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martedì 21 settembre 2021

Martina e Matteo

 Quando vi ho conosciuti eravate due ragazzini allegri e innamorati. Sabato, davanti all'altare, dopo più di quindici anni eravate sempre voi, allegri e innamorati.
Ho ripensato allora ai nostri campi, ai momenti di riflessione, alle gite sui prati e le serate a chiacchierare, alle volte che dopo un litigio avevate bisogno di parlare, all'entusiasmo di quando avete saputo dell'arrivo di Marta e ai tanti momenti insieme che ora non so nemmeno più collocare nel tempo.
Vi ho guardati, e con voi i vostri amici storici con cui abbiamo condiviso quegli anni, noi "di qua" da educatori e voi "di là"; i vostri amici che ormai sono tutti sparsi, lontani, ognuno con la propria vita e le difficoltà di ogni giorno.
Vi ho guardati e, ancora una volta, ho pensato che il tempo che si regala, l'impegno per gli altri e la vita che si condivide resta sempre e ritorna, moltiplicata, anche a distanza di anni.

giovedì 24 maggio 2018

Traguardi e numeri sparsi

9 I mesi che siamo rimasti da soli
2 Le case che abbiamo abitato
6 Gli anni che abbiamo impiegato per esserci tutti
3 Le nostre bellissime bimbe
7 Le ore che siamo riusciti a ritagliarci oggi per una gita da soli sui monti
4 I lavori che hai cambiato
5 Le auto che abbiamo avuto (due della ditta, una prestata,  due proprio nostre)
100 e più, le volte che siamo riusciti a perdonaci
10 Le persone fondamentali che ci hanno aiutato ad arrivare fino a qui, ai nostri primi, pienissimi, faticosi, gioiosi 10 anni!

martedì 24 aprile 2018

Stanchi ma felici

Stanchi.
Siamo noi che corriamo sempre, che non diciamo (quasi) mai di no e poi ci lamentiamo dei nostri weekend troppo pieni, che incastriamo appuntamenti, facciamo tardi davanti al computer,  che certi giorni non riusciamo nemmeno a parlarci e ci telefoniamo in pausa pranzo per dirci le cose importanti, che stasera ci siamo incrociati sulle scale: io correvo in Farmacia per il solito cambio delle promozioni, tu tornavi dalla trasferta a Milano. Sono arrivata affamata e stanca ma tu ora dormi sul divano...
Felici però.
Perché domani faremo una gita sui monti con le nostre bimbe e gli amici,  perché il prossimo weekend saremo lontano da casa per due giorni diversi dal solito,  perché tra un mese esatto saranno dieci anni che siamo una famiglia.
Saranno dieci anni che corriamo. Felici e stanchi.

giovedì 12 aprile 2018

Buon anniversario

Trentotto anni fa, in una giornata sicuramente più soleggiata di quella di oggi, avete formato una nuova famiglia.
Tanto tempo è passato: burrasche, giorni sereni, difficoltà e risate,  salite e discese, anni sempre di corsa e ore di attesa infinita che noi figli tornassimo a casa la sera.
Non avete fatto in tempo a liberarvi di noi che siete stati invasi da uno stuolo di nipotini cosicché il vostro cuore si trova diviso in tanti pezzettini, vicini e lontani.
Vi siete fatti coraggio per prendere aerei, avete imparato parole nuove, avete macinato chilometri e vi siete riempiti gli occhi di paesaggi meravigliosi per raggiungere i due piccoli parigini.
Ogni giorno vi fate stordire di racconti,  cambiate pannolini,  portate zainetti pieni di libri, leggete storie e ripassate geografia, vi prendete cura di noi che siamo qui vicini e vi invadiamo spazi e tempi.
Avete però anche scoperto nuove attività da fare da soli,  ora che la vostra vita scorre un po' più tranquilla e potete riempirla anche di quelle cose a cui avete sempre dovuto rinunciare. Siete un po' buffi e molto teneri...e io sono felicissima di scoprirvi così!
Buon anniversario belli miei,  volteggiate felici insieme ancora per tanti tanti anni!

