lunedì 30 settembre 2013

Una giornata normalmente speciale

Svegliarsi presto per andare tutti insieme alla fattoria didattica: accorgersi che fuori piove, poi smette, poi ripiove, poi forse schiarisce

Vedersi in piazza con gli amici, decidere di partire ugualmente salvo dover tornare indietro dopo pochi minuti: no, non schiarisce, sta diluviando!

Cambiare programma 3 volte in cinque minuti mantenendo la tranquillità e il buonumore, cosa che fino a pochi anni fa non avrei mai potuto concepire

Salvare la mattina e ripartire il pomeriggio per il museo di storia naturale, inseguire una piccola che, appiccicata al "mio Francesco" -amichetto dell'asilo- commenta con entusiasmo e sorpresa tutti gli animali; Osservare con tenerezza una bimba grande per mano a papà che ascolta affascinata le sue spiegazioni.

Sorprendesi, usciti da lì, di vedere sopra le proprie teste il cielo terso e un sole pallido e beffardo; consolarsi con un gelato e finire con un giro, tutti e quattro per mano, per le vie del centro

Strigliare le cicce delle bimbe a mollo nella vasca mentre passano in rassegna gli animali più belli, in particolare la stella marina e lo "struzzino che stava nell'uovo"

Tornare a casa e pregustare la sorpresa che già lievita al calduccio; abbuffarsi leccandosi le dita e decretare che una pizza è la degna conclusione di una giornata normalmente speciale!


mercoledì 25 settembre 2013

Acciughina salterella

Tra tutti i pesciolini ti è piaciuto questo, magro magro come te, che da mesi mostri al mondo quelle gambette che sbucano lunghe dai pantaloncini; Acciughina che ami stare nell'acqua, fosse anche solo quella della vasca da bagno, che non stai mai ferma e corri e salti tanto da battezzarti da sola "salterella".
Bimba grande che stai diventando sempre di più maestrina, precisa, puntigliosa e attenta, che ti ricordi tutto, anche di moltissimo tempo fa; Timida e schiva con chi non conosci, non ami stare al centro dell'attenzione e soffri la domanda che costantemente ti fanno: "come ti chiami? e quanti anni hai?"
Fiera di essere diventata mezzana perchè puoi stare in quel limbo tranquillo tra i piccoli, controllati a vista dalle maestre e i grandi, carichi di resposabilità, compiti e visite alla scuola elementare... 
Ami tutti, senza distinzioni, e stai iniziando ad apprezzare la compagnia di papà che, meglio di me, spesso sa prenderti per il verso giusto.
Ti piace ospitare alla sera Marghe sotto le coperte per il tempo delle preghiere, prestandole uno dei tuoi bambolotti, al mattino ti alzi e mi chiedi qual è il programma della giornata....e in questo sei proprio mia figlia!
Quando ritieni che le mie domande sul tuo asilo siano troppe mi interrompi e mi chiedi di raccontarti del mio lavoro, tieni a mente le mie uscite "mondane" e noti subito se ho qualcosa di nuovo addosso;
Mi ripeti sempre che è bello stare tutti insieme ed è proprio vero: quando siamo noi quattro soli le tue chiacchiere e le risate riempono l'aria, ci contagi con il tuo buon umore, cerchi e dai coccole a tutti... sei proprio il nostro piccolo raggio di sole! 

