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venerdì 20 novembre 2015

Un po' stanchino

Sera, ora di cena, tutti intorno al tavolo e chi più chi meno accusiamo la settimana appena trascorsa.
La mamma sta già programmando ora per ora tutto il weekend, persino le bimbe sono silenziose, troppo intente a finire la Cena per poi rifugiarsi presto a letto.
E poi c'è lui, naturalmente silenzioso sopratutto dopo un'intera giornata di lavoro in mezzo a colleghi e telefonate.
Naturalmente silenzioso, troppo silenzioso.
Mamma: "Allora tutto bene? "
Papà: "Mmm Mmm"
Mamma: "ma com'è che sei così assente? È successo qualcosa in ufficio, sei preoccupato per qualcosa, hai saputo qualcosa di brutto???"
Papà: "ma no, stai tranquilla non ho niente! Sono solo un po' stanchino"
Marghe si risveglia dal suo torpore: "eh va beh papà, alla sera siamo tutti un po' stanchi!!!"

domenica 16 giugno 2013

Vai a lavurà!

Ore 20,45. In cucina le bimbe sono davanti a Peppa Pig, la mamma lava i piatti, papà inizia a pulire i fornelli...
Poi indugia anche lui davanti a Peppa Pig.
Marta se ne accorge e inizia a manifestare un certo disagio: "dai...papà!"
Papà, assorto nel cartone neanche la sente.
Marta, con più convinzione: "Papà, vai!!!"
Papà: "..."
Marta: "Papà!!! Ma vai un po' a pulire!"

Non gli bastava una moglie. Pure la figlia lo fa sgobbare!

lunedì 22 ottobre 2012

Lui, lei e l'altra

Lui e lei, che lo chiama papiiino; Lui e l'altra per cui è la papà.
Lui che le fa volare, rotolare, le ribalta sul lettone, che si nasconde per la casa rischiando di rimanere dietro l'armadio per ore perchè se non lo trovano subito si distraggono e se ne dimenticano.
Lui che con lei si lancia in spiegazioni su come riconoscere la scarpa destra dalla sinistra (solo un ingegnere poteva arrivare a tale deduzione), sul fatto che due più due fa quattro ma anche tre più uno (ma se le somme le imparano a sei anni ci sarà un motivo?).
Lui che con l'altra canta e ride, che un attimo prima sono in bagno a vestirsi e un momento dopo arrivano in cucina con le magliette ribaltate sulla testa come fossero capelli lunghissimi.
Lui che fa la (finta) voce grossa, che le coccola e si perde nei loro sorrisi, che le pettina e le acconcia con mollette e codini e poi si compiace della bellezza delle sue bambine.
Lui che schiva i complimenti ma le mostra come trofei, che è irremovibile e severo ma poi sa sciogliersi quando cantano insieme.
Lui che ancora non sa distinguere i vestiti di una da quelli dell'altra, che vorrebbe far assaggiare la senape, che aspetta la neve per giocare con lo slittino insieme a loro, che viene sgridato: "a tavola non si canta", "spegni la luce!", "quello non è il mio spazzolino!", che pensa con orrore a quando loro avranno 12 anni e lui perderà il possesso del bagno, che vorrebbe farle uscire di casa a 35 anni, che quasi si dispiace che siano belle..chissà quanti pretendenti...
Lui che tampona le ansie, ridimensiona i problemi, semplifica i pensieri contorti, che sa sopportare un capriccio infinito canticchiando, che strappa un sorriso anche quando l'umore è proprio nero.
Lui, che ancora sopravvive con tre donne.

lunedì 30 aprile 2012

Dulcis in fundo...papà!!!