mercoledì 24 maggio 2017

A noi

Auguri a noi che nove anni fa, a quest' ora, ci salutavamo emozionati sui gradini della nostra chiesa.
Auguri a noi che siamo diversi e uguali, che ci siamo migliorati e ci siamo contagiati con i reciproci difetti.
Auguri a noi che abbiamo scoperto nuove passioni insieme: i formaggi puzzolenti, il sushi, la pasta al dente, il gelato mangiato in silenzio dopo aver messo a letto le bimbe.
Auguri a te che sopporti i miei sfoghi, che cerchi di star dietro alle mie giornate caotiche, che in questi anni ti sei sforzato di diventare un po' più ordinato (anche se la strada è ancora lunga!)
Auguri a me che sono tormentata dai tuoi cassetti aperti e le luci lasciate accese, che ho imparato ad aspettare i tuoi silenzi e che ormai faccio il conto alla rovescia per il mio anello dei dieci anni (e che cos'è un anno di attesa dopo averne aspettati nove?)
Auguri a noi che abbiamo riempito questo tempo di strilli e vocine, chiacchiere, risate e canzoni, di piedini, pancine e guanciotte da sbaciucchiare; lo abbiamo riempito di fatica e pensieri...Ma tutto proporzionato alla gioia!

lunedì 16 giugno 2014

Sarà

Sarà la routine, sarà la stanchezza, saranno gli anni passati insieme che ormai hanno due cifre e ci stupiscono ogni volta che ci pensiamo, saranno i lavori nuovi che assorbono tempo ed energie mentali, saranno le bimbe, sarà la gestione della casa, saranno gli impegni e gli inviti che nascono come funghi, sarà la nostra vita nel frullatore, sarà che ogni attimo vuoto dev'essere ingozzato di cose da fare.
Sarà che a volte non ci si fa più caso, che a volte ci si dimentica, ci si perde un po' di vista, sarà che a volte ci si sfiora correndo, sarà che ci sono periodi che non ci si ferma a guardarsi negli occhi.
Sarà che siamo entrati nel settimo anno di matrimonio...e si sa che al settimo c'è la famosa crisi.
Sarà...
Ma un pomeriggio di pioggia, chiusi in casa senza idee nè spirito d'avventura, assonnati e un po' annoiati lui fa una domanda che mi spiazza, mi stupisce e mi lascia nell'indecisone più incredula:
"Preferisci che metto a posto la dispensa o dò una ripulita a tutta quella roba vecchia imboscata là dietro?"


Ecco è in questi momenti che la folgorazione arriva, che la patina di routine viene soffiata via in un attimo.
In questi momenti capisci quanto sei stata distratta.
In questi momenti capisci perchè lo hai sposato!

martedì 25 marzo 2014

Ci aspettavi da sette anni

Adagiata su quella collina verde stai lì inconfondibile, splendida e silenziosa.
Ci aspettavi da sette anni e alla fine siamo tornati: a calpestare quelle pietre, a respirare la tua aria, a sgranare ancora gli occhi alla vista di quella piazza a righe, ad osservare in silenzio la pianura che si apre da lassù.
Siamo tornati con le nostre bambine che hanno scoperto la chiesa con le stelle, la chiesa grande con una piccolina dentro, quella che si chiama come la mamma, le croci sul prato, le corse tra le margherite, la statua con un nido di colombe vere, questo signore così importante che tutta la città parla di lui.
Siamo tornati da dove siamo partiti tanto tempo fa, quando davanti a quel panorama ci siamo detti che forse potevamo iniziare a fare sul serio e così è stato. Siamo tornati dopo sette anni che Qualcuno ha riempito di cose belle, di fatiche, smarrimenti, speranze mai deluse, gioie sopra ogni aspettativa, cadute e ripartenze.
Abbiamo rivissuto una storia speciale, con il privilegio di ascoltare da vicino i suoi protagonisti, abbiamo respirato la loro fede, la loro forza e siamo ripartiti pieni, felici e pronti a scegliere di nuovo la nostra strada.
Siamo tornati a casa con il cuore e gli occhi aperti, già con la nostalgia di ciò che stavamo lasciando.

martedì 10 dicembre 2013

E all'improvviso quel silenzio tra noi...

