A voi quasi gemelle che l'estate e la scuola hanno provveduto a far maturare in modo diverso, che restate sempre quasi gemelle ma ora una ha preso la fuga e chissà quando l'altra la raggiugerà.
A voi miei piccoli soli, che illuminate le nostre giornate con le vostre faccine allegre, con i discorsi curiosi, con le nuove canzoni imparate negli ultimi tempi
A voi che camminate sul sentiero tenendovi la mano, che su un prato vi correte incontro a braccia aperte per poi rotolare tra i ricci e le foglie secche, che vi spartite tutto, dall'ultimo formaggino alle forze residue di papà e questa è una palestra di vita preziosa
Parlo a voi che fate i compiti chi per davvero, chi per solidarietà, che da quando eravate piccolissime siete una l'intrattenimento dell'altra, che vi difendete e custodite
Non permettete al tempo e alle persone di rovinare questo legame che il destino vi ha regalato facendovi nascere quasi gemelle, non dimenticatevi dei bagnetti fatti insieme e delle bolle sotto l'acqua della vasca, delle risate piene e complici che hanno riempito la vostra cameretta
Non lasciatevi allontanare da un litigio ma ricordatevi come era bello fare pace subito ("dai facciamo pace così siamo di nuovo felici"), scambiatevi sempre quei bacini morbidi, anche quando sarete grandi senza farvi velare dal pudore, cercatevi e stuzzicatevi, siate attente ai bisogni dell'altra come ora, quando una si accorge prima della mamma che l'altra ha bisogno di una mano
Difendete per tutta la vita il privilegio di essere quasi gemelle.
ma anche come Marta, Margherita e Matilde, i miei tre fiorellini e come Marco, il mio gigante buono!
mercoledì 28 ottobre 2015
lunedì 19 ottobre 2015
Cara casetta/4
Cara Casetta,
un anno fa a quest'ora avevamo forse appena messo le nostre facce curiose dentro di te e ci eravamo innamorati.
Un anno fa speravamo che tu fossi finalmente quella giusta, dopo aver visto una quantità innumerevole di appartamenti, dopo aver perso gli occhi e il cuore dietro a due o tre opportunità sfumate poi d'improvviso, dopo esserci fatti soffiare sotto il naso quello che sembrava l'appartamento che faceva per noi e aver corteggiato invano due vecchietti che alla fine non ci hanno voluto vendere la loro "reggia"
Un anno fa non potevamo sperare che tu saresti diventata la nostra bellissima, calda, accogliente casetta, non sapevamo quanto ti saresti fatta attendere per farti bella, non immaginavamo tutte le vicissititudini che ci aspettavano nei mesi che stavano arrivando...
Cara casetta, da quasi due mesi ospiti i nostri passi, le nostre voci, i giochi e le risate delle bimbe, gli amici che già numerosi sono venuti a trovarci, i profumini della mia cucina e i rumoracci del mancato falegname, il pater familias...
Cara casetta, dopo due mesi ancora non smettiamo di aggirarci estasiati ripetendoci quanto sei venuta bene e quanto ci piaci...
Cara casetta, le cose da sistemare sono tante, i desideri e i sogni ancora di più....siamo felici di viverli dentro di te!
un anno fa a quest'ora avevamo forse appena messo le nostre facce curiose dentro di te e ci eravamo innamorati.
Un anno fa speravamo che tu fossi finalmente quella giusta, dopo aver visto una quantità innumerevole di appartamenti, dopo aver perso gli occhi e il cuore dietro a due o tre opportunità sfumate poi d'improvviso, dopo esserci fatti soffiare sotto il naso quello che sembrava l'appartamento che faceva per noi e aver corteggiato invano due vecchietti che alla fine non ci hanno voluto vendere la loro "reggia"
Un anno fa non potevamo sperare che tu saresti diventata la nostra bellissima, calda, accogliente casetta, non sapevamo quanto ti saresti fatta attendere per farti bella, non immaginavamo tutte le vicissititudini che ci aspettavano nei mesi che stavano arrivando...
