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martedì 21 febbraio 2023

Tsunami

Succede che nel mezzo della tua vita ordinata, fatta di incastri quasi perfetti, di programmi, di impegni fissati arrivi un grande scossone.
Tutti i problemi e le preoccupazioni diventano minuscole e scompaiono di fronte a quest'onda gigante che si sta abbattendo sulla tua vita.
Tutti i tuoi pensieri allora si fissano li, costantemente, e forse per la prima volta cerchi di vivere solo ed esclusivamente il presente, attimo per attimo, perché il futuro è troppo incerto e spaventoso.

Poi una mano invisibile decide che non era il momento, che lo tsunami può attendere e va fermato. Tu tiri il fiato dopo giorni in apnea sperando che quei brutti pensieri fuggano da te ancora per moltissimi anni.

mercoledì 29 luglio 2020

Nonni, sorrisi e arcobaleni

Dodici anni fa avevate appena svuotato il nido che già vi giungeva la notizia di un nuovo uccellino in arrivo: con un po'di sgomento svestivate i panni di genitori, carichi di responsabilità e doveri per indossare quelli più comodi di nonni, pieni di coccole.
I giochi hanno invaso di nuovo la vostra casa e siete diventati instancabili lettori di storie.
Non avevate ancora fatto l'abitudine a questa nuova condizione che gli uccellini divennero due e per qualche anno pensavate di essere al riparo da nuovi arrivi.
Ma il destino e i figli vi hanno giocato uno scherzetto ed ecco che in tre anni i nipotini sono passati da due a cinque: finalmente anche dei maschietti, ricci e francesi entravano a far parte della famiglia, insieme all'ultima delle sorelline che iniziano con la M.
E così questa estate, intrepidi e coraggiosi, ve li siete portati al mare tutti e cinque, in terra francese, con il loro carico di secchielli e formine, le ciabatte sparse, le creme da spalmare, le pipì da monitorare, i pranzi tutti allo stesso tavolo e le storie raccontate sul divano.
Di queste settimane non dimenticherete di certo la stanchezza...spero però che rimanga anche il ricordo di quella fila di cinque sorrisi sulle faccine felici che vi guardano mentre alle loro spalle una fontana e i primi raggi del sole giocano insieme a creare bellissimi arcobaleni.

venerdì 13 dicembre 2019

Bianca coniglia

Prima andava sempre di fretta, presa dalle sue scartoffie, dalle riunioni, dalle mille cose da organizzare che un po' le venivano appioppate e un po' andava a cercarsi.
Da quando ne ho memoria i suoi mantra sono: "non ho tempo" e "sono di fretta" ma l'abbiamo sempre giustificata perché effettivamente la vita frenetica ci porta tutti a vivere con l'occhio all'orologio.
Qualche mese fa la sua vita è stata sconvolta e il cambiamento ha fatto tremare tutti noi...come avrebbe potuto sopportare tutto quel tempo a disposizione, come si sarebbe adattata alla vita tranquilla, senza orari, senza impegni, senza troppi doveri?
Non ci abbiamo messo molto ad accorgerci che in realtà non era cambiato niente nel suo modo di affrontare la vita...
Ora corre qua e là tra innumerevoli ore di palestra, il corso di francese e i compiti da fare di volta in volta ("non ne posso più, sono sempre qui a studiare!"), il ballo liscio e le nipotine che le riempiono qualche pomeriggio.
Il risultato è che i mantra non sono cambiati, è sempre di corsa, senza tempo, sempre con l'agenda zeppa di cose da fare...la nostra bianca coniglia in pensione da tre mesi continua a correre con l'orologio in mano....