Il tema di questo mese su genitori crescono è "comunichiamo".
Appena l'ho letto ho avuto subito ben chiaro quale aspetto trattare...la comunicazione tra lui, silenzioso e riflessivo e me, impulsiva e decisamente logorroica.
Sarà che io vengo da una famiglia in cui ogni problema, questione, dubbio veniva sviscerato e analizzato con dovizia di particolari, mentre in casa sua (forse anche per la netta prevalenza di uomini) si parla lo stretto indispensabile, anzi a volte anche meno!
Si capisce quindi come questo sia uno dei motivi che ci ha portato da sempre a litigare: Se lui è preoccupato, pensieroso, arrabbiato diventa silenzioso, limitando al minimo le occasioni di farsi sfuggire una parola di troppo, cosa che potrebbe scatenare una mia reazione (negativa, ovviamente!)
Se invece sono io quella preoccupata, divento un fiume di parole impossibile da trattenere...e questo scatena -prima o poi- una sua reazione negativa.
Per me è un modo non solo per sfogarmi ma anche per dare forma a certi pensieri che solo rimuginati (silenziosamente) tra me e me non appaiono così chiari come diventano una volta esternati; Inoltre i suoi consigli sono sempre abbastanza razionali e tranquillizzanti quindi per me è proprio un modo per chiedere e ottenere aiuto.
Nel caso in cui io sia arrabbiata invece l'istinto è quello di "mettere su il muso". Il problema è che lui spesso neanche se ne accorge quindi io passo ore intere a cercare di mandare un qualche disperato segnale per fargli capire senza parole che sono arrabbiata...ma senza successo. L'unico indizio del mio stato d'animo cupo viene blandamente percepito dopo svariato tempo quando, insospettito dal prolungato silenzio, inizia a capire che qualcosa non va.

La convivenza ci ha costretti a rivedere entrambi le modalità di comunicazione del "disagio" tra noi perchè ovviamente, vivendo insieme, non si può pensare di stare zitti, offesi o immersi ognuno nei propri pensieri giorni interi; D'altra parte, sopratutto con le bimbe presenti, non possiamo neanche dare sfogo a tutto quello che ci passa per la testa.
Con il tempo ci siamo allenati a comunicarci di essere arrabbiati ma preferendo (quando riusciamo!) parlarne in un secondo momento, quando la rabbia iniziale è sbollita ed evitando così di dirci cattiverie gratuite; magari dopo averci pensato ancora meglio (e aver fatto anche un po' di mea culpa) in modo da arrivare al momento dello "scontro" sempre carichi ma più obiettivi. In questo modo riusciamo a dirci quello che ci ha ferito eliminando, per quanto possibile, quelle parole e atteggiamenti che vengono ingigantiti dal "fervore" iniziale.

Per me è stata ed è ancora adesso, in certe occasioni, una grossa fatica il cercare di frenarmi e rispettare i suoi tempi e i suoi silenzi; ho visto però che quando riusciamo a mettere in atto questo trucco il litigio diventa veramente costruttivo...(Dico "riusciamo" perchè anche a lui a volte viene l'istinto di svuotare il sacco subito).

Credo che il modo migliore per porre fine ad un litigio l'abbia però trovato lui: Quando, dopo aver enunciato tutte le mie ragioni, con aria di sfida gli chiedo: "Allora? Cosa mi rispondi?" con la speranza che dalla sua bocca esca qualche appiglio per la mia seconda e più prolissa arringa lui risponde, con faccia serafica: "Hai ragione."
Ecco...dopo uno sproloquio di un' ora sentirsi dire "Hai-ragione-punto" ti suscita due reazioni:
1. Rispondere, per partito preso:"Come ho ragione? NO, NON HO RAGIONE!!!" (ma questo non depone a mio favore, quindi bisogna scartarlo)
2. Tacere.
E io taccio.


Questo post partecipa al blogstorming

mercoledì 19 giugno 2013

Bianca e Lilla

Ti immagino così, bianca e lilla, tesa ma sorridente, semplice e felice.
Ti immagino assorta e raccolta prima, per esplodere poi di gioia in una pioggia di petali colorati.
Posso vedere il sorriso inconfondibile del tuo principe venuto da lontano lontano e l'allegria della sua grande famiglia (noi che credevamo di essere in tanti...e invece ci hanno battuto!)
Immagino la sua attesa trepidante e il tuo arrivo, accanto al tuo papà, per me uno zio acquisito  davvero speciale.
Immagino la tua mamma, la sua gioia mista a malinconia, la cura che avrà avuto per ogni minimo particolare, l'amore che avrà messo in ogni gesto per te quella mattina.
Mi aspetto una giornata piena in ogni senso, i colori di questa estate che è arrivata all'improvviso, i canti, forse un prato in cui rincorrere le mie piccoline; l'emozione di vederti e di rinnovare con voi quella che è stata la nostra promessa, la curiosità per tutto quello che state preparando da tanti mesi a questa parte.