Cara casetta, da quasi due mesi ospiti i nostri passi, le nostre voci, i giochi e le risate delle bimbe, gli amici che già numerosi sono venuti a trovarci, i profumini della mia cucina e i rumoracci del mancato falegname, il pater familias...
Cara casetta, dopo due mesi ancora non smettiamo di aggirarci estasiati ripetendoci quanto sei venuta bene e quanto ci piaci...
Cara casetta, le cose da sistemare sono tante, i desideri e i sogni ancora di più....siamo felici di viverli dentro di te!
mercoledì 14 ottobre 2015
10 giorni, ranocchietto!
10 giorni fa hai aperto i tuoi occhietti al mondo e da quel momento hai iniziato a regalare sbadigli a tutti e sorrisi pieni di fossette nelle tue guance cicciose...
-si lo so che non sono dei veri sorrisi ma quelli che si sciolgono per te non possono fare a meno di pensare che sotto sotto lo siano-
Da dieci giorni la tua mamma e il tuo papà hanno capito davvero cosa vuol dire avere sonno ma hanno anche capito cosa significhi tenere nelle braccia un piccolo miracolo
Tu stai lì tranquillo mentre tutti intorno a te ti annusano, ti guardano, ti studiano, ti coccolano; mangi dormi e fai tanta cacca -insomma, tutto tuo papà!-
Io invece sono qui a troppi chilometri di distanza, che consumo con gli occhi le tue foto e mi immagino quanta sarà l'emozione di averti tra le braccia quando finalmente potrò sentire il tuo odore e strapazzarti un po'!
Caro ranocchietto della zia, grazie per essere arrivato nelle nostre vite, grazie perchè questa emozione è nuova anche per me, per la prima volta zia di un nipotino parigino!
-si lo so che non sono dei veri sorrisi ma quelli che si sciolgono per te non possono fare a meno di pensare che sotto sotto lo siano-
Da dieci giorni la tua mamma e il tuo papà hanno capito davvero cosa vuol dire avere sonno ma hanno anche capito cosa significhi tenere nelle braccia un piccolo miracolo
Tu stai lì tranquillo mentre tutti intorno a te ti annusano, ti guardano, ti studiano, ti coccolano; mangi dormi e fai tanta cacca -insomma, tutto tuo papà!-
Io invece sono qui a troppi chilometri di distanza, che consumo con gli occhi le tue foto e mi immagino quanta sarà l'emozione di averti tra le braccia quando finalmente potrò sentire il tuo odore e strapazzarti un po'!
Caro ranocchietto della zia, grazie per essere arrivato nelle nostre vite, grazie perchè questa emozione è nuova anche per me, per la prima volta zia di un nipotino parigino!
sabato 3 ottobre 2015
Ehi, ricciolino!
Ehi, ricciolino, nipotino ancora innominato che te la dormi tranquillo nella panza della tua mamma.
Tutti intorno a te si agitano e ti ascoltano, ti spiano, ti vorrebbero tirare fuori da li, paranoici come solo i francesi possono essere, perfettini e meticolosi...hanno deciso che sei un po' piccolino e che quindi non si può aspettare oltre.
Ma tu te ne freghi e dormi beato, e io spero proprio che quando uscirai -in qualsiasi modo succederà- dimostrerai a tout le monde la tua bella ciccetta così che tutti finalmente si rilassino...
Ehi ricciolino, anche qui lontano lontano da te ci sono due nonni, due zii e due cuginette che ti aspettano ormai con una certa trepidazione, che si chiedono se assomiglierai di più a papà o alla mamma, se avrai tanti capelli e ricci come loro o se, in barba alla genetica, sarai bello pelato come la tua cuginetta grande quando è nata.
Hei ricciolino, in effetti non vediamo l'ora di coccolarti un po'... è arrivata l'ora di guardare con i tuoi occhietti quella bella torre alta alta tutta luminosa, quei parchi e giardini che qui ce li sogniamo, il mercato pieno di profumi e colori, le strade grandi, le persone di tutte le razze e lingue, quel fiume così placido, le facce curiose di tutti noi che già ti amiamo così tanto!
