Marta: "Come mai lunedì e martedì prossimo siamo in vacanza?"
Mamma: "Perché martedì è una festa che si chiama dell'Immacolata, si festeggia la Mamma di Gesù!"
"E cosa facciamo?"
"Andremo a messa e poi facciamo l'albero e il presepe!"
"Ah, non si va a scuola ma a messa... Bhe però quei miei compagni che a Messa non ci vanno mai.. Non è giusto che fanno festa! Se non vai a Messa allora te ne vai a scuola!!!"
ma anche come Marta, Margherita e Matilde, i miei tre fiorellini e come Marco, il mio gigante buono!
lunedì 30 novembre 2015
mercoledì 25 novembre 2015
Teologia for dummies
E fu sera e fu mattina: le ballerine
"Vieni, Marghe: con questo vestitino puoi metterti le ballerine!"
"Eh già mamma: Dio ha creato le ballerine proprio per questo, sennò come facevamo noi femmine con le gonne?"
Dio ti dice niente?
Marta: "Oggi a scuola abbiamo parlato delle cose naturali e delle cose fatte dagli uomini"
Papà: "Ah si? E le cose naturali cosa sarebbero?"
Marta: "Non so...i pesci, le piante...capito?"
Papà: "Certo....ma chi le ha fatte queste cose allora?"
Marghe: "Eh papà! Hai mai sentito parlare di Dio?"
"Vieni, Marghe: con questo vestitino puoi metterti le ballerine!"
"Eh già mamma: Dio ha creato le ballerine proprio per questo, sennò come facevamo noi femmine con le gonne?"
Dio ti dice niente?
Marta: "Oggi a scuola abbiamo parlato delle cose naturali e delle cose fatte dagli uomini"
Papà: "Ah si? E le cose naturali cosa sarebbero?"
Marta: "Non so...i pesci, le piante...capito?"
Papà: "Certo....ma chi le ha fatte queste cose allora?"
Marghe: "Eh papà! Hai mai sentito parlare di Dio?"
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venerdì 20 novembre 2015
Un po' stanchino
Sera, ora di cena, tutti intorno al tavolo e chi più chi meno accusiamo la settimana appena trascorsa.
La mamma sta già programmando ora per ora tutto il weekend, persino le bimbe sono silenziose, troppo intente a finire la Cena per poi rifugiarsi presto a letto.
E poi c'è lui, naturalmente silenzioso sopratutto dopo un'intera giornata di lavoro in mezzo a colleghi e telefonate.
Naturalmente silenzioso, troppo silenzioso.
Mamma: "Allora tutto bene? "
Papà: "Mmm Mmm"
Mamma: "ma com'è che sei così assente? È successo qualcosa in ufficio, sei preoccupato per qualcosa, hai saputo qualcosa di brutto???"
Papà: "ma no, stai tranquilla non ho niente! Sono solo un po' stanchino"
Marghe si risveglia dal suo torpore: "eh va beh papà, alla sera siamo tutti un po' stanchi!!!"
La mamma sta già programmando ora per ora tutto il weekend, persino le bimbe sono silenziose, troppo intente a finire la Cena per poi rifugiarsi presto a letto.
E poi c'è lui, naturalmente silenzioso sopratutto dopo un'intera giornata di lavoro in mezzo a colleghi e telefonate.
Naturalmente silenzioso, troppo silenzioso.
Mamma: "Allora tutto bene? "
Papà: "Mmm Mmm"
Mamma: "ma com'è che sei così assente? È successo qualcosa in ufficio, sei preoccupato per qualcosa, hai saputo qualcosa di brutto???"
Papà: "ma no, stai tranquilla non ho niente! Sono solo un po' stanchino"
Marghe si risveglia dal suo torpore: "eh va beh papà, alla sera siamo tutti un po' stanchi!!!"
lunedì 9 novembre 2015
Incrocio di vite
Cinque anni fa ci eravamo appena conosciuti: Noi con una bimba piccola e una minuscola, voi con uno solo, trasferiti da qualche mese qui al nord e ancora un po' sopraffatti dal cambio di vita.
