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venerdì 30 giugno 2023

Sentirsi a casa

Rientrare dopo più di vent'anni in quel liceo e trovarsi a ripensare al primo giorno di scuola, quando tu, adolescente timidissima e persa, venivi tirata qua e là dalla tua amica/nemica che invece saltellava giuliva chiedendo a tutti: "In che sezione sei?"
Ritrovarsi a ricordare la tuta giallo fluo con cui partecipavi -giustamente sbeffeggiata- alle prime lezioni di educazione fisica prima di convincere i tuoi genitori a comprartene una dell'Adidas un po' meno appariscente e un po' più alla moda; alla soddisfazione con cui arrivavi per prima in classe e iniziavi a tirare su le tapparelle ogni mattina; alle corse il primo giorno di scuola su per cinque piani di scale per scegliersi il banco, alla nota presa perché avevi usato l'ascensore senza essere autorizzata, ai messaggi scritti su un foglio A4 e attaccati alle finestre per comunicare con gli studenti del liceo artistico di fronte; al pietoso rito per cui, quando si formavano le squadre di pallavolo, rimanevi sempre per ultima ad essere scelta perché bassa e decisamente scarsa.
Ricordarsi le ore di disegno in cui, con la tua inseparabile compagna di banco, condividevi le cuffiette del walkman per ascoltare il vostro gruppo preferito, l'assemblea in cui la prof di italiano, fidandosi dei consigli della figlia, aveva proiettato un film non proprio scolastico tra l'ilarità generale;
Il giorno delle prove d'esame quando scampasti dai controlli dei bigliettini nel vocabolario perché il prof era convinto che non eri il tipo da copiare in una occasione così ufficiale.


Rientrare dopo tanti anni per iscrivere tua figlia e sentirsi di nuovo a casa.

venerdì 15 luglio 2022

Eravamo belle come il fondo delle padelle

Cara Suor Carla, 
stasera siamo stati raggiunti dalla notizia che non ci sei più.
In tutti questi anni ti ho cercata per farti sapere che il tuo più pestifero alunno, quello che aveva avuto l' ardire di toglierti il velo, quello che all' ennesima minaccia di ricevere una nota ti aveva lanciato il diario, quello che si arrampicava sui canestri in cortile....si proprio lui, si era redento ed era diventato un bravo marito e padre di famiglia!
Ti ho cercata in lungo e in largo sperando di presentarti le nostre bambine e finalmente, due anni fa ero anche riuscita a parlarti al telefono!
Ci eravamo ripromessi di venirti a trovare ma la vita sempre troppo piena ci ha fatto rimandare l'appuntamento...
Di te ci rimarranno queste foto e qualche ricordo, il salto della corda in cortile, le collant puntualmente bucate, il gioco del duca di barnabo' e un canto mattutino che ora mi sfugge.
La tua faccia scura, forse malinconica, mentre ci esibivamo nell'ultimo balletto di quinta elementare, le schede che tiravi fuori da una cartellina trasparente e ci mostravi prima di iniziare a spiegare, l'unica nota che presi per non aver studiato i sette re di Roma, la prima volta che qualcuno ti chiamo' "Suora" e tu subito risposi "Ho anche un nome, come voi, mi chiamo Suor Carla", la tua abitudine di prenderci in giro dicendoci che eravamo belle come il fondo delle padelle, la consuetudine di dare alle bimbe con il nome uguale una numerazione...quindi avevamo Federica 1 e Federica 2, Laura 1 e Laura 2 ecc ecc...

Pensiamo sempre di avere tempo per rimandare tutto a tempi più tranquilli e poi certe notizie lasciano le cose sospese e il rimpianto di non aver approfittato del momento buono...Spero solo che tu abbia avuto una vita felice e che ora sia in pace.

lunedì 22 novembre 2021

My sweet dream

Alle elementari avevamo lei, Miss Mary.
Era una vera donna inglese, vestita di colori pastello, la piccola borsa al gomito e i capelli sempre raccolti.
Quando entrava in classe sussurrava: "Good morning, children!" e noi, in risposta, urlavamo: "Good morning miss Maaaaary!!!"
Non ho molti ricordi di lei eccetto i tantissimi compiti delle vacanze che noi svolgevamo spesso in montagna sui tavolini del "bosco delle fate",  intrattenendo tutti gli astanti o mettendoli in fuga a causa dei nostri capricci.
Al biennio del liceo c'era la temutissima prof. V. che ci teneva in scacco con il terrore, mettendoci alla prova con i tremendi "sheet of paper" cioè dei compiti in classe a sorpresa.
Di lei ricordo l' incubo delle tabelle dei verbi irregolari su cui ci interrogava incessantemente tutto l'anno.
Nel triennio invece passammo alla prof. F. che parlava con uno spiccato accento genovese provocando grande ilarità tra noi studenti.
La grammatica lasciò il posto alla letteratura e a quel punto ci venne il dubbio se fossero peggio i verbi da sapere a memoria o la traduzione di un sonetto di Geoffrey Caucher