martedì 11 giugno 2019

L'ultimo giorno

Chissà se stamattina sarà stata davvero l'ultima volta che ti sei svegliata alle 5,40 per arrivare presto e trovare parcheggio nel "fosso dei ranocchi", chissà se varcando la porta della scuola hai avuto l'impressione che oggi fosse tutto diverso, chissà quanti sorrisi, lacrime ricacciate indietro, abbracci con i tuoi alunni, regali dalle tue colleghe, saluti, addii e arrivederci hai ricevuto in questa giornata piena.
Questo giorno tanto desiderato e invocato nei momenti di stanchezza è arrivato e ha portato grandi emozioni contrastanti anche tra noi che ti stiamo intorno.
Il distacco è ancora graduale fortunatamente: domani sarai di nuovo lì, in una classe senza alunni ma piena di colleghi stanchi, stufi e accaldati, a decidere dell'estate di tutti quegli adolescenti svogliati...
E poi ancora riunioni e l' ultimo esame di maturità, in un'altra scuola, con ragazzi non tuoi...
Questa pensione è davvero arrivata anche se ormai nessuno ci credeva più: ti auguro di rallentare, di goderti la vita senza correre, senza il pensiero ai doveri ma finalmente mettendo al primo posto tutto quello che in questi anni hai accantonato, ti auguro di dedicarti con la stessa forza e passione a te stessa... perché ora te lo meriti davvero, mamma!

lunedì 18 febbraio 2019

La vendetta è senza granella di zucchero!

Quasi ogni mattina la stessa storia: biscotti, marmellata, cereali, pane, fette biscottate, qualche volta le merendine e, quando proprio vogliamo esagerare, anche la Nutella.
La scelta non manca insomma ma qualcuno si lamenta sempre: "non c'è niente da mangiare, sono sempre le stesse cose! Sono stufa!"
Allora tu ripensi alle tue colazioni: latte e biscotti lisci, al massimo quelli con la granella che venivano presentati in tavola come una leccornia senza pari.
Ma la vendetta si sa, è un piatto che si consuma freddo...e senza granella...
Mamma e papà partono qualche giorno eccezionalmente senza bimbe che restano, felici e libere, dai nonni.

"Certo che dai nonni siamo state benissimo... però lo sai che a colazione c'è solamente la marmellata o i biscotti di legno?"

sabato 8 dicembre 2018

Nonna (bis)

Da quasi due mesi ormai abbiamo questo appuntamento fisso che si somma alle mie corse quotidiane ma che sta diventando una piacevole abitudine.
All'inizio hai dovuto abituarti a queste punturine, eri agitata e sbagliavi tutto, poi ti sei rassegnata e adesso ti fai trovare con ogni cosa pronta...
Quando arrivo mi racconti cosa ti sei cucinata, cosa hai in programma per la giornata, mi chiedi della mia e poi, dopo aver controllato di aver fatto tutto giusto, mi congedi in fretta ringraziandomi mille volte per questi cinque minuti che ti dedico.
Io invece penso che sia un bel modo per dirti grazie: per i girotondi nell'ingresso, per le infinite partite a carte, per avermi parlato di un passato lontano fatto di guerra, uncinetto, preghiere e Fioretti, per le lasagne e i cannoli, per i ghiacciolini rotondi di salsa di pomodoro, per tutte le volte che ti abbiamo sconquassato la casa...

Da quasi due mesi ogni mattina salgo da te e mi stupisco di come sei forte, testarda, tenace e lucida: a novantatre' anni hai cavalcato un 600 di glicemia e ne sei uscita a testa alta, agguerrita più di prima.