Noi e voi, rimasti sposini per soli 9 mesi, i mariti ingegneri e le mogli appena uscite dall'università.
Cinque anni fa le nostre strade si incrociavano per la prima volta e il vostro entusiasmo ci ha subito conquistati; Ci siamo accompagnati tra traslochi, cambi di lavoro, discorsi maschilisti, crisi femminili; Abbiamo fatto il pesto insieme con tutte le regole della famiglia G., abbiamo passato pomeriggi ad appendere mensole e lavare piatti, a montare mobili e a chiacchierare; Con voi abbiamo vissuto insieme l'esperienza di una testimonianza che ci ha cambiato le vite e da quel momento Assisi è diventata ancora più preziosa per me.
I bimbi da tre sono diventati cinque e non è detto che ci si sia fermati.
Da più di anno siete di nuovo lontani, ieri dopo un anno vi abbiamo potuti riabbracciare.
E dopo un anno siamo sempre noi, come se questo tempo fosse passato in pochi minuti. Dopo un anno l'amicizia ha lavorato anche a distanza cosicchè le distanze si sono annullate e ieri ci siamo ritovati con la stessa complicità e gioia di sempre.
Grazie amici, vedervi ci dà sempre una grande carica: Stamattina ripartire è stato più leggero.
Noi e voi, rimasti sposini per soli 9 mesi, i mariti ingegneri e le mogli appena uscite dall'università.
Cinque anni fa le nostre strade si incrociavano per la prima volta e il vostro entusiasmo ci ha subito conquistati; Ci siamo accompagnati tra traslochi, cambi di lavoro, discorsi maschilisti, crisi femminili; Abbiamo fatto il pesto insieme con tutte le regole della famiglia G., abbiamo passato pomeriggi ad appendere mensole e lavare piatti, a montare mobili e a chiacchierare; Con voi abbiamo vissuto insieme l'esperienza di una testimonianza che ci ha cambiato le vite e da quel momento Assisi è diventata ancora più preziosa per me.
I bimbi da tre sono diventati cinque e non è detto che ci si sia fermati.
Da più di anno siete di nuovo lontani, ieri dopo un anno vi abbiamo potuti riabbracciare.
E dopo un anno siamo sempre noi, come se questo tempo fosse passato in pochi minuti. Dopo un anno l'amicizia ha lavorato anche a distanza cosicchè le distanze si sono annullate e ieri ci siamo ritovati con la stessa complicità e gioia di sempre.
Grazie amici, vedervi ci dà sempre una grande carica: Stamattina ripartire è stato più leggero.
mercoledì 28 ottobre 2015
A voi
A voi quasi gemelle che l'estate e la scuola hanno provveduto a far maturare in modo diverso, che restate sempre quasi gemelle ma ora una ha preso la fuga e chissà quando l'altra la raggiugerà.
A voi miei piccoli soli, che illuminate le nostre giornate con le vostre faccine allegre, con i discorsi curiosi, con le nuove canzoni imparate negli ultimi tempi
A voi che camminate sul sentiero tenendovi la mano, che su un prato vi correte incontro a braccia aperte per poi rotolare tra i ricci e le foglie secche, che vi spartite tutto, dall'ultimo formaggino alle forze residue di papà e questa è una palestra di vita preziosa
Parlo a voi che fate i compiti chi per davvero, chi per solidarietà, che da quando eravate piccolissime siete una l'intrattenimento dell'altra, che vi difendete e custodite
Non permettete al tempo e alle persone di rovinare questo legame che il destino vi ha regalato facendovi nascere quasi gemelle, non dimenticatevi dei bagnetti fatti insieme e delle bolle sotto l'acqua della vasca, delle risate piene e complici che hanno riempito la vostra cameretta
Non lasciatevi allontanare da un litigio ma ricordatevi come era bello fare pace subito ("dai facciamo pace così siamo di nuovo felici"), scambiatevi sempre quei bacini morbidi, anche quando sarete grandi senza farvi velare dal pudore, cercatevi e stuzzicatevi, siate attente ai bisogni dell'altra come ora, quando una si accorge prima della mamma che l'altra ha bisogno di una mano
Difendete per tutta la vita il privilegio di essere quasi gemelle.