Nonostante tutto, il mio amore non si è mai spento e dopo aver sospirato per sette anni il corso di inglese per adulti che tengono a scuola delle bimbe...questa volta sono riuscita ad iscrivermi.
Così ora volteggio felice come una ragazzina innamorata al primo appuntamento e mi godo queste due ore, seduta al mio banchetto con i libri nuovi e un pesantissimo manuale di grammatica.
Ma l'altra sera, sfogliando le pagine ho provato un brivido davanti a quella tabella e mi sono trovata a ripetere "come, came, come...give, gave, given...throw, threw, thrown"


giovedì 22 luglio 2021

Sul divano

Quel divano una volta era giallo, stava in una piccola stanzetta dove ti avevamo ben presto sistemata a dormire.
Su quel divano ti abbiamo adagiata quando avevi qualche giorno in compagnia dei tuoi primi peluches, quando ti muovevi a scatti come fanno i neonati ed eri lunga poco meno di un avambraccio di papà.
Su quel divano ci abbiamo passato insieme tante notti, quando ti allattavo tentando di non addormentarmi, quando avevi la febbre e io venivo ad accoccolarmi finché la medicina non faceva effetto e il tuo respiro tornava normale, quando al mattino ti svegliavi puntualmente alle 6 e io cercavo di convincerti a dormire ancora un po'.
Ora quel divano è blu e tu lo occupi tutto, da un bracciolo all'altro.
Quel divano adesso è il tuo posto preferito per leggere i mattoni fantasy a cui ti ha iniziata tuo padre, pieni di draghi, spade ed eroi.
Tu ci passi i tuoi pomeriggi, in tutte le posizioni possibili: a testa in giù, sdraiata, seduta, a pancia sotto e il libro a terra.
Ogni tanto su quel divano ci sediamo ancora insieme anche se ormai non ti tengo più in braccio e la "piccolina" sono io.
Lì ci siamo fatte le prime coccole e spero che resterà ancora per un po' il nostro posto esclusivo.

venerdì 12 marzo 2021

Ri-conoscersi

Incontrarsi dopo dieci anni davanti ad un caffè, riconoscersi nel modo di fare e nelle risate, ri-conoscersi da capo perché dall'adolescenza è passata una vita e non si è più quel che si era.
Ascoltare le storie una dell'altra nella fretta di dimenticare qualcosa perché quell'ora passa veloce e chissà tra quanti anni si ripresenterà l'occasione.
Spero che non passeranno altri dieci anni, amica di banco, di ossessioni canore, di levatacce all'alba per guardare le gare di motociclismo e di molte altre stupide cose che si fanno quando si ha sedici anni!

lunedì 31 dicembre 2018

Per l'ottava volta...un anno in un post!

Eccoci qui, come ogni anno, a ripercorrere mese per mese quello che è successo in questi lunghissimi e insieme velocissimi 365 giorni…

A Gennaio la nostra piccola di casa iniziava a mostrare il suo caratterino
A Febbraio ricevevo complimenti inusuali e festeggiavo i nove anni della mia bambina grande
Marzo si è aperto con una bruttissima notizia ma mi ha regalato picchi vertiginosi di autostima
Ad Aprile facevamo il conto alla rovescia per il nostro importante anniversario e scoprivamo la chiave della felicità
Maggio ci vedeva festeggiare i nostri primi dieci anni insieme
A Giugno vivevo il mio tete a tete con Matilde facendomi prendere dalla malinconia del tempo che vola e insieme gioivo per un trasloco imminente
Luglio iniziava con la solita modestia della nostra mezzanina e finiva con il primo campo dei lupetti di Marta 
Ad Agosto festeggiavamo i primi due anni del nostro leoncino e ci preparavamo al viaggio Marsigliese
Con Settembre ricominciava la routine e arrivavano gli otto anni di Marghe
Ad Ottobre era chiaro che papà non capisse nulla in fatto di donne e per la prima volta una di noi passava sotto i ferri
A Novembre riflettevo sulla mia vita incasinata
A Dicembre avevo un'altra donna a cui badare, un po' più cresciuta e riguardavo indietro nei Natali passati