Ormai mancano tre giorni al vostro giorno, all'inizio di una nuova vita insieme che non sappiamo ancora bene dove vi porterà...spero che, ovunque sia, vi accompagni l'allegria e la semplicità che vi hanno portato fino a qui.

giovedì 4 aprile 2013

Quattro/quattro

Dieci anni fa i tuoi appostamenti alla fermata finivano, così come i trepidanti incitamenti della tua futura suocera che cercava di accelerare le mie operazioni di trucco e parrucco; Io ancora ignara di tutti gli autobus che nel frattempo tu lasciavi passare per aspettare me e lei che dalla finestra osservava e, da tempo, aveva già capito tutto.
Allora ho iniziato ad essere più puntuale e, un pomeriggio di Aprile, ti ho seguita fino al mare per mangiare il primo gelato della stagione, poi su su a vedere la città dall'alto e di nuovo a casa, ad attendere un tuo messaggio, che per le prime volte finiva sempre così: "a presto. O no?"
E io che non sapevo se preoccuparmi o offendermi...ma era solo una tua tattica, avrei dovuto capirlo subito!
Dieci anni fa iniziavamo il nostro cammino insieme, fatto di progetti e sogni già concreti: anche se le parole ci facevano un po' paura erano chiare dentro di noi. E così è stato.
Sono stati anni che ci hanno portati lontani, telefonate veloci e mail lunghissime, le prime scelte, un matrimonio preparato a distanza; Anni che ci hanno fatto provare il dono di vivere le difficoltà insieme, da troppo lontani a sempre vicini e ancora non so come abbiamo fatto a non litigare quasi mai.
Due fiorellini che ci riempiono il cuore, le giornate e le braccia.
Dieci anni e la vita con te è così facile.
Grazie mio gigante buono; una sera, ai giardini ci siamo chiesti come saremmo stati dopo vent'anni.
Siamo già a metà strada e spero che la prossima metà sia altrettanto piena e bella.

giovedì 5 gennaio 2012

Riguardare un film dopo 10 anni può sconvolgerti la serata...

Qualche sera fa, con l'intento di propinare un polpettone adolescenziale a Marco, abbiamo guardato prima "L'ultimo bacio" e poi il suo sequel, "Baciami ancora".
Il primo film l'avevo visto un paio di anni dopo la sua uscita al cinema, quindi ne saranno passati una decina.
Mi ha fatto molta impressione constatare come sia cambiato il mio punto di vista: lo ricordavo come un filmetto per ragazzine invasate di Stefano Accorsi, una storia un pò assurda e lontana dalla realtà, avevo giudicato il personaggio interpretato da  Martina Stella una sfascia-famiglie che giustamente era rimasta scottata.
Riguardandolo a distanza di anni mi sono resa conto che in realtà la storia raccontata è-purtoppo-abbastanza comune: anche noi conosciamo tante coppie "scoppiate" dopo poco tempo o  molti anni e ci rendiamo conto che a volte è difficile stare insieme.
Quello che viene mostrato nel film è proprio la difficoltà dello stare in coppia, dell'essere fedeli, il bisogno di realizzare i propri sogni e bisogni personali, anche rivoluzionando completamente la propria vita.
Non avrei mai pensato che questi due film ci avrebbero fatto pensare così tanto, commuovere e dialogare fino all'1 di notte...

Credo che quando si decide di stare in coppia non ci si possa basare solamente sulla passione del momento, bensì sulla volontà di stare insieme.
L'aspetto più difficile è proprio questa volontà a cui si collega, secondo me, la parola sacrificio.
Non che stare insieme debba diventare una tortura, però come in molte altre cose della vita, per ottenere dei risultati che durino nel tempo bisogna imparare a fare qualche compromesso, bisogna sudarsela, insomma.
La sfida è proprio questa, cercare di fare diventare un sentiero unico i nostri cammini personali, sforzarsi per andare nella stessa direzione sacrificando un pò quello che ci porterebbe "fuori pista", realizzare prima di tutto il bene comune, fare un passo indietro per permettere all'altro di farne uno avanti.
Tutto questo richiede impegno e, per la mia esperienza personale, tanto dialogo.