A voi miei piccoli soli, che illuminate le nostre giornate con le vostre faccine allegre, con i discorsi curiosi, con le nuove canzoni imparate negli ultimi tempi
A voi che camminate sul sentiero tenendovi la mano, che su un prato vi correte incontro a braccia aperte per poi rotolare tra i ricci e le foglie secche, che vi spartite tutto, dall'ultimo formaggino alle forze residue di papà e questa è una palestra di vita preziosa
Parlo a voi che fate i compiti chi per davvero, chi per solidarietà, che da quando eravate piccolissime siete una l'intrattenimento dell'altra, che vi difendete e custodite
Non permettete al tempo e alle persone di rovinare questo legame che il destino vi ha regalato facendovi nascere quasi gemelle, non dimenticatevi dei bagnetti fatti insieme e delle bolle sotto l'acqua della vasca, delle risate piene e complici che hanno riempito la vostra cameretta
Non lasciatevi allontanare da un litigio ma ricordatevi come era bello fare pace subito ("dai facciamo pace così siamo di nuovo felici"), scambiatevi sempre quei bacini morbidi, anche quando sarete grandi senza farvi velare dal pudore, cercatevi e stuzzicatevi, siate attente ai bisogni dell'altra come ora, quando una si accorge prima della mamma che l'altra ha bisogno di una mano
Difendete per tutta la vita il privilegio di essere quasi gemelle.
lunedì 19 ottobre 2015
Cara casetta/4
Cara Casetta,
un anno fa a quest'ora avevamo forse appena messo le nostre facce curiose dentro di te e ci eravamo innamorati.
Un anno fa speravamo che tu fossi finalmente quella giusta, dopo aver visto una quantità innumerevole di appartamenti, dopo aver perso gli occhi e il cuore dietro a due o tre opportunità sfumate poi d'improvviso, dopo esserci fatti soffiare sotto il naso quello che sembrava l'appartamento che faceva per noi e aver corteggiato invano due vecchietti che alla fine non ci hanno voluto vendere la loro "reggia"
Un anno fa non potevamo sperare che tu saresti diventata la nostra bellissima, calda, accogliente casetta, non sapevamo quanto ti saresti fatta attendere per farti bella, non immaginavamo tutte le vicissititudini che ci aspettavano nei mesi che stavano arrivando...
Cara casetta, da quasi due mesi ospiti i nostri passi, le nostre voci, i giochi e le risate delle bimbe, gli amici che già numerosi sono venuti a trovarci, i profumini della mia cucina e i rumoracci del mancato falegname, il pater familias...
Cara casetta, dopo due mesi ancora non smettiamo di aggirarci estasiati ripetendoci quanto sei venuta bene e quanto ci piaci...
Cara casetta, le cose da sistemare sono tante, i desideri e i sogni ancora di più....siamo felici di viverli dentro di te!
un anno fa a quest'ora avevamo forse appena messo le nostre facce curiose dentro di te e ci eravamo innamorati.
Un anno fa speravamo che tu fossi finalmente quella giusta, dopo aver visto una quantità innumerevole di appartamenti, dopo aver perso gli occhi e il cuore dietro a due o tre opportunità sfumate poi d'improvviso, dopo esserci fatti soffiare sotto il naso quello che sembrava l'appartamento che faceva per noi e aver corteggiato invano due vecchietti che alla fine non ci hanno voluto vendere la loro "reggia"
Un anno fa non potevamo sperare che tu saresti diventata la nostra bellissima, calda, accogliente casetta, non sapevamo quanto ti saresti fatta attendere per farti bella, non immaginavamo tutte le vicissititudini che ci aspettavano nei mesi che stavano arrivando...