giovedì 20 dicembre 2018

Dieci Natali fa

Dieci Natali fa eravamo soli con una quasi figlia in pancia, in una casa ordinatissima e piena di piante che, ancora ignare degli attentati a cui sarebbero state soggette, sorridevano da ogni angolo.
Dieci Natali fa stavamo preparando la valigia per la mini vacanza a Salisburgo dove avremmo trovato un freddo indescrivibile, luci, mercatini e dolcetti.
A quell'epoca viaggiavamo con il bagagliaio vuoto, ad ogni ora del giorno e della sera, con la musica che avevamo scoperto piacere ad entrambi e io facevo delle sonore dormite con il sedile reclinato e il rumore avvolgente del motore della Mini verde.
Dieci Natali fa la nostra vita era tranquilla, ci dedicavamo allo shopping natalizio,  all'acquisto del nostro altissimo albero e delle decorazioni tutte nuove; partecipavamo ad aperitivi e cene di auguri, passavamo le sere a riempire barattoli di marmellata fatta in casa e i pomeriggi a cucinare con il sottofondo di musiche natalizie.
Dieci Natali fa eravamo due sposini un po' spaventati all'idea di diventare genitori e quell' anno sotto l'albero erano più i pacchetti per la nostra bimba piuttosto che per noi.
I Natali che si sono susseguiti sono stati tutti molto meno tranquilli ma sicuramente più magici, pieni, emozionanti: ogni bimba ci ha portato i suoi regali, lo stupore nello scoprire le lucine e la gioia nel trovare tanti regali a lungo attesi.
Non so quanto a lungo continuerà questa magia ma spero che l' atmosfera di questi giorni sia sempre presente nella nostra rumorosa, frettolosa, numerosa famiglia!

domenica 23 settembre 2018

Vuoti

Certe volte apro un cassetto e lo sguardo cade su una felpa che mi avevi portato tu.
Iniziavi giorni prima ad avvertirmi che stavi preparando i sacchetti poi arrivavi carica di magliette e vestitini che alle tue bambine non stavano più e mi mostravi tutto spiegando nei dettagli le particolarità di ogni cosa.
Rovistando nelle scatole posso ancora sentire l'odore pulito di quelle cose che con amore piegavi e mettevi via per me.
Ogni tanto vedo le tue figlie per strada e cerco il loro sguardo per capire se c'è tristezza ancora nei loro occhi, le scruto per cercare qualcosa di te, nelle loro espressioni, nei loro gesti.
Qualche volta mi sembra di vederti,  di riconoscere la tua camminata, la tua vespa in giro per strada, qualche volta penso alle tante parole che ci siamo dette, ai tuoi momenti di sconforto, al tuo saper sempre incoraggiare tutti.
In questi giorni sto realizzando che tra poche settimane saranno due anni che te ne sei andata, in una giornata per me serena...
Ciao Federica, spero tu stia bene lassù.

giovedì 16 agosto 2018

Incontri preziosi

Quando ci siamo conosciute tu stavi dall'altra parte della cattedra e io in uno di quei banchi verdi, con il buco in alto a destra, seduta su una sedia di legno, di quelle che ti smagliavano tutte le collant.
Io ero una bambina di 12 anni che guardava i cartoni di Sailor Moon, scriveva il diario tutte le sere e scambiava letterine con le amiche.
Tu avevi già tanta esperienza con i ragazzi e sapevi come prenderci: sgridate e risate, canzoni inventate per imparare i nomi difficili e filastrocche buffe con i nostri cognomi, interrogazioni paurose e disegni complicati ma anche piccoli regali e nomignoli affettuosi... Ognuno sapeva di essere amato da te.
Con te ho imparato che nella vita si può passare da un "ottimissimo" (voto che solo tu ci davi) a vedersi strappare in quattro pezzi il disegno su cui avevo passato tanti pomeriggi...
Nessuno si traumatizzava per tutto ciò, ci impegnavamo un po' di più!
Negli anni ti hanno trasferita dappertutto e io ti seguivo con le mie cartoline dai posti di vacanza, le mie lettere prima, con i messaggi e le foto su whatsapp dopo.
Qualche giorno fa ci siamo riabbracciate forti sotto lo sguardo incredulo delle mie bimbe che non si capacitano di come si possa essere così affezionate ad una maestra che ti strappava i compiti.
Tra qualche giorno farai di nuovo la valigia e partirai.
Sono felice di aver avuto la possibilità di incontrarti prima di questo nuovo trasloco e sono certa che ti rincorrero' ancora per poterti abbracciare forte un'altra volta!

domenica 29 gennaio 2017

Com'è difficile, mamma!