Tutti intorno a te si agitano e ti ascoltano, ti spiano, ti vorrebbero tirare fuori da li, paranoici come solo i francesi possono essere, perfettini e meticolosi...hanno deciso che sei un po' piccolino e che quindi non si può aspettare oltre.
Ma tu te ne freghi e dormi beato, e io spero proprio che quando uscirai -in qualsiasi modo succederà- dimostrerai a tout le monde la tua bella ciccetta così che tutti finalmente si rilassino...
Ehi ricciolino, anche qui lontano lontano da te ci sono due nonni, due zii e due cuginette che ti aspettano ormai con una certa trepidazione, che si chiedono se assomiglierai di più a papà o alla mamma, se avrai tanti capelli e ricci come loro o se, in barba alla genetica, sarai bello pelato come la tua cuginetta grande quando è nata.
Hei ricciolino, in effetti non vediamo l'ora di coccolarti un po'... è arrivata l'ora di guardare con i tuoi occhietti quella bella torre alta alta tutta luminosa, quei parchi e giardini che qui ce li sogniamo, il mercato pieno di profumi e colori, le strade grandi, le persone di tutte le razze e lingue, quel fiume così placido, le facce curiose di tutti noi che già ti amiamo così tanto!
lunedì 28 settembre 2015
Amica
Ciao Amica coraggiosa, l'amore e la necessità ti hanno portata lontanissima dall'altra parte del mondo e a quest'ora starai volando con i tuoi tre uomini, di cui due minuscoli, proprio verso quella città in cui chissà mai se io verrò a trovarti.
Sei stata qui tre settimane, hai respirato l'aria del tuo mare, hai riscoperto sapori che lì non puoi gustare, hai portato i tuoi piccoli ometti in giro per scoprire tutti gli angoli della tua città. Hai fatto vita mondana con le tue amiche storiche anche se probabilmente anche tu, ormai mamma, hai un ricordo lontano delle serate di una volta.
Ogni volta vederti è come ritornare sui banchi di quel liceo lasciato tanto tempo fa, sempre pettinata e con gli accessori perfettamente coordinati anche ora che non dormi più di tre ore di fila e ti dichiari esausta anche se a me sei sembrata splendente come al tuo solito!
Mi ricordo di te, tranquilla e con una pila di libri sulla cattedra accanto al caro Bonco, che ti preferiva spudoratamente e non faceva altro che tessere le tue lodi mentre ti interrogava di filosofia.
Io arrancavo dietro, non capendo chi avesse ragione, come si dovessero interpretare tutte quelle teorie e pensieri e sopratutto...perchè questi filosofi avessero scritto quella mole di libri partendo da un concetto così astratto.
Chissà se Bonco si sarebbe mai immaginato, quando ti interrogava indossando il suo orribile maglione bianco con le renne rosse, che la sua migliore alunna sarebbe migrata così lontano e avrebbe affrontato da sola tutte le difficoltà che una vita in un paese straniero ti mette davanti.
Ora mi fai ridere perchè ti confondi le parole e parli un po' italiano e po' spagnolo, l'accento l'hai perso per far spazio ad una bellissima cadenza messicana e di tanto in tanto ti fermi per chiedere come si dice in italiano una certa parola.
Ciao Amica, mi dispiace che queste settimane sono state piene anche per me, tra traslochi e inizi di scuola e siamo riuscite a vederci solo due volte....spero che la prossima sia molto presto e che prima o poi io possa venire a trovarti per vivere un po' la tua nuova vita.
Sei stata qui tre settimane, hai respirato l'aria del tuo mare, hai riscoperto sapori che lì non puoi gustare, hai portato i tuoi piccoli ometti in giro per scoprire tutti gli angoli della tua città. Hai fatto vita mondana con le tue amiche storiche anche se probabilmente anche tu, ormai mamma, hai un ricordo lontano delle serate di una volta.
Ogni volta vederti è come ritornare sui banchi di quel liceo lasciato tanto tempo fa, sempre pettinata e con gli accessori perfettamente coordinati anche ora che non dormi più di tre ore di fila e ti dichiari esausta anche se a me sei sembrata splendente come al tuo solito!