Cara casetta, da quasi due mesi ospiti i nostri passi, le nostre voci, i giochi e le risate delle bimbe, gli amici che già numerosi sono venuti a trovarci, i profumini della mia cucina e i rumoracci del mancato falegname, il pater familias...
Cara casetta, dopo due mesi ancora non smettiamo di aggirarci estasiati ripetendoci quanto sei venuta bene e quanto ci piaci...
Cara casetta, le cose da sistemare sono tante, i desideri e i sogni ancora di più....siamo felici di viverli dentro di te!
mercoledì 14 ottobre 2015
10 giorni, ranocchietto!
10 giorni fa hai aperto i tuoi occhietti al mondo e da quel momento hai iniziato a regalare sbadigli a tutti e sorrisi pieni di fossette nelle tue guance cicciose...
-si lo so che non sono dei veri sorrisi ma quelli che si sciolgono per te non possono fare a meno di pensare che sotto sotto lo siano-
Da dieci giorni la tua mamma e il tuo papà hanno capito davvero cosa vuol dire avere sonno ma hanno anche capito cosa significhi tenere nelle braccia un piccolo miracolo
Tu stai lì tranquillo mentre tutti intorno a te ti annusano, ti guardano, ti studiano, ti coccolano; mangi dormi e fai tanta cacca -insomma, tutto tuo papà!-
Io invece sono qui a troppi chilometri di distanza, che consumo con gli occhi le tue foto e mi immagino quanta sarà l'emozione di averti tra le braccia quando finalmente potrò sentire il tuo odore e strapazzarti un po'!
Caro ranocchietto della zia, grazie per essere arrivato nelle nostre vite, grazie perchè questa emozione è nuova anche per me, per la prima volta zia di un nipotino parigino!
-si lo so che non sono dei veri sorrisi ma quelli che si sciolgono per te non possono fare a meno di pensare che sotto sotto lo siano-
Da dieci giorni la tua mamma e il tuo papà hanno capito davvero cosa vuol dire avere sonno ma hanno anche capito cosa significhi tenere nelle braccia un piccolo miracolo
Tu stai lì tranquillo mentre tutti intorno a te ti annusano, ti guardano, ti studiano, ti coccolano; mangi dormi e fai tanta cacca -insomma, tutto tuo papà!-
Io invece sono qui a troppi chilometri di distanza, che consumo con gli occhi le tue foto e mi immagino quanta sarà l'emozione di averti tra le braccia quando finalmente potrò sentire il tuo odore e strapazzarti un po'!
Caro ranocchietto della zia, grazie per essere arrivato nelle nostre vite, grazie perchè questa emozione è nuova anche per me, per la prima volta zia di un nipotino parigino!
sabato 3 ottobre 2015
Ehi, ricciolino!
Ehi, ricciolino, nipotino ancora innominato che te la dormi tranquillo nella panza della tua mamma.
Tutti intorno a te si agitano e ti ascoltano, ti spiano, ti vorrebbero tirare fuori da li, paranoici come solo i francesi possono essere, perfettini e meticolosi...hanno deciso che sei un po' piccolino e che quindi non si può aspettare oltre.
Ma tu te ne freghi e dormi beato, e io spero proprio che quando uscirai -in qualsiasi modo succederà- dimostrerai a tout le monde la tua bella ciccetta così che tutti finalmente si rilassino...
Ehi ricciolino, anche qui lontano lontano da te ci sono due nonni, due zii e due cuginette che ti aspettano ormai con una certa trepidazione, che si chiedono se assomiglierai di più a papà o alla mamma, se avrai tanti capelli e ricci come loro o se, in barba alla genetica, sarai bello pelato come la tua cuginetta grande quando è nata.
Hei ricciolino, in effetti non vediamo l'ora di coccolarti un po'... è arrivata l'ora di guardare con i tuoi occhietti quella bella torre alta alta tutta luminosa, quei parchi e giardini che qui ce li sogniamo, il mercato pieno di profumi e colori, le strade grandi, le persone di tutte le razze e lingue, quel fiume così placido, le facce curiose di tutti noi che già ti amiamo così tanto!