Com'è difficile fare la brava come ti avevo promesso, mamma!
Eppure non capisco: io ero sicura che non ti avrei fatta arrabbiare mai più, mi ero concentrata e avevo proprio deciso, dentro il mio cuore, che quella sarebbe stata l'ultima volta.
Avevo capito di essere stata monella e mi aveva anche fatto un po' paura vederti con quella faccia così seria, ascoltare la tua voce che si alzava sempre di più...e poi mi è venuto da piangere ed ero tanto triste perchè tu non venivi a consolarmi.
Non volevo più sentire quella cosa brutta dentro di me come succede quando faccio qualcosa che non si fa così mi stavo impegnando per non cadere più nel tranello delle monellerie.
Poi ad un certo punto mi sono distratta, mi è venuta in mente quella cosa buffa che ha fatto un mio compagno oggi a scuola e stavo pensando a cosa ci avrebbe fatto fare domani la maestra di ginnastica -"si un attimo, mamma"- e che noia quando devo fare i compiti -"si, adesso arrivo!"- per fortuna che domani ho rientro quindi niente compiti e ricreazione lunga! -"si, si un attimo!"- E...cosa? cosa mi stavi dicendo?
Non è vero che mi hai chiamata tre volte, io non ti ho proprio sentita, stavo pensando e le mie orecchie non hanno sentito la tua voce, mamma!
Com'è difficile fare la brava, io prometto e prometto ancora, a volte mi scoraggio e mi sembra di essere la bambina più monella del mondo.
Com'è difficile, mamma...chissà se tu da piccola eri più brava di me, se ti piaceva mettere sempre in ordine la tua stanza, se appendevi bene i vestiti, se ti lavavi i denti proprio tutte tutte le sere e non litigavi mai con nessuno.
Chissà...per me è così difficile certe volte!

martedì 13 dicembre 2016

Quattro cellule

Quattro cellule o poco più eri un anno fa.
Quattro cellule ora sono una bimba di quattro mesi che si incanta davanti alle lucine dell'albero di Natale, che piange solo per la fame e per il sonno, che gorgheggia e ride, che si sfrega gli occhi quando è stanca e si ciuccia il pollice o l'intera mano direttamente, che ha bisogno della copertina con gli orsetti per addormentarsi
Quattro cellule, un desiderio rincorso per tanto tempo, che quando poi si è materializzato mi ha paralizzato dalla paura e dalla gioia insieme, che ci ha fatto accadere tanti piccoli miracoli intorno e che continua a stupirci ogni momento
Quattro cellule, un segreto difficile da mantenere, quando gli occhi brillano e non si può dire il perché
Quattro cellule che un anno fa mi hanno accompagnata silenziosamente in un pomeriggio in cucina tra la musica di Natale e la nausea e che oggi mi fanno compagnia in una bimba allegra che gioca tranquilla sul suo tappetone
Quattro cellule e un anno fa non potevamo immaginare quanta tenerezza avresti portato in questa famiglia...

giovedì 23 giugno 2016

San Giovanni

San Giovanni, un giorno di festa per la nostra città, i fuochi, le ciliegie, il caldo.
San Giovanni, il tuo onomastico.
Ogni anno venivamo a trovarti e ci accoglievi felice con la tua granita, al limone per i piccoli e al caffè per i grandi.
Noi ci tuffavamo dentro quei piccoli wafer e forse è da lì che è nata la mia passione per loro...
Ricordi di giochi sul tuo lungo balcone, di nascondini in quella casa grande, di chiacchiere e liti tra te e tua sorella, la mia nonna, che si è sempre sentita più saggia per "ben" 4 anni di differenza d'età.
Ricordi lontani, come lontano mi sembra quel San Giovanni di due anni fa quando la tua voce impastata e sofferente mi sorprese al telefono. Quell' anno, per la prima volta da che ne avessi memoria, ti eri dimenticata gli auguri per il compleanno e per l'anniversario, proprio tu che non sbagliavo mai una ricorrenza e ci chiamavi sempre puntuale e allegra.
Non lo sapevamo ma da quel giorno sarebbe passato solo un mese e poco più prima che te ne andassi.
Da quel giorno il pensiero di te mi raggiunge spesso, ora che ogni mattina la tua caffettiera sbuffa e ci sveglia con il suo profumo, ora che tutti i miei fiori sono sulle tue fioriere di ferro battuto, ora che il tuo sorriso con la lingua tra i denti a volte mi raggiunge...
Domani è il tuo onomastico e tanti di noi si ricorderanno di te.
Io ti immagino come in quella pubblicità, in paradiso mentre prepari a tutti la tua granita.

