le promesse quando sei piccola
Amarle è aspettare di sentire i loro respiri profondi nel sonno per andare a guardarle dormire e infastidirle con un ultimo bacino, ogni sera.
lunedì 10 marzo 2014
Di lavoro, ricordi e speranze inattese
Una mattina di sole, alle soglie della primavera passeggio per le strade del centro e mi raggiunge un ricordo. Mi rivedo seduta su una di quelle panchine gelide, imbaccuccata nella sciarpa mentre addento un panino e ti aspetto, al freddo.
Aspetto che tu scenda ed esca da quel portone, aspetto quei venti minuti di pausa in cui scambiare due chiacchere e poi riprendere ognuno una direzione diversa, io ancora verso le lezioni all'università e tu già al lavoro, il tuo primo, quello che forse hai fatto gratis per un paio di mesi prima di iniziare a fare sul serio.
Quanti bivii, quante scelte da quel momento, quante valigie, aerei, trasferte, reperibilità notturne, quante feste interrotte dal telefono che squillava, quanti colleghi e posti nuovi hai conosciuto, quanti cibi strani hai provato, quante colazioni ti sei gustato seppur in solitaria...
Quante telefonate ad ore impensabili e squilli per dirmi che eri partito o eri arrivato.
Hai dovuto cambiare e ricominciare, fermarti e ripartire.
Adesso un altro cambiamento è alle porte, arrivato rapido e inatteso.
Adesso forse è di nuovo ora di ricominciare.
Spero che questa sia la tua meritata quiete.
Aspetto che tu scenda ed esca da quel portone, aspetto quei venti minuti di pausa in cui scambiare due chiacchere e poi riprendere ognuno una direzione diversa, io ancora verso le lezioni all'università e tu già al lavoro, il tuo primo, quello che forse hai fatto gratis per un paio di mesi prima di iniziare a fare sul serio.
Quanti bivii, quante scelte da quel momento, quante valigie, aerei, trasferte, reperibilità notturne, quante feste interrotte dal telefono che squillava, quanti colleghi e posti nuovi hai conosciuto, quanti cibi strani hai provato, quante colazioni ti sei gustato seppur in solitaria...
Quante telefonate ad ore impensabili e squilli per dirmi che eri partito o eri arrivato.
Hai dovuto cambiare e ricominciare, fermarti e ripartire.
Adesso un altro cambiamento è alle porte, arrivato rapido e inatteso.
Adesso forse è di nuovo ora di ricominciare.
Spero che questa sia la tua meritata quiete.
martedì 4 marzo 2014
Non abbiate paura di ricominciare
Non abbiate paura di ricominciare, non abbiate paura del sonno perso, dei risvegli che vi sfiniscono, dello sconvolgere per la seconda volta i ritmi appena riconquistati
Non abbiate paura del pianto esasperato per le coliche o di quello rabbioso della sorellina grande diventata gelosa
Non abbiate paura della stanchezza, della testa piena di orari e scadenze, vaccini, colloqui all'asilo, pannolini da comprare, pappine da fare
Non abbiate paura dei sensi di colpa, enormi, prepotenti e subdoli che si presentano ad ogni lacrima che spunta sulla guancia della vostra bambina grande
Non abbiate paura del tempo di qualità o della quantità o di entrambi, tanto all'inizio non ci sarà nè uno nè l'altro
Non abbiate paura di soffrire nel vederla soffrire, non abbiate paura dei suoi capricci, delle sue regressioni
Non abbiate paura perchè, vi assicuro, qualche anno più tardi vi capiterà di metterla a letto accanto alla sua piccola compagna di giochi e di vita che già dorme da un'ora e di vederla sporgersi verso di lei, accarezzarle la guancia e sussurrarvi: "Com'è bella!"
Non abbiate paura, la cosa più grave che potrà succedervi è che vi scoppi il cuore di gioia.
Non abbiate paura del pianto esasperato per le coliche o di quello rabbioso della sorellina grande diventata gelosa
Non abbiate paura della stanchezza, della testa piena di orari e scadenze, vaccini, colloqui all'asilo, pannolini da comprare, pappine da fare
Non abbiate paura dei sensi di colpa, enormi, prepotenti e subdoli che si presentano ad ogni lacrima che spunta sulla guancia della vostra bambina grande
Non abbiate paura del tempo di qualità o della quantità o di entrambi, tanto all'inizio non ci sarà nè uno nè l'altro
Non abbiate paura di soffrire nel vederla soffrire, non abbiate paura dei suoi capricci, delle sue regressioni
Non abbiate paura perchè, vi assicuro, qualche anno più tardi vi capiterà di metterla a letto accanto alla sua piccola compagna di giochi e di vita che già dorme da un'ora e di vederla sporgersi verso di lei, accarezzarle la guancia e sussurrarvi: "Com'è bella!"
Non abbiate paura, la cosa più grave che potrà succedervi è che vi scoppi il cuore di gioia.
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