Tutti intorno a te si agitano e ti ascoltano, ti spiano, ti vorrebbero tirare fuori da li, paranoici come solo i francesi possono essere, perfettini e meticolosi...hanno deciso che sei un po' piccolino e che quindi non si può aspettare oltre.
Ma tu te ne freghi e dormi beato, e io spero proprio che quando uscirai -in qualsiasi modo succederà- dimostrerai a tout le monde la tua bella ciccetta così che tutti finalmente si rilassino...
Ehi ricciolino, anche qui lontano lontano da te ci sono due nonni, due zii e due cuginette che ti aspettano ormai con una certa trepidazione, che si chiedono se assomiglierai di più a papà o alla mamma, se avrai tanti capelli e ricci come loro o se, in barba alla genetica, sarai bello pelato come la tua cuginetta grande quando è nata.
Hei ricciolino, in effetti non vediamo l'ora di coccolarti un po'... è arrivata l'ora di guardare con i tuoi occhietti quella bella torre alta alta tutta luminosa, quei parchi e giardini che qui ce li sogniamo, il mercato pieno di profumi e colori, le strade grandi, le persone di tutte le razze e lingue, quel fiume così placido, le facce curiose di tutti noi che già ti amiamo così tanto!
lunedì 28 settembre 2015
Amica
Ciao Amica coraggiosa, l'amore e la necessità ti hanno portata lontanissima dall'altra parte del mondo e a quest'ora starai volando con i tuoi tre uomini, di cui due minuscoli, proprio verso quella città in cui chissà mai se io verrò a trovarti.
Sei stata qui tre settimane, hai respirato l'aria del tuo mare, hai riscoperto sapori che lì non puoi gustare, hai portato i tuoi piccoli ometti in giro per scoprire tutti gli angoli della tua città. Hai fatto vita mondana con le tue amiche storiche anche se probabilmente anche tu, ormai mamma, hai un ricordo lontano delle serate di una volta.
Ogni volta vederti è come ritornare sui banchi di quel liceo lasciato tanto tempo fa, sempre pettinata e con gli accessori perfettamente coordinati anche ora che non dormi più di tre ore di fila e ti dichiari esausta anche se a me sei sembrata splendente come al tuo solito!
Mi ricordo di te, tranquilla e con una pila di libri sulla cattedra accanto al caro Bonco, che ti preferiva spudoratamente e non faceva altro che tessere le tue lodi mentre ti interrogava di filosofia.
Io arrancavo dietro, non capendo chi avesse ragione, come si dovessero interpretare tutte quelle teorie e pensieri e sopratutto...perchè questi filosofi avessero scritto quella mole di libri partendo da un concetto così astratto.
Chissà se Bonco si sarebbe mai immaginato, quando ti interrogava indossando il suo orribile maglione bianco con le renne rosse, che la sua migliore alunna sarebbe migrata così lontano e avrebbe affrontato da sola tutte le difficoltà che una vita in un paese straniero ti mette davanti.
Ora mi fai ridere perchè ti confondi le parole e parli un po' italiano e po' spagnolo, l'accento l'hai perso per far spazio ad una bellissima cadenza messicana e di tanto in tanto ti fermi per chiedere come si dice in italiano una certa parola.
Ciao Amica, mi dispiace che queste settimane sono state piene anche per me, tra traslochi e inizi di scuola e siamo riuscite a vederci solo due volte....spero che la prossima sia molto presto e che prima o poi io possa venire a trovarti per vivere un po' la tua nuova vita.
Sei stata qui tre settimane, hai respirato l'aria del tuo mare, hai riscoperto sapori che lì non puoi gustare, hai portato i tuoi piccoli ometti in giro per scoprire tutti gli angoli della tua città. Hai fatto vita mondana con le tue amiche storiche anche se probabilmente anche tu, ormai mamma, hai un ricordo lontano delle serate di una volta.
Ogni volta vederti è come ritornare sui banchi di quel liceo lasciato tanto tempo fa, sempre pettinata e con gli accessori perfettamente coordinati anche ora che non dormi più di tre ore di fila e ti dichiari esausta anche se a me sei sembrata splendente come al tuo solito!