Mi ricordo di te, tranquilla e con una pila di libri sulla cattedra accanto al caro Bonco, che ti preferiva spudoratamente e non faceva altro che tessere le tue lodi mentre ti interrogava di filosofia.
Io arrancavo dietro, non capendo chi avesse ragione, come si dovessero interpretare tutte quelle teorie e pensieri e sopratutto...perchè questi filosofi avessero scritto quella mole di libri partendo da un concetto così astratto.
Chissà se Bonco si sarebbe mai immaginato, quando ti interrogava indossando il suo orribile maglione bianco con le renne rosse, che la sua migliore alunna sarebbe migrata così lontano e avrebbe affrontato da sola tutte le difficoltà che una vita in un paese straniero ti mette davanti.
Ora mi fai ridere perchè ti confondi le parole e parli un po' italiano e po' spagnolo, l'accento l'hai perso per far spazio ad una bellissima cadenza messicana e di tanto in tanto ti fermi per chiedere come si dice in italiano una certa parola.
Ciao Amica, mi dispiace che queste settimane sono state piene anche per me, tra traslochi e inizi di scuola e siamo riuscite a vederci solo due volte....spero che la prossima sia molto presto e che prima o poi io possa venire a trovarti per vivere un po' la tua nuova vita.
venerdì 18 settembre 2015
La prima è andata
L'unica mattina in cui ti abbiamo dovuta svegliare noi invece che trovarti pimpante in cucina
Quella cartella rossa che non ha pace, sempre aperta, chiusa, spostata, messa sulle spalle e tolta, messa sulla testa, passata a qualche grande perchè troppo pesante, portata con orgoglio
Un diario da esplorare e di cui ignoravi la funzione
Le corse al mattino dietro le tue gambette magre e veloci, impazienti di varcare il cancello verde
Il fiume di parole che mi ha travolto ogni giorno di questa tua prima settimana di scuola
Vederti allegra e agitata, felice e stanchissima in un turbinio di emozioni che ti ha letteralmente sfinita
Il tuo sorriso che spunta in mezzo alle altre testoline all'uscita delle 12,40
I tuoi primi compiti...i tuoi primi sbuffi
La prima settimana di scuola è volata in un soffio e ora sei nel tuo letto che fai riposare la testolina frastornata, mia bimba grande e ancora piccola, che hai affrontato tutto di petto, senza paura ma che ancora dormi con tre piccoli amici
Buona notte Martoletta, hai iniziato un cammino lunghissimo che spero ti darà grandi soddisfazioni. Per ora resta la curiosità e solo qualche piccolo dubbio: "Cinque anni di scuola elementare? Bhè non so se ce la farò ad arrivare fino alla fine!"
Quella cartella rossa che non ha pace, sempre aperta, chiusa, spostata, messa sulle spalle e tolta, messa sulla testa, passata a qualche grande perchè troppo pesante, portata con orgoglio
Un diario da esplorare e di cui ignoravi la funzione
Le corse al mattino dietro le tue gambette magre e veloci, impazienti di varcare il cancello verde
Il fiume di parole che mi ha travolto ogni giorno di questa tua prima settimana di scuola
Vederti allegra e agitata, felice e stanchissima in un turbinio di emozioni che ti ha letteralmente sfinita
Il tuo sorriso che spunta in mezzo alle altre testoline all'uscita delle 12,40
I tuoi primi compiti...i tuoi primi sbuffi
La prima settimana di scuola è volata in un soffio e ora sei nel tuo letto che fai riposare la testolina frastornata, mia bimba grande e ancora piccola, che hai affrontato tutto di petto, senza paura ma che ancora dormi con tre piccoli amici
Buona notte Martoletta, hai iniziato un cammino lunghissimo che spero ti darà grandi soddisfazioni. Per ora resta la curiosità e solo qualche piccolo dubbio: "Cinque anni di scuola elementare? Bhè non so se ce la farò ad arrivare fino alla fine!"
domenica 13 settembre 2015
Cinque gattini
Uno grasso, uno dormiglione, uno piccolo, uno giocherellone e uno monello che con una zampa ha acchiappato un topino.
