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venerdì 30 giugno 2023

Sentirsi a casa

Rientrare dopo più di vent'anni in quel liceo e trovarsi a ripensare al primo giorno di scuola, quando tu, adolescente timidissima e persa, venivi tirata qua e là dalla tua amica/nemica che invece saltellava giuliva chiedendo a tutti: "In che sezione sei?"
Ritrovarsi a ricordare la tuta giallo fluo con cui partecipavi -giustamente sbeffeggiata- alle prime lezioni di educazione fisica prima di convincere i tuoi genitori a comprartene una dell'Adidas un po' meno appariscente e un po' più alla moda; alla soddisfazione con cui arrivavi per prima in classe e iniziavi a tirare su le tapparelle ogni mattina; alle corse il primo giorno di scuola su per cinque piani di scale per scegliersi il banco, alla nota presa perché avevi usato l'ascensore senza essere autorizzata, ai messaggi scritti su un foglio A4 e attaccati alle finestre per comunicare con gli studenti del liceo artistico di fronte; al pietoso rito per cui, quando si formavano le squadre di pallavolo, rimanevi sempre per ultima ad essere scelta perché bassa e decisamente scarsa.
Ricordarsi le ore di disegno in cui, con la tua inseparabile compagna di banco, condividevi le cuffiette del walkman per ascoltare il vostro gruppo preferito, l'assemblea in cui la prof di italiano, fidandosi dei consigli della figlia, aveva proiettato un film non proprio scolastico tra l'ilarità generale;
Il giorno delle prove d'esame quando scampasti dai controlli dei bigliettini nel vocabolario perché il prof era convinto che non eri il tipo da copiare in una occasione così ufficiale.


Rientrare dopo tanti anni per iscrivere tua figlia e sentirsi di nuovo a casa.

sabato 21 maggio 2022

A distanza di vent'anni

 Insieme siamo cresciute in una saletta piena di specchi, ripetendo mille volte gli esercizi alla sbarra sotto gli occhi severi della maestra F.
Insieme abbiamo imparato tanti balletti, ci siamo invidiate, incoraggiate, ammirate e abbiamo scherzato quando ci toccava qualche parte che definire di secondo piano era un eufemismo.
A vicenda ci siamo tenute per le caviglie per fare meglio gli addominali, ci siamo sedute una sulla schiena dell'altra per schiacciare di più la spaccata frontale, ci siamo sollevate e qualche volta ci siamo tirate qualche pedata.
Abbiamo sofferto sulle punte e ci siamo scatenate in qualche balletto di danza moderna, abbiamo assistito emozionate allo stage del ballerino famoso di turno e atteso con trepidazione che si aprissero i pesanti tendoni del sipario la sera del saggio.
Da adolescenti ci siamo confidate le pene d'amore e abbiamo partecipato con grandi successi alle gare in giro per l'Italia.

Un giorno ci siamo accorte di essere diventate grandi e che la vita ci chiamava ad altro.
Così abbiamo iniziato i nostri lavori e formato le nostre famiglie.

A distanza di vent'anni, ci siamo ritrovate quasi tutte ad accompagnare le nostre bambine in quelle stesse salette e abbiamo deciso di riempire quell'ora di attesa faticando e sudando come una volta...ma al posto della maestra F. c'è il maestro D. che è molto meno severo e ci porta le caramelle per motivarci!

venerdì 29 aprile 2022

Silvietta

Quando ti ho conosciuta avrai avuto dieci, dodici anni, eri sempre allegra ed attorniata da bimbe più piccole di te.
Ho capito subito di che pasta eri fatta perché nemmeno quella malattia che ti fa andare la glicemia sulle montagne russe ti poteva fermare e continuavi i tuoi giochi dopo esserti fatta l'insulina da sola senza fiatare.
Ti ho accompagnata per un pezzetto del tuo cammino quando le nostre vite si sono incrociate. 
Hai suonato emozionata al nostro matrimonio e hai predetto, insieme alla tua inseparabile amica M., che avremmo presto allargato la famiglia.
Sei stata determinata sul tuo futuro, senza paura di trasferirti lontana per inseguire quello che volevi fare.
Hai trovato il tuo principe azzurro gentile e sorridente come te e al vostro matrimonio mi hai commossa perché quando si condividono le cose importanti non conta davvero il tempo che scorre in mezzo.
Da qualche mese sei mamma e hai scoperto che queso nuovo ruolo può essere bellissimo ma anche difficilissimo: ci siamo riavvicinate e io sono felice dei nostri rari momenti di confidenze, di quando scendi a trovare i tuoi e trovi sempre il tempo per cercare me, di una passeggiata e di un caffè un venerdì mattina di primavera.

domenica 7 novembre 2021

Li ho tamponati

Li ho tamponati quest'estate quando dovevano andare ai matrimoni, quando arrivavano all'ultimo momento e imploravano la stampa del green pass per andare a Gardaland il giorno dopo, quando dovevano correre a prendere un aereo o al ritorno da un viaggio esotico.
Li ho tamponati nelle ultime settimane, quando l'ansia dei controlli al lavoro li ha fatti impazzire, quando hanno cercato di corrompermi, quando hanno protestato perché la domenica siamo chiusi, quando ognuno di noi ha iniziato ad avere i suoi fans ("io voglio solo Lei perché ho il naso delicato")
Ho tamponato nasi sensibili, setti deviati, turbinati infiammati, persone con problemi di coagulazione, lacrimazione, emorragie
Ho tamponato anche quelli che insinuavano "chissà cosa ci mettete lì dentro", quelli che pensano che la scatola sia come la confezione degli ovetti Kinder o il gratta e vinci: ogni 20 tamponi uno è sempre positivo.
Ho dovuto esercitare la pazienza come mai nella vita, ho dovuto frenare la lingua e contare fino a dieci svariate volte
Ho ricevuto complimenti per la mano leggera e proteste perché "nell'altra farmacia li fanno meglio"
Ho assistito a lamenti, contorsioni, lacrime; mi sono gelata in mattine già troppo fredde e ho ricevuto la visita di amici e parenti che volevano sincerarsi del mio stato psicofisico
Sono state settimane impegnative e altre ne seguiranno ancora

Ma da qualche giorno, a giorni alterni, c'è lui: Florin. Infermiere rumeno di due metri che non va tanto per il sottile.
Nessuno ha il coraggio di lamentarsi o sottrarsi al rito del tampone.

Lui è il nostro eroe ed è arrivato per vendicarci!

martedì 21 settembre 2021

Martina e Matteo

 Quando vi ho conosciuti eravate due ragazzini allegri e innamorati. Sabato, davanti all'altare, dopo più di quindici anni eravate sempre voi, allegri e innamorati.
Ho ripensato allora ai nostri campi, ai momenti di riflessione, alle gite sui prati e le serate a chiacchierare, alle volte che dopo un litigio avevate bisogno di parlare, all'entusiasmo di quando avete saputo dell'arrivo di Marta e ai tanti momenti insieme che ora non so nemmeno più collocare nel tempo.
Vi ho guardati, e con voi i vostri amici storici con cui abbiamo condiviso quegli anni, noi "di qua" da educatori e voi "di là"; i vostri amici che ormai sono tutti sparsi, lontani, ognuno con la propria vita e le difficoltà di ogni giorno.
Vi ho guardati e, ancora una volta, ho pensato che il tempo che si regala, l'impegno per gli altri e la vita che si condivide resta sempre e ritorna, moltiplicata, anche a distanza di anni.