Mi ricordo di te, tranquilla e con una pila di libri sulla cattedra accanto al caro Bonco, che ti preferiva spudoratamente e non faceva altro che tessere le tue lodi mentre ti interrogava di filosofia.
Io arrancavo dietro, non capendo chi avesse ragione, come si dovessero interpretare tutte quelle teorie e pensieri e sopratutto...perchè questi filosofi avessero scritto quella mole di libri partendo da un concetto così astratto.
Chissà se Bonco si sarebbe mai immaginato, quando ti interrogava indossando il suo orribile maglione bianco con le renne rosse, che la sua migliore alunna sarebbe migrata così lontano e avrebbe affrontato da sola tutte le difficoltà che una vita in un paese straniero ti mette davanti.
Ora mi fai ridere perchè ti confondi le parole e parli un po' italiano e po' spagnolo, l'accento l'hai perso per far spazio ad una bellissima cadenza messicana e di tanto in tanto ti fermi per chiedere come si dice in italiano una certa parola.
Ciao Amica, mi dispiace che queste settimane sono state piene anche per me, tra traslochi e inizi di scuola e siamo riuscite a vederci solo due volte....spero che la prossima sia molto presto e che prima o poi io possa venire a trovarti per vivere un po' la tua nuova vita.
venerdì 18 settembre 2015
La prima è andata
L'unica mattina in cui ti abbiamo dovuta svegliare noi invece che trovarti pimpante in cucina
Quella cartella rossa che non ha pace, sempre aperta, chiusa, spostata, messa sulle spalle e tolta, messa sulla testa, passata a qualche grande perchè troppo pesante, portata con orgoglio
Un diario da esplorare e di cui ignoravi la funzione
Le corse al mattino dietro le tue gambette magre e veloci, impazienti di varcare il cancello verde
Il fiume di parole che mi ha travolto ogni giorno di questa tua prima settimana di scuola
Vederti allegra e agitata, felice e stanchissima in un turbinio di emozioni che ti ha letteralmente sfinita
Il tuo sorriso che spunta in mezzo alle altre testoline all'uscita delle 12,40
I tuoi primi compiti...i tuoi primi sbuffi
La prima settimana di scuola è volata in un soffio e ora sei nel tuo letto che fai riposare la testolina frastornata, mia bimba grande e ancora piccola, che hai affrontato tutto di petto, senza paura ma che ancora dormi con tre piccoli amici
Buona notte Martoletta, hai iniziato un cammino lunghissimo che spero ti darà grandi soddisfazioni. Per ora resta la curiosità e solo qualche piccolo dubbio: "Cinque anni di scuola elementare? Bhè non so se ce la farò ad arrivare fino alla fine!"
Quella cartella rossa che non ha pace, sempre aperta, chiusa, spostata, messa sulle spalle e tolta, messa sulla testa, passata a qualche grande perchè troppo pesante, portata con orgoglio
Un diario da esplorare e di cui ignoravi la funzione
Le corse al mattino dietro le tue gambette magre e veloci, impazienti di varcare il cancello verde
Il fiume di parole che mi ha travolto ogni giorno di questa tua prima settimana di scuola
Vederti allegra e agitata, felice e stanchissima in un turbinio di emozioni che ti ha letteralmente sfinita
Il tuo sorriso che spunta in mezzo alle altre testoline all'uscita delle 12,40
I tuoi primi compiti...i tuoi primi sbuffi
La prima settimana di scuola è volata in un soffio e ora sei nel tuo letto che fai riposare la testolina frastornata, mia bimba grande e ancora piccola, che hai affrontato tutto di petto, senza paura ma che ancora dormi con tre piccoli amici
Buona notte Martoletta, hai iniziato un cammino lunghissimo che spero ti darà grandi soddisfazioni. Per ora resta la curiosità e solo qualche piccolo dubbio: "Cinque anni di scuola elementare? Bhè non so se ce la farò ad arrivare fino alla fine!"
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