domenica 27 dicembre 2015

Un anno in un post-terza edizione

Lo so, lo so, caro blog mio che quest'anno è stato un po' poverello e ho latitato più del dovuto...ma il cambio di casa, l'esilio e la mancanza di una connessione decente hanno pesato sul mio rendimento...però mi piace anche quest' anno tirare le fila quindi ecco qui:

A Gennaio facevo i miei soliti buoni propositi e devo dire che li ho rispettati quasi tutti; la malinconia poi iniziava a farsi strada in me, in attesa dell'imminente abbandono di casa
A Febbraio scoprivo che il nonno aveva hobbies molto particolari 
A Marzo lasciavamo la nostra amata casetta e questo mi ha portato molti ricordi per fortuna c'era Marta che mi strappava sorrisi!
Ad Aprile mi accorgevo di come il tempo si possa prendere gioco di noi
A Maggio iniziavo a dare i primi segni di impazienza ma non potevo sapere che la fine dei lavori in casa nuova era ancora molto molto lontana
A giugno abbiamo chiuso un capitolo importante per Marta che, come sempre sapeva cogliere le mie contraddizioni
A luglio le nostre tanto desiderate vacanze in sardegna con gli zii Parigini e la mia piccola Maggie che diventa grande
Agosto è stato un mese pieno: la fine dei lavori, la montagna, le vacanze all'ultimo momento offerte dalla ditta di Marco, dove lui sgobbava e noi ce la spassavamo in spiaggia; il nostro ingresso, felici ed emozionati nella nostra nuova casa!
Settembre e i 90 anni della nonna bis, i cinque anni della nostra gattina, il primo giorno di scuola di Marta e l'arrivo della mia amica messicana...
A Ottobre abbiamo finalmente conosciuto il nostro nipotino parigino e io mi ritrovavo a fare alcune considerazioni sulle mie piccole quasi gemelle
A Novembre abbiamo ricevuto due lezioni di teologia dalle nostre figlie 
E infine Dicembre, eccoti qui, che mi hai fatta emozionare per mio fratello-papà e mi hai fatta sorridere con i ragionamenti della mia bimba grande

Caro 2015 sei stato un anno lungo, a tratti difficile ma anche pieno di soddisfazioni, rileggendoti ci trovo dentro tanta malinconia che spero resti solo un ricordo nelle tue pagine nascoste...
Credo che il 2016 abbia già dato segnali positivi...

lunedì 9 novembre 2015

Incrocio di vite

Cinque anni fa ci eravamo appena conosciuti: Noi con una bimba piccola e una minuscola, voi con uno solo, trasferiti da qualche mese qui al nord e ancora un po' sopraffatti dal cambio di vita.
Noi e voi, rimasti sposini per soli 9 mesi, i mariti ingegneri e le mogli appena uscite dall'università.
Cinque anni fa le nostre strade si incrociavano per la prima volta e il vostro entusiasmo ci ha subito conquistati; Ci siamo accompagnati tra traslochi, cambi di lavoro, discorsi maschilisti, crisi femminili; Abbiamo fatto il pesto insieme con tutte le regole della famiglia G., abbiamo passato pomeriggi ad appendere mensole e lavare piatti, a montare mobili e a chiacchierare; Con voi abbiamo vissuto insieme l'esperienza di una testimonianza che ci ha cambiato le vite e da quel momento Assisi è diventata ancora più preziosa per me.
I bimbi da tre sono diventati cinque e non è detto che ci si sia fermati.
Da più di anno siete di nuovo lontani, ieri dopo un anno vi abbiamo potuti riabbracciare.
E dopo un anno siamo sempre noi, come se questo tempo fosse passato in pochi minuti. Dopo un anno l'amicizia ha lavorato anche a distanza cosicchè le distanze si sono annullate e ieri ci siamo ritovati con la stessa complicità e gioia di sempre.
Grazie amici, vedervi ci dà sempre una grande carica: Stamattina ripartire è stato più leggero.