La mia recente trasferta marsigliese mi ha dato un bello spunto per riflettere sull' argomento proposto per il tema del mese di Genitoricrescono: Papà!!! (pronunciato con trasporto e passione, come farebbero le mie due marmocchie).
Non che ci fosse bisogno di andar via due giorni per confermare le sue doti di massaio provetto però questa è stata la prima volta che Marco restava da solo con entrambe le bimbe per un tempo cosi lungo.
Devo ammettere che sono partita piuttosto preoccupata perchè gestirne due, cosi piccole, richiede molta organizzazione, 100 occhi, 200 braccia e 300 orecchie...ma per fortuna le mie paranoie da madre-chioccia-pianificatrice sono state presto sedate.
Con un pò di aiuto da parte dei nonni se l'è cavata benissimo, a riprova del fatto che se io prendessi la gestione con più serenità mi stresserei molto meno e le cose andrebbero bene ugualmente.
Come ho avuto modo di dire ai colleghi che erano con me, posso definirmi "emancipata" solo perchè ho un marito "emancipato", che fin da subito ha diviso con me la gestione della casa e delle bambine, che non si è limitato a cambiare pannolini ma che si interessa e discute tutto quello che riguarda l'educazione, le regole, le esigenze e la crescita delle proprie figlie.
Un uomo che riesca a liberarsi dalla figura paterna vecchio stampo, dal pensiero-ancora radicato in molti-che certe cose le debbano proprio fare le donne, un padre che accetti la fatica e l'impegno anche mentale di occuparsi dei figli non contribuisce semplicemente a sollevare la mamma da qualche incombenza. Penso che questo nuovo modo di porsi all'interno della famiglia possa veramente aumentare l'armonia nel vivere la quotidianità, la stima dei figli nei confronti di un padre che si interessa delle loro vite e dei problemi, possa rappresentare comunque un arricchimento anche per l'uomo stesso che riesce a dare un senso maggiore al suo "portare lo stipendio a casa".
Credo che il cambiamento della figura paterna non stia solamente nella collaborazione pratica ma sopratutto nella condivisione della crescita dei figli: discutendo con Marco mi accorgo che la visione dei papà è sempre molto diretta, semplice e razionale, molto radicata a ciò che sta accadendo nel momento presente, priva di tutte le ansie con cui noi mamme infarciamo gli avvenimenti, del nostro proiettarci nel futuro che contribuisce a ingrandire i problemi.
Impegnandomi ad affidarmi più spesso al suo modo di affrontare i problemi mi accorgo che molte volte le cose effettivamente si risolvono senza tutte quelle terribili conseguenze che mi ero immaginata...

Questo post partecipa al blogstorming

giovedì 8 marzo 2012

Quella carezza della sera e tempo di qualità

Intorno al fuoco, durante le serate del mio passato scout, qualche volta si cantava questa canzone, che in realtà non sembrava molto gettonata. Anche se un po’ malinconica mi dava un’ idea di grande tenerezza: un papà che torna da un lungo viaggio e che si dedica a giocare con il figlio invece che sprofondare in poltrona…
Non so per quale motivo mi sono sempre immaginata che questo papà dovesse essere appena tornato da un viaggio e non da una semplice giornata di lavoro; forse avendo dei genitori che al pomeriggio erano in casa non mi potevo certo immedesimare nella gioia di un bambino che riabbraccia il proprio genitore  dopo una giornata intera.
In verità leggendo il testo non riesco a capire bene quale sia in effetti la storia che si voleva raccontare ma forse il bello della canzone è che ognuno poi ci legge quello che vuole…
Tutto ciò mi è venuto in mente in questi giorni perché Marta, in ascensore, alla domanda di una signora “dov’è il tuo papà?” ha risposto non solamente che era a lavorare ma che appena tornato avrebbe prima giocato con loro e poi cenato.
Questa conversazione mi ha molto colpita perché in effetti papà arriva tardi, con la cena quasi nel piatto, ma riesce sempre a dedicare qualche minuto alle bimbe, magari facendosi inseguire per tutta la casa o giocando sul letto fino al reciproco sfinimento…anche se il tutto dura davvero poco è talmente intenso e divertente per le bimbe (e non solo per loro, in verità) da restare impresso come uno dei momenti principali della giornata.
Capisco allora questo concetto del “tempo di qualità” perché davvero nel caso di Marco in settimana la quantità non gioca a suo favore. 
Non importa allora se si può dedicare al gioco solo una breve parte della giornata, se anche noi riusciamo a divertirci e a tornare bambini loro lo sentono e apprezzano!

mercoledì 9 novembre 2011

Dammi tre...pezzi di lego

Dopo aver cambiato svariati pannolini a tutte le bambole in dotazione, dopo aver letto un numero infinito di volte Biancaneve, GiulioConigliofailbagnetto, gli animali della fattoria, il vitellino che cerca la sua mamma (vitellino con dei forti problemi d’identità e di vista poichè la scambia per una gallina, una scrofa, una pecora..e riesce a trovarla solo al quarto tentativo), dopo aver giocato con i lego grandi, piccoli, con le macchinine, dopo aver disegnato e cancellato sulla lavagna magica tutti i membri della nostra numerosa famiglia, dopo aver fatto quintali e quintali di spesa finta tra cui spiccavano soprattutto cachi, carote e zucchine ( che figlia salutista!), dopo essermi anche inventata una specie di percorso ginnico degno di una esercitazione militare…
…arriva LUI che con tre (dico TRE) pezzi di lego e un po’ di spago costruisce nientepopòdimenoche una fantastica teleferica che sicuramente rimarrà il ricordo migliore di questi giorni di clausura causa maltempo.

La prossima volta rinasco ingegnere.