Cinque gattini sulla tua torta quest'anno e una festa, una vera festa come ai nostri tempi: in casa con le tue amiche più strette, i palloncini, le tue bambole, correre dappertutto giocando a nascondino, la torta mangiata con calma intorno ad un tavolo, pochi regali e molto divertimento.
Hai anche messo in riga tutte le tue amiche: "Chi non mette a posto non mangia la torta!" e loro, obbedienti, hanno eseguito gli ordini...quando sono andate via la cameretta non era un campo di battaglia e io non potevo credere ai miei occhi.
Gatta eri e gatta rimani, coccolona e tenera con tutti, ma anche risoluta e intraprendente.
In questi giorni sei corsa felice all'asilo piangendo solamente perchè il primo giorno volevo venire a prenderti presto, racconti a tutti della tua vacanza a San benedetto del Tronto, ti dedichi con pazienza e tenerezza a tutti i bimbi piccoli che incontri nel tuo gioioso cammino, mangi frutta in quantità industriali e ti piacciono sempre i cococorn che pronunci con la r arrotolata
Stai imparando a condividere le tue cose con gli altri anche se qualche volta una manina troppo veloce ha fatto entrare in bocca anche il dolcino di tua sorella...ma ci stiamo lavorando e penso proprio che siamo sulla buona strada
Pensi spesso ai tuoi zii Parigini e a questo cuginetto che ancora non si decide a nascere, presto ti tufferai impavida in piscina con il nuovo costumino che proprio loro ti hanno regalato, pieno di cuori e svolazzi, come piace a te!
Al mattino scalpiti per scegliere quello che devi indossare e per ora la battaglia la vinco ancora io ma non so quanto durerà, ti sei dimostrata molto paziente quando abbiamo impiegato una intera mattina a comprare il necessario per la scuola di Marta senza dare cenni di fastidio...questo ti ha fatto meritare una trombetta per la tua bici, piccola ma molto chic, a forma di fiocco di Minnie!
Cinque anni fa a quest'ora ero a letto e mi sentivo un po' infastidita...4 ore dopo avresti fatto il tuo prorompente ingresso nel mondo, iniziando a strillare quando di te si vedeva solo la testa...
Tanti auguri mia piccola, dolce e coccolosa Lalli...anzi Maggie come ora chiedi di essere chiamata!
Cinque gattini sulla tua torta quest'anno e una festa, una vera festa come ai nostri tempi: in casa con le tue amiche più strette, i palloncini, le tue bambole, correre dappertutto giocando a nascondino, la torta mangiata con calma intorno ad un tavolo, pochi regali e molto divertimento.
Hai anche messo in riga tutte le tue amiche: "Chi non mette a posto non mangia la torta!" e loro, obbedienti, hanno eseguito gli ordini...quando sono andate via la cameretta non era un campo di battaglia e io non potevo credere ai miei occhi.
Gatta eri e gatta rimani, coccolona e tenera con tutti, ma anche risoluta e intraprendente.
In questi giorni sei corsa felice all'asilo piangendo solamente perchè il primo giorno volevo venire a prenderti presto, racconti a tutti della tua vacanza a San benedetto del Tronto, ti dedichi con pazienza e tenerezza a tutti i bimbi piccoli che incontri nel tuo gioioso cammino, mangi frutta in quantità industriali e ti piacciono sempre i cococorn che pronunci con la r arrotolata
Stai imparando a condividere le tue cose con gli altri anche se qualche volta una manina troppo veloce ha fatto entrare in bocca anche il dolcino di tua sorella...ma ci stiamo lavorando e penso proprio che siamo sulla buona strada
Pensi spesso ai tuoi zii Parigini e a questo cuginetto che ancora non si decide a nascere, presto ti tufferai impavida in piscina con il nuovo costumino che proprio loro ti hanno regalato, pieno di cuori e svolazzi, come piace a te!
