sabato 8 gennaio 2022

La speranza di non perdere la speranza

Caro anno nuovo, te lo confesso, sono un po' stanchina.
Questa volta, forse per la prima volta, non ho voglia di fare liste di buoni propositi e di progetti.
Navighiamo di nuovo a vista e le cose si ribaltano da un momento all'altro.
Abbiamo resistito fino alla fine schivando quarantene e tamponi ma questa coda d' inverno è lunga da far passare e ricominciamo con la certezza che ci fermeremo presto, necessariamente.
Il lavoro mi risucchia con i suoi ritmi estenuanti, le discussioni, sempre le stesse, che prima portavo avanti fiera e spavalda ora mi esasperano e mi chiedo quanto potrà durare l'assurda ottusa resistenza di chi non vuole arrendersi.
Con i colleghi bisogna usare dosi crescenti di diplomazia e pazienza perché o ci si prende per mano oppure affonderemo, insieme o separati.
I pensieri alle situazioni difficili intorno mi accompagnano costantemente e odio dover fare i conti con la realtà di non poter fare niente per cambiare le cose.
Nonostante tutto siamo riusciti a ritagliarci un po'di tempo per stare insieme, per una mini vacanza senza orari e senza obblighi, per stupirci di posti nuovi e gioire di quelle cose di poco conto che poi sono quelle che restano nei ricordi.
Nonostante la fatica è stato un buon inizio e voglio convincermi che sia l'antipasto di questo anno tutto nuovo, in cui cercherò ancora una volta di non perdere l'ottimismo e la speranza.

lunedì 20 dicembre 2021

Di buchi, pandolci e giornate inaspettate

Succede che tua sorella è in quarantena per una compagna di classe positiva e tu sei costretta a saltare l'asilo per qualche giorno.
Succede che la farmacia è stranamente vuota e con la mamma decidete di fare i buchi alle orecchie, traguardo rimandato e atteso da mesi.
Succede che, nonostante il male provato, la vanità abbia la meglio e tu vada in giro con il collo tirato e le orecchie ben in vista per farti ammirare da tutti.
Succede che dopo la spesa e una visitina alla nonnabis si torni a casa e si inizino a impastare piccoli pandolci per le tue maestre e la cuoca A.
Succede che, approfittando dell'assenza dell'altra sorella, tu le sottrai il prezioso maneggio dei Playmobil e passi il resto del tempo a inventarti "storie lunghe e storie corte"
Succede che le tue sorelle ti riempiono di baci e complimenti alla vista degli orecchini

Succede che questa giornata partita con tristezza perché "all'asilo tutti mi vogliono e se non ci sono saranno disperati" si trasformi in una giornata speciale, piena di momenti da ricordare e di sorrisi complici tra di noi...

martedì 14 dicembre 2021

Il salto del lattaio

Ricordo benissimo la prima volta che ho iniziato a provare a ballare: ero davanti alla TV, avrò avuto forse tre, quattro anni e vidi un ballerino fare una spaccata frontale saltando in alto.
Questa acrobazia, che una mia amica tanti anni dopo ribattezzò "il salto del lattaio" mi valse il primo trofeo ad una gara di danza in quel di Senigallia.
Nel tempo si sono susseguite tante ore di allenamento, le bramate punte, i piedi incerottati e puntualmente sbucciati, le prove che iniziavano a Febbraio e finivano a Giugno, le urla della maestra F., temuta e adorata allo stesso tempo.
L'emozione e la paura di stare sul palco, la vergogna per alcune parti davvero imbarazzanti (le famose "cozze" in cui ballavamo con una conchiglia di gommapiuma legata in vita), la soddisfazione e il panico di aprire da solista un saggio, le gare, le amicizie e il momento in cui capii che quello era davvero l'ultimo anno.

La voglia di ballare però non è mai passata e ho sempre cercato di imparare qualcosa di nuovo: l'anno di lavoro a Milano mi portò il corso di ballo liscio con i miei colleghi e poi ultimamente la Zumba, con cui ho riscoperto che il mio cervello era ancora plasmato per guidare gambe e coordinazione.
Quest'anno quasi per caso ho incontrato sulla mia strada un nuovo ballo, delle nuove istruttrici e un piccolo gruppo che si è trovato subito in grande sintonia.

