Ti ho vista questa primavera, felice e impaziente di tenere tra le braccia il tuo bambino
Ti ho vista questa estate, accaldata, esausta e curiosa, fare il conto dei giorni che mancavano
Ti ho vista a settembre impaurita e stanca, con il tuo bimbo finalmente nel passeggino e la pancia libera da quel dolce ripieno ingombrante
Ti ho vista qualche giorno fa, con tanta voglia di parlare ma la farmacia piena e troppi strilli provenire da là dentro, ho capito la tua ansia di riprendere a correre su e giù per strada nella speranza di calmarlo, ho solo visto i tuoi occhi persi, ho sentito quando dicevi che probabilmente sarebbe rimasto figlio unico.
Non potevo farlo ma avrei voluto abbracciarti, cara neomamma di cui non conosco nemmeno il nome
Avrei voluto dirti che poi passa, che poi crescono e diventano buffi e dolci, che poi riempiono la vita colorandola con la loro prospettiva tutta nuova e sorprendente
Avrei voluto cercare di convincerti che nessuno ha il manuale di istruzioni e che io non ho mai capito cosa ci trovano certe persone di così meraviglioso nella vita con un neonato
Avrei voluto dirti che in te vedevo la me stessa di tanti anni fa, che però poi è ripartita e ha avuto voglia di regalare altre sorelline a quel piccolo esserino urlante
Avrei voluto offrirti un caffè al bar di fianco alla farmacia, per farti fermare qualche minuto a prenderti un po'di tempo per te stessa...
Sono certa che tutte le cose che volevo dirti le scoprirai anche da sola... Anche se sentirsele dire da chi c'è già passato mentre tu sei nel buco nero aiuta di più...
ma anche come Marta, Margherita e Matilde, i miei tre fiorellini e come Marco, il mio gigante buono!
Visualizzazione post con etichetta baby blues. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta baby blues. Mostra tutti i post
venerdì 6 dicembre 2019
giovedì 15 novembre 2012
Alla me stessa di due anni fa
Mia cara Chiara,
si, tu. Cioè io. Proprio tu con le occhiaie e l'occhio tremulo, con la lacrima facile e l'urlo sempre pronto.
Va bene, sei giustificata: hai una bimba di 60 giorni che, non ti illudere, continuerà a svegliarsi la notte per mangiare ancora per due mesi buoni e una di quasi due anni che è nel pieno della ribellione, condita da rabbia e gelosia...
No, per favore, non ricominciare a frignare che poi ti si gonfiano gli occhi a pesce palla e sei inguardabile!
Lascia perdere i sensi di colpa: Marta rideva sempre e adesso è sempre arrabbiata...però ti assicuro che tra poco tornerà la bimba allegra che era prima....abbi pazienza, dalle tempo....
Va bene, la pazienza non è il tuo forte...però fidati, qualcuno ti dirà "da quando Marghe ha iniziato a sorridere, anche Marta ha riconquistato il buonumore".
E poi si vorranno bene e giocheranno insieme, si abbracceranno e ti commuoverai a vederle scambiarsi i bacini e chiedersi le carezze a vicenda.
Lo so, adesso è una gran fatica e non vedi la luce alla fine del tunnel ma non ti preoccupare che quella luce c'è e arriverà anche prima che tu creda.
Sarà tutto più facile: insegnarle ad addormentarsi, a mangiare, sopportare i capricci ( anche Marghe si ribellerà, e non avrà neanche l'alibi di aver appena dovuto fare spazio ad una sorella nuova...quindi, ribadisco, chiudi in un cassetto i tuoi sensi di colpa) e -incredibile- a togliere il pannolino!
Poi insomma guardami: non sono bella fresca come una rosa? Riesco a pettinarmi e truccarmi tutte le mattine sai? E ieri sera sono andata a dormire ad un'ora indegna. Lo so che non potrai crederci ma ho ricominciato a sfornare torte e invasettare marmellate rigorosamente dalle 21.30 in poi.