Al mattino scalpiti per scegliere quello che devi indossare e per ora la battaglia la vinco ancora io ma non so quanto durerà, ti sei dimostrata molto paziente quando abbiamo impiegato una intera mattina a comprare il necessario per la scuola di Marta senza dare cenni di fastidio...questo ti ha fatto meritare una trombetta per la tua bici, piccola ma molto chic, a forma di fiocco di Minnie!
Cinque anni fa a quest'ora ero a letto e mi sentivo un po' infastidita...4 ore dopo avresti fatto il tuo prorompente ingresso nel mondo, iniziando a strillare quando di te si vedeva solo la testa...
Tanti auguri mia piccola, dolce e coccolosa Lalli...anzi Maggie come ora chiedi di essere chiamata!
sabato 12 settembre 2015
Questa attesa ci distrugge
Ormai mancano solo tre giorni e poi anche Marta farà il suo ingresso alla scuola elementare.
I libri riposano ancora accanto ai quaderni e alle fascette di tutti i colori, lo zaino e l'astuccio rosso si fanno compagnia dentro l'armadio, i grembiuli blu con le inziali ricamate con tanta pazienza dalla nonna D. fremono impazienti di essere indossati...
Tutto è pronto, o quasi...
Questi giorni di vacanza solitaria, senza Marghe che già svolazza felice all'asilo fanno sembrare l'attesa ancora più lunga.
"Sai mamma, quando penso che tra poco davvero inizia la scuola mi sento un po' felice e un po' -la voce si incrina- emozionata!
Hai proprio ragione, mia piccola e grande Marta ...anche io mi sento felice ed emozionata. e non ti assicuro di riuscire a trattenere le lacrme martedi prossimo, quando entrerai da quel cancello verde che ha visto passare ogni giorno un po' più grandi, me e il tuo papà!
I libri riposano ancora accanto ai quaderni e alle fascette di tutti i colori, lo zaino e l'astuccio rosso si fanno compagnia dentro l'armadio, i grembiuli blu con le inziali ricamate con tanta pazienza dalla nonna D. fremono impazienti di essere indossati...
Tutto è pronto, o quasi...
Questi giorni di vacanza solitaria, senza Marghe che già svolazza felice all'asilo fanno sembrare l'attesa ancora più lunga.
"Sai mamma, quando penso che tra poco davvero inizia la scuola mi sento un po' felice e un po' -la voce si incrina- emozionata!
Hai proprio ragione, mia piccola e grande Marta ...anche io mi sento felice ed emozionata. e non ti assicuro di riuscire a trattenere le lacrme martedi prossimo, quando entrerai da quel cancello verde che ha visto passare ogni giorno un po' più grandi, me e il tuo papà!
domenica 6 settembre 2015
90
Chissà se quel giorno di 90 anni fa splendeva il sole a Messina.
Chissà se tuo papà sperava in un bel maschietto, e invece ha dovuto aspettare il terzo tentativo per soddisfare le sue aspettative.
Chissà che infanzia tutta diversa da quella delle tue bis-nipotine hai vissuto, quali erano i tuoi giochi, i tuoi doveri, i tuoi desideri.
Chissà se ti saresti immaginata di festeggiare i tuoi 18 anni sotto le bombe, le sirene, il cuore in gola, la corsa nei rifugi con la pancia piena: "almeno se muoio, muoio sazia...che sennò quando torniamo a casa ci trovavo tutti i calcinacci dentro la minestra!"
Chissà che stranezza queste uscite con un giovane fidanzato e dietro tutta la famiglia..."non siamo mai usciti da soli, prima di sposarci!"
Chissà che nodo in gola avevi lasciando la tua Sicilia per seguirlo una volta diventata sua moglie, dal sole della tua terra alla nebbia della collina...per fortuna dopo qualche mese sei riuscita a raggiungere di nuovo il mare anche se la città era tutta nuova e sconosciuta. Sei venuta ad abitare proprio di fronte a dove siamo noi adesso e la cosa mi fa un po' pensare...