giovedì 12 aprile 2018

Buon anniversario

Trentotto anni fa, in una giornata sicuramente più soleggiata di quella di oggi, avete formato una nuova famiglia.
Tanto tempo è passato: burrasche, giorni sereni, difficoltà e risate,  salite e discese, anni sempre di corsa e ore di attesa infinita che noi figli tornassimo a casa la sera.
Non avete fatto in tempo a liberarvi di noi che siete stati invasi da uno stuolo di nipotini cosicché il vostro cuore si trova diviso in tanti pezzettini, vicini e lontani.
Vi siete fatti coraggio per prendere aerei, avete imparato parole nuove, avete macinato chilometri e vi siete riempiti gli occhi di paesaggi meravigliosi per raggiungere i due piccoli parigini.
Ogni giorno vi fate stordire di racconti,  cambiate pannolini,  portate zainetti pieni di libri, leggete storie e ripassate geografia, vi prendete cura di noi che siamo qui vicini e vi invadiamo spazi e tempi.
Avete però anche scoperto nuove attività da fare da soli,  ora che la vostra vita scorre un po' più tranquilla e potete riempirla anche di quelle cose a cui avete sempre dovuto rinunciare. Siete un po' buffi e molto teneri...e io sono felicissima di scoprirvi così!
Buon anniversario belli miei,  volteggiate felici insieme ancora per tanti tanti anni!

martedì 9 maggio 2017

Chi te lo doveva dire..

Chi te lo doveva dire che dopo una vita intera, un'adolescenza sotto le bombe, un matrimonio che ti ha portata lontano da quella terra che ami tanto, dopo aver girato per paesi e paesini prima di trovare finalmente un'altra città di mare, dopo due figlie, quattro nipoti e cinque bis-nipotini, dopo aver perso un marito troppo presto e piano piano tutti i tuoi pezzetti di famiglia....
Chi te lo doveva dire che dopo quasi 30 anni avresti dovuto di nuovo riempire scatole e scatoloni, mettere mano a ricordi belli e dolorosi, avresti fatto ritrovamenti sorprendenti e un po' buffi, avresti dovuto separarti da qualche cosa che non sapevi nemmeno di avere ma che "è come nuova e può sempre servire", avresti comprato oggetti per una casa che da domani sarà il tuo nuovo nido, senza la vista e i tramonti e la luce accecante dell' estate ma più comoda, vicina alla tua chiesa e sulla piazza cosicché avrai sempre compagnia anche quando non avrai voglia di uscire.
Chi te l'avrebbe detto, mia cara nonna, che a quasi 92 anni avresti fatto anche questa...
Stasera sono un po'malinconica anche io, certo non ti posso augurare altri 30 anni in questa nuova casetta ma spero che, tanti o pochi, siano anni sereni.

domenica 6 settembre 2015

90

Chissà se quel giorno di 90 anni fa splendeva il sole a Messina.
Chissà se tuo papà sperava in un bel maschietto, e invece ha dovuto aspettare il terzo tentativo per soddisfare le sue aspettative.
Chissà che infanzia tutta diversa da quella delle tue bis-nipotine hai vissuto, quali erano i tuoi giochi, i tuoi doveri, i tuoi desideri.
Chissà se ti saresti immaginata di festeggiare i tuoi 18 anni sotto le bombe, le sirene, il cuore in gola, la corsa nei rifugi con la pancia piena: "almeno se muoio, muoio sazia...che sennò quando torniamo a casa ci trovavo tutti i calcinacci dentro la minestra!"
Chissà che stranezza queste uscite con un giovane fidanzato e dietro tutta la famiglia..."non siamo mai usciti da soli, prima di sposarci!"
Chissà che nodo in gola avevi lasciando la tua Sicilia per seguirlo una volta diventata sua moglie, dal sole della tua terra alla nebbia della collina...per fortuna dopo qualche mese sei riuscita a raggiungere di nuovo il mare anche se la città era tutta nuova e sconosciuta. Sei venuta ad abitare proprio di fronte a dove siamo noi adesso e la cosa mi fa un po' pensare...
Chissà che gioia quando piano piano tutta la famiglia ti ha raggiunta qui, al Nord, pezzettino dopo pezzettino.
Chissà, chissà quanti cambiamenti, quante cose stotte hai visto, quante cose affascinanti: la prima televisione, la lavatrice, il telefono in casa, la macchina....
Poi, dopo tanti anni siamo arrivate noi, le prime due nipotine femmine dopo due figlie femmine...
Finalmente ecco il maschio-il principino come abbiamo sempre chiamato mio fratello- spurodatamente preferito senza nascondere anzi rivendicando questo privilegio accordatogli grazie al merito di essere un bambino.
Chissà quante ore ha passato a raccontarci storie, a farci giocare a carte, a insegnarci i rudimenti del ricamo, a ricordare le storie della guerra, a sedare litigi.
Chissà quante ore hai speso per la sua Parrocchia, tra le sue consorelle, qualcuna più saggia qualcun'altra che...non capisce niente!
Chissà che strano ritrovarsi bisnonna, mi piace sentirla quando spiega qualcosa alle bimbe che, con occhi sgranati la ascoltano rapite....