Un'altra strada è iniziata anche se non so quanto durerà e cosa mi porterà...per adesso mi diverto e mi ritrovo esattamente dove avevo lasciato un pezzettino di me stessa...18 anni fa! 

lunedì 22 novembre 2021

My sweet dream

Alle elementari avevamo lei, Miss Mary.
Era una vera donna inglese, vestita di colori pastello, la piccola borsa al gomito e i capelli sempre raccolti.
Quando entrava in classe sussurrava: "Good morning, children!" e noi, in risposta, urlavamo: "Good morning miss Maaaaary!!!"
Non ho molti ricordi di lei eccetto i tantissimi compiti delle vacanze che noi svolgevamo spesso in montagna sui tavolini del "bosco delle fate",  intrattenendo tutti gli astanti o mettendoli in fuga a causa dei nostri capricci.
Al biennio del liceo c'era la temutissima prof. V. che ci teneva in scacco con il terrore, mettendoci alla prova con i tremendi "sheet of paper" cioè dei compiti in classe a sorpresa.
Di lei ricordo l' incubo delle tabelle dei verbi irregolari su cui ci interrogava incessantemente tutto l'anno.
Nel triennio invece passammo alla prof. F. che parlava con uno spiccato accento genovese provocando grande ilarità tra noi studenti.
La grammatica lasciò il posto alla letteratura e a quel punto ci venne il dubbio se fossero peggio i verbi da sapere a memoria o la traduzione di un sonetto di Geoffrey Caucher

Nonostante tutto, il mio amore non si è mai spento e dopo aver sospirato per sette anni il corso di inglese per adulti che tengono a scuola delle bimbe...questa volta sono riuscita ad iscrivermi.
Così ora volteggio felice come una ragazzina innamorata al primo appuntamento e mi godo queste due ore, seduta al mio banchetto con i libri nuovi e un pesantissimo manuale di grammatica.
Ma l'altra sera, sfogliando le pagine ho provato un brivido davanti a quella tabella e mi sono trovata a ripetere "come, came, come...give, gave, given...throw, threw, thrown"


sabato 13 novembre 2021

(Non) trascurabili momenti di felicità

Allungare il tavolo e apparecchiare per gli ospiti
Il sospirato corso di inglese finalmente al venerdì
La torta di castagne
Un gruppo di mamme ex ballerine che si ritrova in palestra
Una piantina di fagioli portata con emozione dalle sue piccole manine 
Un paio di orecchini nuovi
Discussioni costruttive a tavola 
Il caffè della signora Maria
Un weekend in montagna tutti insieme come da tanto non accadeva
Il primo fiore invernale in mezzo al vaso
La vestaglia calda che rende meno traumatico il risveglio
La tisana tra cugini
L'ora di stretching con mamma e papà...che stanno diventando più atletici di me
Un arrivo che dà una ventata di novità 
La speranza che nonostante tutto, forse, siamo quasi alla fine di questi assurdi due anni

domenica 7 novembre 2021

Li ho tamponati

Li ho tamponati quest'estate quando dovevano andare ai matrimoni, quando arrivavano all'ultimo momento e imploravano la stampa del green pass per andare a Gardaland il giorno dopo, quando dovevano correre a prendere un aereo o al ritorno da un viaggio esotico.
Li ho tamponati nelle ultime settimane, quando l'ansia dei controlli al lavoro li ha fatti impazzire, quando hanno cercato di corrompermi, quando hanno protestato perché la domenica siamo chiusi, quando ognuno di noi ha iniziato ad avere i suoi fans ("io voglio solo Lei perché ho il naso delicato")
Ho tamponato nasi sensibili, setti deviati, turbinati infiammati, persone con problemi di coagulazione, lacrimazione, emorragie
Ho tamponato anche quelli che insinuavano "chissà cosa ci mettete lì dentro", quelli che pensano che la scatola sia come la confezione degli ovetti Kinder o il gratta e vinci: ogni 20 tamponi uno è sempre positivo.
Ho dovuto esercitare la pazienza come mai nella vita, ho dovuto frenare la lingua e contare fino a dieci svariate volte
Ho ricevuto complimenti per la mano leggera e proteste perché "nell'altra farmacia li fanno meglio"
Ho assistito a lamenti, contorsioni, lacrime; mi sono gelata in mattine già troppo fredde e ho ricevuto la visita di amici e parenti che volevano sincerarsi del mio stato psicofisico
Sono state settimane impegnative e altre ne seguiranno ancora

Ma da qualche giorno, a giorni alterni, c'è lui: Florin. Infermiere rumeno di due metri che non va tanto per il sottile.
Nessuno ha il coraggio di lamentarsi o sottrarsi al rito del tampone.