Chissà che gioia quando piano piano tutta la famiglia ti ha raggiunta qui, al Nord, pezzettino dopo pezzettino.
Chissà, chissà quanti cambiamenti, quante cose stotte hai visto, quante cose affascinanti: la prima televisione, la lavatrice, il telefono in casa, la macchina....
Poi, dopo tanti anni siamo arrivate noi, le prime due nipotine femmine dopo due figlie femmine...
Finalmente ecco il maschio-il principino come abbiamo sempre chiamato mio fratello- spurodatamente preferito senza nascondere anzi rivendicando questo privilegio accordatogli grazie al merito di essere un bambino.
Chissà quante ore ha passato a raccontarci storie, a farci giocare a carte, a insegnarci i rudimenti del ricamo, a ricordare le storie della guerra, a sedare litigi.
Chissà quante ore hai speso per la sua Parrocchia, tra le sue consorelle, qualcuna più saggia qualcun'altra che...non capisce niente!
Chissà che strano ritrovarsi bisnonna, mi piace sentirla quando spiega qualcosa alle bimbe che, con occhi sgranati la ascoltano rapite....
Chissà se stasera ti addormenterai felice per la festa di oggi, chissà se ti saresti mai aspettata di festeggiare queste due cifre che tu scherzosamente hai girato al contrario, facendole diventare solo uno 06....
Spero che tu viva tutto quello che ti resta con la stessa grinta e buonumore di oggi.
La tua prima (ma imperfetta in quanto femmina) nipote,
Chiara
Chissà se tuo papà sperava in un bel maschietto, e invece ha dovuto aspettare il terzo tentativo per soddisfare le sue aspettative.
Chissà che infanzia tutta diversa da quella delle tue bis-nipotine hai vissuto, quali erano i tuoi giochi, i tuoi doveri, i tuoi desideri.
Chissà se ti saresti immaginata di festeggiare i tuoi 18 anni sotto le bombe, le sirene, il cuore in gola, la corsa nei rifugi con la pancia piena: "almeno se muoio, muoio sazia...che sennò quando torniamo a casa ci trovavo tutti i calcinacci dentro la minestra!"
Chissà che stranezza queste uscite con un giovane fidanzato e dietro tutta la famiglia..."non siamo mai usciti da soli, prima di sposarci!"
Chissà che nodo in gola avevi lasciando la tua Sicilia per seguirlo una volta diventata sua moglie, dal sole della tua terra alla nebbia della collina...per fortuna dopo qualche mese sei riuscita a raggiungere di nuovo il mare anche se la città era tutta nuova e sconosciuta. Sei venuta ad abitare proprio di fronte a dove siamo noi adesso e la cosa mi fa un po' pensare...
Chissà che gioia quando piano piano tutta la famiglia ti ha raggiunta qui, al Nord, pezzettino dopo pezzettino.
Chissà, chissà quanti cambiamenti, quante cose stotte hai visto, quante cose affascinanti: la prima televisione, la lavatrice, il telefono in casa, la macchina....
Poi, dopo tanti anni siamo arrivate noi, le prime due nipotine femmine dopo due figlie femmine...
Finalmente ecco il maschio-il principino come abbiamo sempre chiamato mio fratello- spurodatamente preferito senza nascondere anzi rivendicando questo privilegio accordatogli grazie al merito di essere un bambino.
Chissà quante ore ha passato a raccontarci storie, a farci giocare a carte, a insegnarci i rudimenti del ricamo, a ricordare le storie della guerra, a sedare litigi.
Chissà quante ore hai speso per la sua Parrocchia, tra le sue consorelle, qualcuna più saggia qualcun'altra che...non capisce niente!
Chissà che strano ritrovarsi bisnonna, mi piace sentirla quando spiega qualcosa alle bimbe che, con occhi sgranati la ascoltano rapite....
Chissà se stasera ti addormenterai felice per la festa di oggi, chissà se ti saresti mai aspettata di festeggiare queste due cifre che tu scherzosamente hai girato al contrario, facendole diventare solo uno 06....
Spero che tu viva tutto quello che ti resta con la stessa grinta e buonumore di oggi.