venerdì 3 luglio 2015

Cara casetta/2

Cara casetta,

che come un mese fa te ne stai tranquilla lassù, baciata dal sole fin dal mattino, finalmente i calcinacci  e i buchi hanno lasciato il posto alla pittura e alle piastrelle, finalmente entrando si sente l'odore della vernice e dal basso, arrivando, non si avvertono più i rumori dl trapano e del martello ma solo silenzio o la musica della radio.
Cara casetta, ti hanno colorata di quel color pesca che più lo guardiamo più ci piace, hanno riempito di buffi pallini le tue pareti per proteggerci meglio dal freddo, ti hanno sventrata e poi ricucita...ti hanno fatto tante di quelle cose che quando uno ci abita dentro non potrebbe mai immaginare quanta fatica e perizia e sudore richiede la costruzione di un semplice appartamento.
Cara casetta, forse e dico forse intravvediamo la fine anche se la fine è già troppo tardi per i miei gusti...
Oggi hanno montato la cucina ma come tante altre cose inspiegabilmente qualcosa è andato storto: il forno era sbagliato,la lavastoviglie è stata accidentalmente dimenticata in magazzino e l'unico pezzo in più del mobile che abbiamo aggiunto è arrivato con l'anta montata nel verso opposto....
Ma certo, cara casetta, sono dettagli....solo dettagli! Come il decoro del bagno grande che ci è stato fornito in tre sfumature diverse: ma sono solo sfumature, quisquilie, dettagli, certo.

Bhe, forse siamo quasi in dirittura d'arrivo.
Se ti devo dire la verità è quel "quasi" che  ancora mi turba.

mercoledì 18 marzo 2015

Addio, addio.

Addio casetta, prima culla della nostra neonata famiglia
Addio vista imprendibile come era scritto sull'annuncio del giornale, addio finestra grande della camera da letto che mi hai fatta innamorare, che ci hai regalato tramonti rosa e viola, fuochi d'artificio a fine anno e volo di rondini nelle sere di settembre
Addio poggiolo lungo nel quale le bimbe hanno passato i loro primi pomeriggi d'estate, su cui hanno imparato ad andare in bici e sui pattini. Addio poggiolo corto che hai ospitato le nostre cene, stretti stretti ma baciati dall'ultimo sole che si ciuffava dietro il monte
Addio corridoio odiato da noi grandi per tutto lo spazio sprecato ma amato dalle bimbe per le corse e le passeggiate con i passeggini, addio a te che hai assistito ai primi passi incerti, ai giochi divertenti con papà che camminava portandole nelle bustone di stoffa della spesa, una di qua e l'altra di là...e la mamma che, guardandole, invidiava molto tutto quel divertimento
Addio cucina, che hai assistito ai miei primi piatti bruciati, insipidi, troppo caldi, troppo freddi, che mi hai accompagnata nella preparazione delle innumerevoli torte, che sei stata invasa dal profumino del pane appena cotto di prima mattina.
Addio anche a te, senza rimpianto, bagno dalle piastrelle imbarazzanti, che hai assistito a infiniti cambi di pannolini, sveglie notturne, pipì nel vasino e cadute di dentini
Addio cameretta che all'inizio eri una sala e hai accolto i nostri ospiti prima che le voci chiassose si tramutassero in piccoli vagiti; Il divano che rendeva comode le nostre serate davanti alla tv ha dovuto fare spazio ad una culla e poi ad un lettino e poi a due; I primi mesi da mamma ad allattare nel silenzio della notte, guardando tutta quella vita che anche a notte fonda animava la strada, a spiare luci accese in lontananza e sentirsi meno sola immaginando dall'altra parte della finestra un'altra mamma assonnata con un piccolo fagotto affamato in braccio
Addio addio casa piena, allegra e chiassosa, addio silenzio serale scandito dai loro piccoli respiri pesanti, addio vicini molesti e permalosi, addio vicini gentili e premurosi
Addio ascensore che adesso ci mancherai già dopo la prima rampa a piedi, addio vento gelido ogni mattina dietro la curva della strada, addio uccellini che ci svegliavate con il vostro cinguettio
Addio ad un pezzo di vita
Addio, addio.