Chissà se stasera ti addormenterai felice per la festa di oggi, chissà se ti saresti mai aspettata di festeggiare queste due cifre che tu scherzosamente hai girato al contrario, facendole diventare solo uno 06....

Spero che tu viva tutto quello che ti resta con la stessa grinta e buonumore di oggi.

La tua prima (ma imperfetta in quanto femmina) nipote,
Chiara

martedì 10 febbraio 2015

Un nonno molto, molto fotogenico

Marghe: "Marta, mettiamo via le carte dei puffi, giochiamo al gioco del selfie!"
Mamma: "il gioco del selfie? ma lo sai che cosa è il selfie?"
Marta: "Io lo so, mamma...è quello che fa sempre il nonno!!!"

lunedì 26 maggio 2014

Il Pisquano

Non è ancora chiaro il motivo per cui sia stato inventato, il pisquano.
Il pisquano credo sia un animale, una sorta di pinguino che forse è in grado di volare...un uccello un po' cicciotto, con un lungo becco, allargato e di colore arancione; Il pisquano deve essere frutto di qualche lontano incrocio con un pappagallo;  Il pisquano è piccolo e agile ma all'occorrenza diventa goffo e pigro.
Il pisquano ti guarda, con i suoi occhi piccoli e neri...o forse sono azzurri.
Il pisquano cinguetta, o starnazza, a seconda dell'umore.
Il pisquano è una specie non ben identificata, un tappabuchi, un jolly...lo tiri in ballo quando ti sfugge il nome, quando devi indicare frettolosamente un qualsiasi volatile.
Il pisquano è stato inventato da un nonno monello che si divertiva a prendere in giro i propri bambini e, quando era in difficoltà, se la cavava chiamandolo in causa.
Anche la mamma, da quando è mamma a volte ricorre al nome "pisquano" per comodità...
Ma non aveva fatto i conti con la sua bimba pignola che una sera, tutta seria, le chiese: "Ma mamma, esattamente, come è fatto questo pisquano?"
Ecco...io....esattamente...proprio non lo so!

mercoledì 2 aprile 2014

Il nonno e Margherita

Eccoli li, seduti su un divano, con gli occhi fissi su una pagina del libro.
Lei, Margherita, dolce dispotica nipotina, che stravede per il suo nonno ma che lo comanda a bacchetta, reclamando continuamente la sua attenzione e la sua presenza.
Lei che con i suoi sorrisi e la sua vocetta mielosa lo convincerebbe a prenderle la Luna, che gli stampa dei bacini forti forti, con tutto l'amore che ha, prima di andare via.
Lui, che da quando è nonno si è trasformato, perso negli occhi delle sue nipoti, completamente e gioiosamente complice, compagno di giochi instancabile, pazientissimo narratore di storie.
Lui che ha perso ogni dignità, ogni forza, ogni difesa con loro, che non prova nemmeno per un attimo a resistere, vinto dalla bellezza di ritrovarsi bambino anche lui, di mettersi al loro piano e guardare di nuovo il mondo da quella prospettiva semplice e meravigliosa che posseggono i bambini.
Eccoli, allora, vicini vicini, lui che lentamente legge l'ennesima favola, lei che, attenta e curiosa, lo ripaga appoggiando dolcemente la testolina al suo braccio, come un gattino adagiato al sole.
Ecco che, a coronamento di questo momento, lei si discosta un po', lo guarda e, interrompendolo dice: "Nonno, mi sbatte forte il cuore"
Anche al nonno forse, all' udire queste parole sbatteva forte il cuore, commosso da una manifestazione tanto carica di tenerezza.

