Marzo sei volato in un soffio, tra nevicate inaspettate, freddo pungente e gelo che ha ucciso le mie piante, indotte dal teporino di gennaio a mettere su nuovi boccioli.
Sei passato tra notizie tremende e sconcertanti, pensieri sempre rivolti al conto alla rovescia per i nostri parigini, pubbliche relazioni a volte un po' esagerate, progetti ancora in sospeso e pensieri per le persone che ci stanno intorno.
Alla fine hai premiato la nostra testardaggine e il nostro coraggio con due belle giornate di sole sulla neve, dopo una organizzazione marziale e una partenza con rincorsa.
Finalmente siamo qui, tra le nostre montagne, lontano dal lavoro che ci tormenta e ci godiamo un po' di pace..... Prima di riprendere a correre.
ma anche come Marta, Margherita e Matilde, i miei tre fiorellini e come Marco, il mio gigante buono!
sabato 31 marzo 2018
giovedì 22 marzo 2018
Picche'?
Buongiorno mia piccola bimba,
anche stamattina sei venuta a fare colazione abbracciando le tue inseparabili pecore che fingi di nutrire di cereali e pezzettini di pane prima di farli finire nella tua bocca.
Ti sei fatta vestire e lavare i denti dicendo "Aaahhh!", poi hai voluto papà per farti fare due piccoli codini e ammirarti estasiata allo specchio.
Finiti i preparativi sei andata a controllare le "iaie" in cameretta, hai ricordato loro di mettere la giacca e le scarpe, come fai ormai ogni giorno e sei partita mandando delicati bacini con una mano aperta sulla bocca.
Ti immagino all' asilo a quest'ora, mentre giochi, urli, corri, fai torri di mattoncini, disegni sporcandoti tutte le mani di pennarello, mangi seduta ad un minuscolo tavolino su una minuscola seggiolina e poi vai a fare la nanna con il tuo peluche.
Ci vedremo solo stasera quando io entrerò in casa e tu mi verrai incontro agitando le mani per spiegarmi chissà quali cose o facendo finta di abbracciarmi per poi deviare in un' altra stanza quando sei quasi arrivata.
Mangerai accanto a me cercando di rubarmi le posate che a fatica entrano nella tua bocca, mi stupirai sgranocchiando un peperone crudo o urlando per impossessarti dei broccoli bolliti dal piatto di papà.
Dirai "iiio" con entrambi gli indici alzati quando comparirà il formaggio e farai una bella bevuta al tuo biberon esclamando "Ah! " una volta finito.
Alla fine della cena inizierai a trattarci come animali addestrati pretendendo di farci ripetere i tuoi buffi gesti e se qualcuno si rifiuterà inizierai a protestare dicendo disperata "picche'? picche'? " con le mani giunte.
Al momento di andare a nanna ti farai coccolare da tutti noi e, salutando con la mano, ti rifugerai nel tuo lettino, in mezzo alle pecorelle che ti aspettavano da stamattina...
anche stamattina sei venuta a fare colazione abbracciando le tue inseparabili pecore che fingi di nutrire di cereali e pezzettini di pane prima di farli finire nella tua bocca.
Ti sei fatta vestire e lavare i denti dicendo "Aaahhh!", poi hai voluto papà per farti fare due piccoli codini e ammirarti estasiata allo specchio.
Finiti i preparativi sei andata a controllare le "iaie" in cameretta, hai ricordato loro di mettere la giacca e le scarpe, come fai ormai ogni giorno e sei partita mandando delicati bacini con una mano aperta sulla bocca.
Ti immagino all' asilo a quest'ora, mentre giochi, urli, corri, fai torri di mattoncini, disegni sporcandoti tutte le mani di pennarello, mangi seduta ad un minuscolo tavolino su una minuscola seggiolina e poi vai a fare la nanna con il tuo peluche.
Ci vedremo solo stasera quando io entrerò in casa e tu mi verrai incontro agitando le mani per spiegarmi chissà quali cose o facendo finta di abbracciarmi per poi deviare in un' altra stanza quando sei quasi arrivata.
Mangerai accanto a me cercando di rubarmi le posate che a fatica entrano nella tua bocca, mi stupirai sgranocchiando un peperone crudo o urlando per impossessarti dei broccoli bolliti dal piatto di papà.
Dirai "iiio" con entrambi gli indici alzati quando comparirà il formaggio e farai una bella bevuta al tuo biberon esclamando "Ah! " una volta finito.