giovedì 12 marzo 2015

Sei entrata qui

Sei entrata qui con il tuo bellissimo vestito color champagne (o almeno così ti avevano detto si chiamasse quel colore non perfettamente bianco), in braccio al tuo fresco marito tra gli sguardi pettegoli e curiosi delle tue neo-vicine di sopra; ne uscirai in maniera molto meno romantica, con in mano scatole e sacchetti, probabilmente qualcuno anche di rumenta.
Sei entrata qui e pensavi di saper fare (quasi) tutto...ma un marito esigente ti ha smontato le certezze culinarie facendoti imparare il giusto ordine con cui si aggiungono gli ingredienti durante la preparazione del sugo, la lavatrice ti ha restituito asciugamani multicolori, maglie ristrette, calzini spaiati, il ferro da stiro ha vinto la sua battaglia e ancora non sai impiegare meno di 20 minuti per stirare una camicia, la pentola a pressione ti ha convinta che non è proprio il caso di cuocerci i fagioli dentro se non vuoi ritrovarteli sparsi per tutta la cappa dopo l'esplosione della valvola di sicurezza.
Però consolati: ora sei molto più veloce a fare tutto e sai calcolare benissimo il tempo che ci vorrà a fare le faccende da brava massaia così da non rimanere più con gli stracci in mano e gli ospiti alla porta.
Sei entrata e l'ansia da prestazione ti pervadeva ogni volta che c'era qualcuno a cena, avevi bisogno di vari giorni di preavviso e il menù era studiato e calcolato nei minimi dettagli. Ora butti una tovaglia e qualche piatto, improvvisi un polpettone con molto formaggio che dà il buon sapore, con il minimo sforzo ti godi la vita.
Sei entrata e non sapevi se e quando saresti diventata mamma, non sapevi se mai sarebbe arrivata una femmina, come tanto desideravi: hai scoperto che la vita a volte si diverte a prendersi gioco di te ("piuttosto che non averne preferirei arrivassero in un momento "sbagliato") ma che quella frase la ripeteresti un milione di volte ancora e che non c'è stato momento migliore di quello.
Esci da questa casa preceduta da due piccole donnine che canticchiano e sorridono sempre, che ancora giocano a chiamare l'ascensore con la voce, che fanno a gara per accendere la luce nelle scale, che giocano davanti allo specchio del portone facendo le facce buffe.
Sei entrata qui ed era tutto silenzioso, ordinato, preciso. Esci adesso e ti porti dietro una bella confusione.
Siete entrati in due e non sapevate quanto tempo ci avreste passato, dopo sette anni uscite in quattro ma non passerà giorno, credo, che dalla strada lo sguardo non si alzi verso queste finestre.

lunedì 2 febbraio 2015

Di asilo, castighi e budini al cioccolato

Ho frequentato l'asilo in due posti diversi: il primo anno più vicino a casa, una struttura piccola e familiare, gli ultimi due in un edificio grande, in cui avevo il terrore di perdermi tra un piano e l'altro o di cadere da quelle scale così larghe e lunghe!
Non ricordo le maestre del primo asilo...in realtà non mi ricordo quasi nulla, a parte che mia cugina aveva convinto sua mamma a farle frequentare il mio stesso asilo pur abitando in tutt'altra zona e che insieme ne combinavamo in continuazione. Spesso infatti ci mettevano in castigo in due angoli della classe con la faccia verso il muro ma io, spavalda, facevo le linguacce alla maestra mentre lei, molto più timida e paurosa viveva queste mie iniziative tra l'ammirazione e il terrore di una punizione peggiore.
Sapevamo tuttavia renderci simpatiche e amabili infatti eravamo entrambe fidanzate con dei bambini che, per dimostrarci quanto tenessero a noi, passavano il tempo tentando maldestramente di prenderci in braccio per portarci via dalle ingiuste punizioni delle maestre.
Del secondo asilo ho qualche ricordo in più, il vino fatto con i nostri piedini, lunghi vermoni di pongo-gioco tabù in casa nostra-, una compagna lamentosa che ogni mattina piangeva perchè voleva la mamma e da un momento all'altro le scendevano due mocciconi lunghissimi dal naso che facevano orripilare tutti quanti.
Mi ricordo "C'era un bel dì la battaglia di Magenta" cantata a squarciagola in corridoio (e la mia gioia molti, molti anni dopo nello scoprire che Magenta esisteva davvero), "Ero in bottega tic-e-tac" che ad un certo punto parlava di piedini fatti di grissini e la cosa non mi piaceva affatto, ricordo l'odore del budino al cioccolato, la mia merenda preferita e mio papà che, arrivando in ritardo a prendermi mi faceva credere che la causa fosse il suo essersi attardato a mangiarne un intero carrello. Era anche questo il motivo per cui non si poteva mai fare il bis di quella prelibatezza.
Tra i vari lavoretti che avemo fatto c'era una rosa di cartapesta per la festa della mamma che era accompagnata da una poesia. Nutro sentimenti contrastanti al riguardo perchè adesso la ricordo con tanta tenerezza ma ai tempi mi aveva creato un certo disappunto: era come una lettera alla mamma in cui le dicevo che avevo preparato una bella rosa per lei ma poi l'avevo persa sul'autobus quindi tanti auguri tanto amore ma tornavo a mani vuote! La cosa non mi era andata giù, intanto perchè dopo tanto lavoro avevo perso tutto e sopratutto perchè noi l'autobus per tornare a casa non lo prendevamo mai, abituati come eravamo a trottare a piedi...insomma, oltre il danno la beffa!
Altra nota dolente di quel periodo fu proprio il famoso fidanzato, anche lui migrato con me nel nuovo asilo e dopo un anno passato alle elementari: a settembre, incontrandolo per i corridoi mi sentii dire con aria di sufficienza che non potevamo più essere fidanzati perchè lui ormai aveva raggiunto la maturità della prima elementare mentre io ero ancora ai piani bassi!!!