La tua prima (ma imperfetta in quanto femmina) nipote,
Chiara
sabato 29 agosto 2015
Pazza pazza estate
Tra una manciata di giorni finirà e chissà se sarà proprio con il botto: la nascita del mio attesissimo nipotino, ancorchè finora innominato...
Pazza, piena e calda estate senza sosta, ci ha fatti pendolare tra la montagna e il mare, prima un lungo viaggio in nave e poi un' estenuante strada sul nostro amato Bipper che ha macinato kilometri fino a Grottammare. Noi tre donnine ci siamo -ahimè- dovute sacrificare per seguire papà che andava a lavorare fino lì, abbiamo sopportato intere giornate di mare e piscina, abbiamo dovuto farci offrire luculliani pranzi e cene a base di pesce (che quando è gratis ha tutto un altro sapore!), siamo anche state in compagnia dei tre bimbi del capo e della sua fantastica, pazientissima, grandiosa moglie chiacchierando e giocando insieme a meraviglia tutto il giorno, come se ci conoscessimo da sempre.
A tutto questo mare abbiamo inframmezzato la montagna, riuscendo anche quest'anno a raggiungere quota 2000m e scambiando merende e panini con i nostri amici
Questa estate ci ha portato la casa e ci ritroviamo come bambini con un giocattolo tanto desiderato: ci guardiamo inebetiti negli occhi ripetendoci in continuazione:"oh, che bella è casa nostra?", incuranti della polvere, della fatica, delle tante scatole ancora da aprire, gli armadi ancora da montare, le lampadine da sostituire, i tre piani a piedi senza ascensore, i soldi che ormai, come un'emorragia, escono escono da qualche mese a questa parte
Cenando ci dicevamo che bisogna ancora un po' abituarsi a stare qui, che ci sembra di essere in una vacanza dove tutto è nuovo e meraviglioso e strano
Stasera guardavamo la processione della parrocchia che sfilava sotto le nostre finestre, Marta felice per il suono della banda e Marghe che, urlando, invitava le sue amiche a venire a vedere la sua casa nuova
Ecco, ci siamo: inizia un nuovo capitolo...
Pazza, piena e calda estate senza sosta, ci ha fatti pendolare tra la montagna e il mare, prima un lungo viaggio in nave e poi un' estenuante strada sul nostro amato Bipper che ha macinato kilometri fino a Grottammare. Noi tre donnine ci siamo -ahimè- dovute sacrificare per seguire papà che andava a lavorare fino lì, abbiamo sopportato intere giornate di mare e piscina, abbiamo dovuto farci offrire luculliani pranzi e cene a base di pesce (che quando è gratis ha tutto un altro sapore!), siamo anche state in compagnia dei tre bimbi del capo e della sua fantastica, pazientissima, grandiosa moglie chiacchierando e giocando insieme a meraviglia tutto il giorno, come se ci conoscessimo da sempre.
A tutto questo mare abbiamo inframmezzato la montagna, riuscendo anche quest'anno a raggiungere quota 2000m e scambiando merende e panini con i nostri amici
Questa estate ci ha portato la casa e ci ritroviamo come bambini con un giocattolo tanto desiderato: ci guardiamo inebetiti negli occhi ripetendoci in continuazione:"oh, che bella è casa nostra?", incuranti della polvere, della fatica, delle tante scatole ancora da aprire, gli armadi ancora da montare, le lampadine da sostituire, i tre piani a piedi senza ascensore, i soldi che ormai, come un'emorragia, escono escono da qualche mese a questa parte
Cenando ci dicevamo che bisogna ancora un po' abituarsi a stare qui, che ci sembra di essere in una vacanza dove tutto è nuovo e meraviglioso e strano
Stasera guardavamo la processione della parrocchia che sfilava sotto le nostre finestre, Marta felice per il suono della banda e Marghe che, urlando, invitava le sue amiche a venire a vedere la sua casa nuova
Ecco, ci siamo: inizia un nuovo capitolo...
Iscriviti a:
Post (Atom)