Alla fine della cena inizierai a trattarci come animali addestrati pretendendo di farci ripetere i tuoi buffi gesti e se qualcuno si rifiuterà inizierai a protestare dicendo disperata "picche'? picche'? " con le mani giunte.
Al momento di andare a nanna ti farai coccolare da tutti noi e, salutando con la mano, ti rifugerai nel tuo lettino, in mezzo alle pecorelle che ti aspettavano da stamattina...
mercoledì 14 marzo 2018
Parole d' amore
Già lo sapevo che lei è così: sdolcinata, esagerata, creativa nei suoi complimenti.
A due anni si dichiarò amorata di me, a tre mi disse che ero così bella con quel vestito tutto bianco tanto da assomigliare alle strisce pedonali; le sue sorelle sono "adorate" e, quando proprio è in vena, potresti essere apostrofata "il mio amore infinito".
Posso ricevere complimenti per una torta o una cena particolarmente riuscita, a volte addirittura per come ho pulito il bagno (!) o per aver passato il weekend a stendere lavatrici.
L'apoteosi dell'autostima si è materializzata però solo qualche sera fa, quando ho ricevuto le più belle parole che le mie orecchie potessero sentire:
"Mamma, sei il mio desiderio avverato da sette anni! "
Etichette:
Margherita,
Quello che non voglio dimenticare
giovedì 8 marzo 2018
Un giorno qualsiasi
Sto imparando che non c'è sempre tempo.
Non c'è sempre un' altra occasione, un' altra possibilità per chiedere scusa, per perdonare, per dirsi quelle parole che costano fatica, per sotterrare l'orgoglio, per fare un passo avanti, per ringraziare.
Non si può sempre rimandare, aggrapparsi alla scusa della fretta, al pensiero che tanto domani saremo li, che ci sarà una prossima volta.
Certe volte le persone volano via e ti riportano violentemente a terra, a ripensare alle occasioni mancate, alle parole tenute in gola, a quelle uscite di getto, agli sguardi ignorati e al tanto tempo che impieghiamo a riempirci le vite di cose inutili invece di guardarci intorno e amare chi ci sta davanti.
Stasera penso alla mia amica F., a suo fratello e alla loro Mamma, volata via d'improvviso in un giorno qualsiasi di Marzo.
Non c'è sempre un' altra occasione, un' altra possibilità per chiedere scusa, per perdonare, per dirsi quelle parole che costano fatica, per sotterrare l'orgoglio, per fare un passo avanti, per ringraziare.
Non si può sempre rimandare, aggrapparsi alla scusa della fretta, al pensiero che tanto domani saremo li, che ci sarà una prossima volta.
Certe volte le persone volano via e ti riportano violentemente a terra, a ripensare alle occasioni mancate, alle parole tenute in gola, a quelle uscite di getto, agli sguardi ignorati e al tanto tempo che impieghiamo a riempirci le vite di cose inutili invece di guardarci intorno e amare chi ci sta davanti.
Stasera penso alla mia amica F., a suo fratello e alla loro Mamma, volata via d'improvviso in un giorno qualsiasi di Marzo.
martedì 27 febbraio 2018
Nove anni fa ci siamo guardate negli occhi
Nove anni fa ci siamo guardate negli occhi per la prima volta e da quel giorno, di sguardi ce ne sono stati tanti, diversi, profondi, di amore e di rimprovero, di incoraggiamento, di felicità e di complicità: Li ho tutti in mente così chiari che potrei disegnarli.
Nove anni fa ho iniziato questa strada da mamma che ora mi sembra così naturale e ovvia, così tagliata sulla mia persona.... Ma che ci è costata tanto impegno e tanto studio, una dell'altra.
Nove anni fa sei arrivata tu e mai avrei immaginato quanto avrei ricevuto da te che sei così buona, generosa e attenta, che sai ringraziare per ogni piccola cosa, che sai cogliere gli stati d'animo di tutti noi anche se non diciamo una parola...
Cara piccola Marta mia vorrei che rimanessi così spensierata e buffa, forte e coraggiosa, indipendente, stravagante e brillante come sei oggi.
Nove anni fa ho iniziato questa strada da mamma che ora mi sembra così naturale e ovvia, così tagliata sulla mia persona.... Ma che ci è costata tanto impegno e tanto studio, una dell'altra.
Nove anni fa sei arrivata tu e mai avrei immaginato quanto avrei ricevuto da te che sei così buona, generosa e attenta, che sai ringraziare per ogni piccola cosa, che sai cogliere gli stati d'animo di tutti noi anche se non diciamo una parola...