sabato 24 gennaio 2015

Cosa resterà nei ricordi

Cosa resterà nei ricordi delle vostre testoline,
quale sbiadita immagine lascerà la sua traccia in voi?
Ripensando a questi anni chissà a quale ricordo sorriderete intenerite, chissà cosa ci racconteremo intorno ad un tavolo tra qualche anno, voi lunghe lunghe come papà e io sempre ferma qui, al mio metro e cinquanta scarso?
Ricorderete il corridoio che, buio, percorrevate tutto d'un fiato proprio come me quando da piccola dovevo scappare dalla cameretta alla cucina con i fantasmi dietro che mi rincorrevano...
Ricorderete i pomeriggi d'estate passati a giocare sul poggiolo, all'ombra della tenda verde, le cene fuori tra il rumore delle cicale e il cinguettio delle rondini al tramonto
Forse anche le orribili piastrelle rosa del bagno, una dispensa così grande da potersi nascondere dentro, la vostra cameretta che prima era una sala e piano piano si è trasformata, le coccole nel lettone, il pianto di un neonato vicino di casa, le unghiette di un cane che scorrazzava al piano di sopra
Non so cosa resterà nella memoria quando tra qualche anno parleremo della casa vecchia, forse un abbraccio stretto da dietro alla mamma che lava i piatti, una guancia schiacciata contro la schiena: "come sei mordida....e anche profumata!", forse il ricordo di qualche sera accanto a papà che prepara la pizza e voi inginocchiate sulla sedia che, canticchiando e facendo mille domande, lo assistete fedeli e attente
Forse solo rumori e profumi, solo i tramonti rosa e viola, solo alcuni momenti di tutta questa vita che abbiamo passato qua dentro e che tra poco cambierà.

mercoledì 31 dicembre 2014

Tutto l'anno in un post

A Gennaio davo il mio benvenuto al nuovo anno, snocciolandogli tutte le mie aspettative e terminando con la richiesta di non farci sospirare la casa nuova fino a Dicembre...mi sa che il 2014 si è un po' preso gioco di me!
Febbraio mi ha portato giornate lunghe e vuote, da riempire a piacimento nell'attesa del nuovo lavoro, mi ha portato sopratutto il primo segno che qualcosa stava davvero cambiando nella mia frenetica vita.
Marzo è stato un mese pieno di eventi da ricordare, il concretizzarsi di un ennesimo cambiamento per Marco, il nostro ritorno ad Assisi dopo sette anni, un tuffo al cuore provato una sera come tante.
Ad Aprile iniziavo a destreggiarmi nel nuovo ambiente della farmacia
A Maggio realizzavo quanto stavano crescendo le nostre bimbe e quanto da principesse si possano trasformare in perfide streghette
Giugno e la classica donna al volante
Luglio e la fine dell'asilo, i pomeriggi con la mia amica di pancia A., i primi 3 anni del blog e una zia speciale partita per il cielo che ancora oggi non smetto di ricordare quasi ogni giorno, circondata come sono da tanti piccoli oggetti suoi
Ad Agosto il lavoro ci teneva in città mentre le bimbe, per la prima volta, affrontavano la vacanza in solitaria con i (santi) nonni. Tanto tempo libero, come troppi anni fa, tanta nostalgia e, prima di partire una dichiarazione d'ammoe...come direbbe lei
A settembre respiravamo aria Parigina e vivevamo la magia di Disneyland
A Ottobre uno scossone lavorativo ha provato a rivoluzionare la mia vita, fortunatamente senza seguito e, in una domenica d'autunno riscoprivamo la bellezza di ripercorrere una passeggiata con quattro piedini nuovi al seguito
A novembre una pecorella tornava felice all'ovile
Dicembre ci ha regalato la tanto attesa casa nuova, alcune incrollabili certezze e molti regali prenatalizi