"Nonno, mi sbatte il cuore perchè HO FAME"

venerdì 21 marzo 2014

Pranzi leggeri e ricordi d'infanzia

Andare a mangiare dalla nonna, un giorno come tanti significa:

1. Essere accolta da una tavola imbandita per sei ed essere solo in due a pranzo
2. Mangiare pasta con le melanzane, involtino di carne farcito con pangrattato, erbette aromatiche, qualcos'altro non ben identificato e un uovo sodo.
3. Dover accompagnare questo secondo così frugale con pomodori, spinaci, patate al forno, insalatina con qualche pezzetto di cipolla cruda che "fa così bene" e che digerirai fino a sera
4. Essere sgridata dalla nonna perchè non hai mangiato abbastanza e non hai neanche assaggiato le olive
5. Ascoltare come quando eri bambina i racconti sul tuo nonno che ti portava dei panini piccoli piccoli solo per te e pensare che sarebbe stato bello stare con lui per più di due anni soli.
6. Risentire i racconti della sua adolescenza sotto le bombe e realizzare, qualche ora più tardi, come certe esperienze ci "ripulirebbero" gli occhi e le teste, lasciandoci affrontare certi problemi che consideriamo gravi con la giusta prospettiva
7. Ritrovare piattini e bicchieri da neonati e pensare come a volte il tempo si fermi...
8. Ridere a certe espressioni siciliane e certe parole che avevi lasciato in un angolo del cervello ma in queste occasioni riafforano e ti fanno sentire a casa
9. Riprometterti che ora che sei più libera, replicherai spesso questi pranzi perchè il tempo con una nonna è prezioso. Sotto tutti i punti di vista.

sabato 18 gennaio 2014

Avvocato difensore

Marghe: "Il nonno è proprio bravo: mette tutto a posto, prepara la pappa, pulisce..."
Mamma: "Ah, si? E la nonna cosa fa?"
Marghe: "Niente! Lei lava solo i piatti!"
Marta: "Oh! Ma la nonna va a lavorare!"

giovedì 10 ottobre 2013

I baffini

"Perchè papà ha la baffa?"
"Marghe, si dice barba! E comunque papà ha la barba perchè è un maschio! Anche il nonno è un maschio, infatti ha i baffoni!"
"E no, il nonno ha i baffini perchè è piccolino"

lunedì 16 luglio 2012

Ricordi in cucina

Strano che tra i momenti in compagnia di mia madre che ricordo con maggiore tenerezza ci siano proprio quelli trascorsi in cucina.
Strano perchè a lei non piace molto cucinare e, complice il poco tempo che poteva dedicarvi, non lo ha mai reso un hobby con cui riempire pomeriggi invernali o giornate casalinghe.
Forse però proprio questo ha reso quei momenti particolarmente "speciali", sopratutto da quando, cresciuta, ho potuto darle una mano e partecipare attivamente alla preparazione di qualche piatto.
Ricordo un periodo in cui la domenica faceva la pasta all'uovo, pomeriggi prima di Pasqua a tirare sfoglie per la torta pasqualina, le immancabili torte di frutta, focaccine in montagna, serate intorno al tavolo a sbucciare castagne per fare la marmellata, la sua insuperabile maionese, zuppe inglesi ben inzuppate, le frittelle di san Giuseppe....

Così ieri pomeriggio, mentre lei mescolava la crema pasticcera e io stendevo la pastafrolla, mentre lei versava e io modellavo striscioline per la crostata, mentre io le appoggiavo in maniera poco precisa e lei le allineava ("sennò così son tutte storte!") ho ritrovato lo stesso clima familiare, a stessa calma e complicità di qualche tempo fa...

venerdì 14 ottobre 2011

Quando una nonna diventa bisnonna, quando una mamma diventa una nonna...