Poi sono diventata bravissima a fare tutto molto velocemente..insomma quando penso a quanto tempo impiegavo a pulire casa prima che ci fosse Marta mi vergogno di me stessa, e di te....che poi siamo la stessa cosa insomma!
Sai cosa ti dico? Che avrai più tempo di prima perchè loro si faranno compagnia e tu non sarai più così necessaria come credi; ricomincerai a prenderti i tuoi spazi facendoti meno problemi e delegando di più! Ecco, questa parola ti ha messo i brividi, lo so...."delegando, delegando!"
Ti sembro impazzita?
Coraggio che tra due anni sarà più facile e quando camminerai con le loro manine che afferrano le tue capirai che la fatica si è trasformata tutta in felicità!
Sinceramente tua, Chiara
si, tu. Cioè io. Proprio tu con le occhiaie e l'occhio tremulo, con la lacrima facile e l'urlo sempre pronto.
Va bene, sei giustificata: hai una bimba di 60 giorni che, non ti illudere, continuerà a svegliarsi la notte per mangiare ancora per due mesi buoni e una di quasi due anni che è nel pieno della ribellione, condita da rabbia e gelosia...
No, per favore, non ricominciare a frignare che poi ti si gonfiano gli occhi a pesce palla e sei inguardabile!
Lascia perdere i sensi di colpa: Marta rideva sempre e adesso è sempre arrabbiata...però ti assicuro che tra poco tornerà la bimba allegra che era prima....abbi pazienza, dalle tempo....
Va bene, la pazienza non è il tuo forte...però fidati, qualcuno ti dirà "da quando Marghe ha iniziato a sorridere, anche Marta ha riconquistato il buonumore".
E poi si vorranno bene e giocheranno insieme, si abbracceranno e ti commuoverai a vederle scambiarsi i bacini e chiedersi le carezze a vicenda.
Lo so, adesso è una gran fatica e non vedi la luce alla fine del tunnel ma non ti preoccupare che quella luce c'è e arriverà anche prima che tu creda.
Sarà tutto più facile: insegnarle ad addormentarsi, a mangiare, sopportare i capricci ( anche Marghe si ribellerà, e non avrà neanche l'alibi di aver appena dovuto fare spazio ad una sorella nuova...quindi, ribadisco, chiudi in un cassetto i tuoi sensi di colpa) e -incredibile- a togliere il pannolino!
Poi insomma guardami: non sono bella fresca come una rosa? Riesco a pettinarmi e truccarmi tutte le mattine sai? E ieri sera sono andata a dormire ad un'ora indegna. Lo so che non potrai crederci ma ho ricominciato a sfornare torte e invasettare marmellate rigorosamente dalle 21.30 in poi.
Poi sono diventata bravissima a fare tutto molto velocemente..insomma quando penso a quanto tempo impiegavo a pulire casa prima che ci fosse Marta mi vergogno di me stessa, e di te....che poi siamo la stessa cosa insomma!
Sai cosa ti dico? Che avrai più tempo di prima perchè loro si faranno compagnia e tu non sarai più così necessaria come credi; ricomincerai a prenderti i tuoi spazi facendoti meno problemi e delegando di più! Ecco, questa parola ti ha messo i brividi, lo so...."delegando, delegando!"
Ti sembro impazzita?
Coraggio che tra due anni sarà più facile e quando camminerai con le loro manine che afferrano le tue capirai che la fatica si è trasformata tutta in felicità!
Sinceramente tua, Chiara
lunedì 24 ottobre 2011
Quello che le (tante) mamme non dicono.
Tante, perchè sono 7 su 10.
La notizia della mamma accusata della morte del figlio di 16 mesi, annegato al largo del mare di Grosseto lo scorso Agosto mi fa riflettere ulteriormente sull’argomento baby-blues.
Quando sei incinta tutti ti parlano dei mille aspetti postivi e negativi della maternità ma questo argomento resta tabù. Forse si affronta un po’ durante il corso pre-parto, ma non ho mai conosciuto nessuna che mi abbia raccontato la propria esperienza…e mi chiedo come sia possibile visto che, ripeto, 7 donne su 10 soffrono di depressione post-partum. Certo, senza arrivare agli estremi di Cogne o di questo nuovo caso…ma non è possibile che io abbia sempre incontrato quelle 3 fortunate mamme che hanno vissuto i primi mesi con serenità e gioia.