Cara piccola Marta mia vorrei che rimanessi così spensierata e buffa, forte e coraggiosa, indipendente, stravagante e brillante come sei oggi.
lunedì 19 febbraio 2018
Sciagure scolastiche
"Ciao Marta, come è andata oggi a scuola? "
"Insomma... È successa una cosa brutta"
-Cosa sarà successo? Lei che si comporta sempre bene, che è tranquilla, che non si fa mai sgridare.... Avrà mica preso una nota? E cosa faro' adesso? La devo sgridare? O prima aspetto di parlare con lui? Sicuramente la maestra M. mi chiamerà a parlare!
O forse le hanno fatto qualcosa i suoi compagni! Ma che strano, mi sembrano affiatati... Che sia qualche bambino di un' altra classe? Uno più grande? Ecco, anche se siamo alle elementari qualche bulletto inizia già a farsi vedere....
E se invece la sua amica C. non le vuole più bene? Mi ricordo che angoscia quando le mie amiche T. e A. smettevano di parlarmi senza che io ne sapessi il motivo... Lo capivo perché alla lezione di danza si mettevano ad un' altra sbarra invece che stare insieme a me... -
"Mamma? Non vuoi sapere cosa è successo?"
"Ah si, si, scusami! Raccontami tutto!"
"Eh, oggi Edoardo si è avvicinato al mio banco e mi ha detto nell'orecchio che mi ama! "
"Oh Marta! E tu sei triste per questo?"
"Si, ora ho paura che mi stia sempre appiccicato! Anche in ricreazione vorrà stare con me ma io devo giocare a calcio!"
"E va bè, gli dirai che ti dispiace ma tu non lo ami! Comunque cosa gli hai risposto oggi?"
"Gli ho detto: Ah si? Ok! "
Caro Edoardo, hai sbagliato principessa!
"Insomma... È successa una cosa brutta"
-Cosa sarà successo? Lei che si comporta sempre bene, che è tranquilla, che non si fa mai sgridare.... Avrà mica preso una nota? E cosa faro' adesso? La devo sgridare? O prima aspetto di parlare con lui? Sicuramente la maestra M. mi chiamerà a parlare!
O forse le hanno fatto qualcosa i suoi compagni! Ma che strano, mi sembrano affiatati... Che sia qualche bambino di un' altra classe? Uno più grande? Ecco, anche se siamo alle elementari qualche bulletto inizia già a farsi vedere....
E se invece la sua amica C. non le vuole più bene? Mi ricordo che angoscia quando le mie amiche T. e A. smettevano di parlarmi senza che io ne sapessi il motivo... Lo capivo perché alla lezione di danza si mettevano ad un' altra sbarra invece che stare insieme a me... -
"Mamma? Non vuoi sapere cosa è successo?"
"Ah si, si, scusami! Raccontami tutto!"
"Eh, oggi Edoardo si è avvicinato al mio banco e mi ha detto nell'orecchio che mi ama! "
"Oh Marta! E tu sei triste per questo?"
"Si, ora ho paura che mi stia sempre appiccicato! Anche in ricreazione vorrà stare con me ma io devo giocare a calcio!"
"E va bè, gli dirai che ti dispiace ma tu non lo ami! Comunque cosa gli hai risposto oggi?"
"Gli ho detto: Ah si? Ok! "
Caro Edoardo, hai sbagliato principessa!
sabato 17 febbraio 2018
Post odioso
Odio il freddo, la pioggia, la pioggia con il vento, odio l'inverno.
Odio gli imprevisti, le febbri, le notti insonni accartocciata sul divano.
Odio i piani che cambiano, i piani che saltano, odio dimenticarmi le cose, sentirmi in colpa e arrivare in ritardo.
Odio essere odiosa, isterica e arrabbiata.
Odio l'odore dell' ospedale, i parchimetri, la gente che non è capace a sussurrare.
Odio il suo lavoro, ingombrante, asfissiante, che non ci lascia mai in pace, odio quando deve lavorare fino a tarda notte e al mattino alzarsi lo stesso presto per ricominciare, odio il fatto di dover sempre scendere a compromessi, perché ormai il lavoro è dappertutto così.
Odio scrivere post odiosi.
martedì 13 febbraio 2018
Una vera mamma
Domenica sera.
Mamma: "Accidenti, in questo weekend ho fatto cinque lavatrici e stasera c'è già il cestone pieno! "
Marghe: "Oh, Mamma tu sì che sei una vera Mamma! "
Solo le vere mamme hanno cestoni pieni e metri di corda occupata da roba stesa...