Lui è il nostro eroe ed è arrivato per vendicarci!

sabato 30 ottobre 2021

Caro blog

Caro blog,
quest'anno hai compiuto dieci anni.
Nel 2011 ero una mamma ancora piena di insicurezze e dubbi, invischiata nella routine fatta di pannolini, pappe e risvegli notturni.
Dieci anni fa il poco tempo che avevo lo dedicavo alla lettura di molti blog come te, scritti da mamme come me e cercavo di farmi coraggio, rassicurata dal fatto che stavamo navigando tutte sulla stessa barca.
Il tempo è passato e le pagine si sono riempite di tanti ricordi felici, di frasi buffe, di qualche sfogo e rari momenti tristi.
Piano piano stai prendendo forma anche come parole su un foglio e non solo nello spazio misterioso e fragile del web.
Non so se cammineremo altrettanti anni insieme ma resterai un prezioso pezzo della nostra storia che ogni tanto apriremo per rispolverare tutti quei momenti passati a crescere insieme.


mercoledì 29 settembre 2021

Chissà...

Chissà per quanto tempo ancora potremo sederci sotto una tettoia di legno in mezzo al verde, mangiando fichi, grissini e gelato,mandando foto al pezzettino di famiglia che è lontano ma sempre presente nei pensieri di tutti.

Chissà per quanto tempo saremo ancora noi quattro generazioni...dalla più grande di novantasei anni che afferma di non mangiare praticamente più nulla (salvo mettersi in bocca qualcosa subito dopo), alla più piccola di cinque che passa il tempo a rincorrere la gatta

Chissà per quanto tempo potremo ridere forte come domenica scorsa, cercare di essere sereni, raccontarci le novità o fare i soliti discorsi che ogni volta che si è in famiglia saltano fuori

Chissà quanto tempo ci sarà dato ancora per ritrovarci ogni tanto tutti insieme, prima che le nuvole che già si vedono all'orizzonte vengano a rovinare tutto.




martedì 21 settembre 2021

Martina e Matteo

 Quando vi ho conosciuti eravate due ragazzini allegri e innamorati. Sabato, davanti all'altare, dopo più di quindici anni eravate sempre voi, allegri e innamorati.
Ho ripensato allora ai nostri campi, ai momenti di riflessione, alle gite sui prati e le serate a chiacchierare, alle volte che dopo un litigio avevate bisogno di parlare, all'entusiasmo di quando avete saputo dell'arrivo di Marta e ai tanti momenti insieme che ora non so nemmeno più collocare nel tempo.
Vi ho guardati, e con voi i vostri amici storici con cui abbiamo condiviso quegli anni, noi "di qua" da educatori e voi "di là"; i vostri amici che ormai sono tutti sparsi, lontani, ognuno con la propria vita e le difficoltà di ogni giorno.
Vi ho guardati e, ancora una volta, ho pensato che il tempo che si regala, l'impegno per gli altri e la vita che si condivide resta sempre e ritorna, moltiplicata, anche a distanza di anni.

giovedì 16 settembre 2021

A undici anni

 A undici anni è ancora una bimba che gioca insieme a sua sorella piccola con le Barbie, che trascorre giornate intere con il maneggio dei Playmobil, che organizza la caccia al tesoro per gli ospiti, che disegna e si esercita a copiare le figure dai libri

A undici anni è però una ragazzina che inizia a perdersi nei video di YouTube, che vuole lo smalto, le scarpe con la suola alta perché sono di moda, che sogna di tingersi i capelli color arcobaleno

A undici anni non si capisce se ha intrapreso la strada dell'adolescenza o se è ancora ferma in attesa di spiccare il volo, certe volte sembra partita e altre invece ricade nell'infanzia.

A undici anni è sempre la nostra fiera, sognatrice, intraprendente maggie