Ho la sensazione che ci si vergogni un po’, non lo si voglia ammettere…che il senso di colpa che accompagna le mamme si faccia vivo anche e soprattutto su questo argomento. E si taccia.
Per me non va così: dopo averlo vissuto sulla mia pelle, sia la prima che la seconda volta, ho il desiderio di raccontarlo alle neo-mamme perché, quando è successo, mi avrebbe fatto piacere che qualcuno mi avesse detto che era NORMALE.
È normale sentirsi tristi, inadeguate, spaventate. Perchè l’istinto materno non arriva per tutte subito, come un colpo di fulmine quando vedi tuo figlio. Perché il senso di colpa ti opprime quando tutti intorno a te sono euforici e tu, che dovresti essere quella più felice non lo sei.
È normale desiderare di tornare indietro, quando le attenzioni erano per te, mentre adesso le persone si accorgono solo che sei distrutta e ti dicono “E riposati, che ne hai bisogno!” (ma và? Pensa che invece mi diverto ad alzarmi 3-4 volte la notte”!), “ ma quanta pancia che ti è rimasta, come mai?” ( forse perché ho partorito solo da due mesi?), “E va bè, che sarà mai, i figli li abbiamo avuti tutti”.
È normale piangere per delle sciocchezze, perché fuori piove, perché sono le sei di sera e sai che tra poco inizierà quell’ora tremenda in cui le coliche trasformeranno tuo figlio in un mostro urlante, disperato, inconsolabile e renderanno te ansiosa, impotente ed esausta.
La depressione post-partum ti trasforma in qualcosa che non pensavi mai di poter diventare: sono una persona sempre di buon umore, mi è facile vedere il bicchiere mezzo pieno…ma in quel periodo ho pianto tutti i giorni, più volte al giorno, mi hanno ferito frasi e commenti che, a ragionarci dopo, dovevano essere presi con molta più serenità, dando il peso giusto ( a volte nullo, viste le persone da cui provenivano).
Odio sentire la frase “ io non avevo tempo di farmi venire la depressione”, come se fosse uno stato che colpisce le mamme più “fortunate” e assistite…anche io non avevo tempo, neanche di farmi una doccia in pace, ma la depressione mi è venuta lo stesso.
Di quel periodo ricordo però con tenerezza gli gnocchi al pesto fatti da Marco con le sue mani…lo devo ringraziare perchè ha sempre consolato i miei pianti e ascoltato le mie paranoie….
Più che puntare il dito contro queste madri assassine bisognerebbe allora prendersela con i mariti, le neo-nonne, le amiche…quanti, alla vista di una mamma con un neonato alzano lo sguardo e le chiedono “come stai?” prima di tuffarsi con la testa nella carrozzina? Quanti si interrogano sugli effetti di un banale consiglio, di una innocua osservazione?
Dopo esserci passata sinceramente non me la sento di incolpare più di tanto queste madri; certo, chi ci ha rimesso sono i loro piccoli…ma quanto dev’essere infelice una madre che annega un bambino di 16 mesi, che parla, cammina, mostra già una propria personalità?
(Non che sia meno grave uccidere un neonato, ma mi fa impressione pensare ad una disperazione così grande da portarti ad uccidere un bambino all’inizio di quella che sarà l’eta più tenera e dolce…quando inizia a chiamarti mamma e mostra affetto per te).
Alle neo-mamme dico di tirare fuori tutto quello che provano, di non spaventarsi e di avere pazienza…fortunatamente in un mese o poco più tutto passa e si torna più felici di prima.
La notizia della mamma accusata della morte del figlio di 16 mesi, annegato al largo del mare di Grosseto lo scorso Agosto mi fa riflettere ulteriormente sull’argomento baby-blues.