La mia nonna, dunque. La nonna-bis delle mie bimbe. La donna più maschilista che io conosca: “il mondo va male da quando le donne vogliono comandare!”.
Colei che mi ha insegnato a pregare, che ha giocato infinite volte con noi nipoti a carte, tentando invano di farci scoprire nuovi giochi oltre rubamazzetto (ricordo vagamente un sicilianissimo “ti vitti”), che ci faceva fare il girotondo nell’ingresso, che ci raccontava filastrocche in dialetto con qualche parolaccia nascosta e –allora- incomprensibile; La classica nonna del “mangia, mangia che sei giovane e devi crescere, mica come me che ormai son vecchia” pur essendo una nonna con poco più di 50 anni.
Di lei ricordo le notti nel lettone morbidissimo (altro che doghe e materassi con la memoria), le passeggiate in montagna durante le quali si aggirava per i prati in cerca di qualche erbetta da “ruminare”, l’uovo sbattuto come panacea per tutti i malesseri, un orologio a pendolo che suona ad ogni ora del giorno e della notte, la collezione di elefanti di vetro, la caparbietà nell’insegnarci l’uncinetto, la sua spudorata preferenza per mio fratello, unico nipote maschio;
Ricordo una sera, ormai grande, trascorsa da lei come tappa intermedia tra la vacanza al mare e quella in montagna, in cui dopo la doccia si mise a pettinarmi i capelli che sembrava una scena d’altri tempi…fu un momento in cui chiusi gli occhi e decisi di assaporare ogni colpo di spazzola, perché sapevo che sarebbe rimasto uno dei momenti più preziosi da ricordare.
In questo momento porto una collanina che mi regalò per la maturità dicendo che non avrebbe badato a spese per la sua prima nipote diplomata.. “che chissà se per la laurea ci sarò ancora”…e son passati 10 anni e una laurea, un matrimonio e due bis-nipotine!
Ecco, le bis-nipotine…quando le abbiamo dato la notizia che sarebbe diventata bis-nonna la sua reazione non fu proprio entusiasta (forse si è sentita davvero vecchia), anche perché-maschilista com’è-avrebbe avuto una bis-nipote fimmina…ma qualche tempo fa, riferendosi a  Marta, ha detto qualcosa che la ha pienamente riscattata: “è proprio una gioia, non mi stancherei mai di guardarla!”

Ma nonni sono anche i miei genitori…
Mio papà, uomo di ghiaccio fuori casa, pezzo di pane dentro casa, da quando è nonno è caduto in vortice di gioiosa irresponsabilità che lo rende compagno di giochi perfetto, alleato omertoso nelle monellerie, zerbino consapevole e schiavo di due nanette che fanno neanche 4 anni insieme…
Essere diventato nonno gli ha dato più  gioia ancora del vedermi cresciuta, laureata e sistemata…credo che una delle sue paure più grandi fosse quella di andarsene senza aver conosciuto i suoi nipoti visto che ha perso suo papà prima ancora di sposarsi…

Mia mamma è stata una sorpresa in evoluzione perché pur avendo perso la testa anche lei per le marmocchie, il suo atteggiamento nei miei confronti è passato gradualmente da mamma ad alleata, come se all’inizio avesse paura che io non potessi farcela mentre adesso ha capito che può rilassarsi e fare la nonna e non la mamma al quadrato.
Con le nipotine è mooolto paziente e  dolce ma sa anche far rispettare le regole e poi da brava prof  trova gusto nel spiegare il perché e il percome di tante cose…
Certo, anche lei spesso si perde nel vortice e diventa zerbino (ma con dignità), anche lei si trasforma nella nonna-melassa: “queste bambine sono precocissime/intelligentissime/ha detto “nonna” (a due mesi) gliel’ho insegnato io!/io non ho MAI visto una bambina così sveglia!” (grazie)

Questo post lo dedico a loro, alla loro gioia e al loro entusiasmo ma anche alla loro forza che è in parte anche la mia.