Mamma: "Accidenti, in questo weekend ho fatto cinque lavatrici e stasera c'è già il cestone pieno! "
Marghe: "Oh, Mamma tu sì che sei una vera Mamma! "
Solo le vere mamme hanno cestoni pieni e metri di corda occupata da roba stesa...
giovedì 8 febbraio 2018
Ricorrenze e riflessioni
Hey, grasso nipotino mio, qualche giorno fa hai fatto un anno e da questa piovosa città ti abbiamo mandato degli auguri stonati.
Di te arrivano foto e filmini, ci dicono che tenti di muovere qualche passo su quelle salamelle che hai come piedi, che ancora qualche notte fai baldoria e che ridi dietro al tuo fratellone mentre ti spinge su una macchinina giocattolo.
Sei tutto rotondo e pieno di buchini di ciccia, hai gli occhi profondi e sempre sorridenti, piangi tra un boccone e l' altro e chissà quanto crescerai prima che ci potremo vedere di nuovo...
Le tue cuginette ti pensano, ti disegnano sempre insieme a tuo fratello, immaginano quello che fate e sperano che le vacanze non tardino troppo per riabbracciarti e giocare un po' con te!
Io ti auguro di essere sempre felice e coccolato, sempre curioso e coraggioso, di affrontare la vita sulle orme del tuo piccolo, grande fratellino e di riuscire a trovare il tuo posto in questo grande mondo!!!
La tua zia Chiara.
Di te arrivano foto e filmini, ci dicono che tenti di muovere qualche passo su quelle salamelle che hai come piedi, che ancora qualche notte fai baldoria e che ridi dietro al tuo fratellone mentre ti spinge su una macchinina giocattolo.
Sei tutto rotondo e pieno di buchini di ciccia, hai gli occhi profondi e sempre sorridenti, piangi tra un boccone e l' altro e chissà quanto crescerai prima che ci potremo vedere di nuovo...
Le tue cuginette ti pensano, ti disegnano sempre insieme a tuo fratello, immaginano quello che fate e sperano che le vacanze non tardino troppo per riabbracciarti e giocare un po' con te!
Io ti auguro di essere sempre felice e coccolato, sempre curioso e coraggioso, di affrontare la vita sulle orme del tuo piccolo, grande fratellino e di riuscire a trovare il tuo posto in questo grande mondo!!!
La tua zia Chiara.
martedì 30 gennaio 2018
Occhietti
Tre paia di occhietti vispi, attenti e rotondi, incorniciati in portafoto colorati mi guardano dall'alto di un ripiano di legno.
Tre paia di occhietti sopra nasini morbidi, piccoli e lisci che aiutano a distinguere una faccia dall'altra, ad immaginare il sorriso di ognuna, rimasto fuori dalla fotografia.
Tre paia di occhietti spalancati, affamati di cose nuove, curiosi e ancora tinti di quel colore chiaro dei neonati.
Tre paia di occhietti che mi ricordano di voi, di quello che eravate, di come siete cambiate; che mi fanno sorridere al pensiero di quelle espressioni proprio vostre che ancora vi portate dietro.
I vostri sguardi che da sopra una mensola ci seguono, ci accompagnano e ci tengono compagnia in questa stanza grande e sempre piena di movimento, di voci, risate e urli, dove ci si trova al mattino assonnati e alla sera con tante cose da raccontare.
I vostri sguardi che ogni giorno incrocio, studio e amo, in cui mi rifletto e che mi diranno sempre tanto di voi, attraverso quelle tre paia di occhietti profondi.
Tre paia di occhietti sopra nasini morbidi, piccoli e lisci che aiutano a distinguere una faccia dall'altra, ad immaginare il sorriso di ognuna, rimasto fuori dalla fotografia.
Tre paia di occhietti spalancati, affamati di cose nuove, curiosi e ancora tinti di quel colore chiaro dei neonati.
Tre paia di occhietti che mi ricordano di voi, di quello che eravate, di come siete cambiate; che mi fanno sorridere al pensiero di quelle espressioni proprio vostre che ancora vi portate dietro.
I vostri sguardi che da sopra una mensola ci seguono, ci accompagnano e ci tengono compagnia in questa stanza grande e sempre piena di movimento, di voci, risate e urli, dove ci si trova al mattino assonnati e alla sera con tante cose da raccontare.
I vostri sguardi che ogni giorno incrocio, studio e amo, in cui mi rifletto e che mi diranno sempre tanto di voi, attraverso quelle tre paia di occhietti profondi.
Iscriviti a:
Post (Atom)