Quando sei incinta tutti ti parlano dei mille aspetti postivi e negativi della maternità ma questo argomento resta tabù. Forse si affronta un po’ durante il corso pre-parto, ma non ho mai conosciuto nessuna che mi abbia raccontato la propria esperienza…e mi chiedo come sia possibile visto che, ripeto, 7 donne su 10 soffrono di depressione post-partum. Certo, senza arrivare agli estremi di Cogne o di questo nuovo caso…ma non è possibile che io abbia sempre incontrato quelle 3 fortunate mamme che hanno vissuto i primi mesi con serenità e gioia.
Ho la sensazione che ci si vergogni un po’, non lo si voglia ammettere…che il senso di colpa che accompagna le mamme si faccia vivo anche e soprattutto su questo argomento. E si taccia.
Per me non va così: dopo averlo vissuto sulla mia pelle, sia la prima che la seconda volta, ho il desiderio di raccontarlo alle neo-mamme perché, quando è successo, mi avrebbe fatto piacere che qualcuno mi avesse detto che era NORMALE.
È normale sentirsi tristi, inadeguate, spaventate. Perchè l’istinto materno non arriva per tutte subito, come un colpo di fulmine quando vedi tuo figlio. Perché il senso di colpa ti opprime quando tutti intorno a te sono euforici e tu, che dovresti essere quella più felice non lo sei.
È normale desiderare di tornare indietro, quando le attenzioni erano per te, mentre adesso le persone si accorgono solo che sei distrutta e ti dicono “E riposati, che ne hai bisogno!” (ma và? Pensa che invece mi diverto ad alzarmi 3-4 volte la notte”!), “ ma quanta pancia che ti è rimasta, come mai?” ( forse perché ho partorito solo da due mesi?), “E va bè, che sarà mai, i figli li abbiamo avuti tutti”.
È normale piangere per delle sciocchezze, perché fuori piove, perché sono le sei di sera e sai che tra poco inizierà quell’ora tremenda in cui le coliche trasformeranno tuo figlio in un mostro urlante, disperato, inconsolabile e renderanno te ansiosa, impotente ed esausta.
La depressione post-partum ti trasforma in qualcosa che non pensavi mai di poter diventare: sono una persona sempre di buon umore, mi è facile vedere il bicchiere mezzo pieno…ma in quel periodo ho pianto tutti i giorni, più volte al giorno, mi hanno ferito frasi e commenti che, a ragionarci dopo, dovevano essere presi con molta più serenità, dando il peso giusto ( a volte nullo, viste le persone da cui provenivano).
Odio sentire la frase “ io non avevo tempo di farmi venire la depressione”, come se fosse uno stato che colpisce le mamme più “fortunate” e assistite…anche io non avevo tempo, neanche di farmi una doccia in pace, ma la depressione mi è venuta lo stesso.
Di quel periodo ricordo però con tenerezza gli gnocchi al pesto fatti da Marco con le sue mani…lo devo ringraziare perchè ha sempre consolato i miei pianti e ascoltato le mie paranoie….
Più che puntare il dito contro queste madri assassine bisognerebbe allora prendersela con i mariti, le neo-nonne, le amiche…quanti, alla vista di una mamma con un neonato alzano lo sguardo e le chiedono “come stai?” prima di tuffarsi con la testa nella carrozzina? Quanti si interrogano sugli effetti di un banale consiglio, di una innocua osservazione?
Dopo esserci passata sinceramente non me la sento di incolpare più di tanto queste madri; certo, chi ci ha rimesso sono i loro piccoli…ma quanto dev’essere infelice una madre che annega un bambino di 16 mesi, che parla, cammina, mostra già una propria personalità?
(Non che sia meno grave uccidere un neonato, ma mi fa impressione pensare ad una disperazione così grande da portarti ad uccidere un bambino all’inizio di quella che sarà l’eta più tenera e dolce…quando inizia a chiamarti mamma e mostra affetto per te).
Alle neo-mamme dico di tirare fuori tutto quello che provano, di non spaventarsi e di avere pazienza…fortunatamente in un mese o poco più tutto passa e si torna più felici di prima.
Iscriviti a:
Post (Atom)