giovedì 19 settembre 2013

Ricordi estivi e bilanci

Negli ultimi 16 anni ho avuto al fortuna di tornare per le vacanze sempre nello stesso posto e di poter trascorrere quasi un mese intero in compagnia di coetanei che, di tanto in tanto, ritrovavo anche in città.
Appena i miei hanno preso casa tra le montagne del Cuneese sono stata fagocitata in una compagnia di ragazzini che all'inizio era piuttosto grande: le giornate passavano tra giri in bici, partite di tennis (durante le quali io facevo solo da spettatrice poichè è uno sport in cui sono negata!), gite nei boschi e chiacchiere sulle panchine dei giardinetti; La sera ci si vedeva per salire in paese o per ritrovarci in un locale, il "Ranch" che d'inverno trasformava il campo da tennis in pista di pattinaggio sul ghiaccio!
Il diversivo erano gli scherzi telefonici in una cabina un po' nascosta...gli spiccioli andavano giù velocemente e le risate erano assicurate!
A mano a mano che si cresceva la compagnia diventava sempre più piccola finchè siamo rimasti in 5 o 6 fedelissimi.
Essere in pochi è diventato un aspetto decisamente positivo: ci trovavamo subito d'accordo su come volevamo impiegare le nostre giornate e di anno in anno ripetevamo certe esperienze che si sono poi trasformate in "must" senza le quali la vacanza non sarebbe stata la stessa!
Così i giri in bici si facevano sempre più lunghi e difficili, le gite ai rifugi con partenza all'alba, il pic-nic serale, la sera di ferragosto alla discoteca sul prato, le partite di scala 40 nel box, le cene a base di crepes, la notte di san lorenzo sul prato di fronte a casa ingannando l'attesa delle stelle cadenti con una radio accesa, il venerdì mattina al mercato, la pizza di fine estate, il gelato gigante in un posto che più freddo e umido non avrebbero potuto trovarlo...

Siamo cresciuti tutti e, nell'arco di cinque anni ci siamo sposati e abbiamo avuto dei bambini...ogni estate, da qualche anno a questa parte ci si ritrova, magari solo per una settimana, a ripercorrere con i passeggini o con i bimbi in spalla le stesse passeggiate di qualche tempo fa; dalle finestre delle nostre case non escono più le musiche ascoltate a ripetizione ma solo i pianti o le risate dei nostri figli; le piazzette non sono più occupate dalle nostre bici ma da palloni e tricicli, i litigi degli adolescenti hanno lasciato il posto ai capricci dei piccolini...

Mi sembra molto bello ritrovarsi ogni anno e riempire con vocine nuove quei luoghi che ci hanno visti crescere, sperando che l'amicizia che ci ha portato li ogni estate ad aspettarci l'un l'altro con trepidazione sia la stessa anche per i nostri bimbi.


sabato 14 settembre 2013

Dopo tre anni

Dopo tre anni resti sempre il gattino che sei sempre stata, ancora più furbetta perchè ora sai chiedere i glattini senza pudore
Dopo tre anni parli fino allo sfinimento, mentre cammini per strada, sulle vette dei monti, sul gabinetto, mentre ti laviamo i denti
Durante quest'anno hai abbandonato ciuccio e pannolino, hai imparato a contare fino a 20 (tledici, cacoldici...), hai adottato un bimbo immaginario che prima stava nella tua pancia, poi nel marsupio e infine nello vàino e che si chiama Aleffandro; porti di tanto in tanto al guinzaglio un cane fel finta che chiudi nel bagagliaio dell'auto o che sgridi duramente perchè fa la cacca sulle scale
Quando mi chiedi qualcosa di serio inizi dicendo: "Mamma? -sospiro- Pelò..." ma ormai sei la caricatura di te stessa e a volte ti scappa da ridere e dimentichi quello che volevi dirmi; quando ti arrabbi invece urli "polca vacca" e io non so se ridere o sgridarti
Hai dei vistosi problemi con le consonanti: "ah, fi fi!" per approvare, "fento una puffa" per denunciare un odore sospetto, "una piffa con la muffarella" per farti uno spuntino e "una puffanghera" in cui ti piacerebbe sguazzare come Peppa.
Confondi i colori ma sai riconoscere la macchina fimile alla nostra, canti canzoni lunghissime tutte a memoria, fai il segno della croce con entrambe le mani, vivi di paladoli (pomodori) e mi chiedi ogni giorno la pasta speciale ma non sono sicura di aver capito a cosa ti riferisci.
Hai passato tutte le vacanze chiedendo di tornare a Gèmona e vorresti parlare con lo zio del computer, saluti le persone con un innovativo "buon-arrivederci", estrema sintesi di cortesia.
Abbracci e baci appassionatamente Marta, ti fai coccolare e aiutare, la chiami "forella, forella!"

Dopo tre anni ti guardo e mi chiedo dove lo abbiamo lasciato scorrere questo tempo, come abbiamo fatto a farlo passare così velocemente da trovarci ora in braccio una bimba che ci guarda con i suoi occhietti ribelli e furbi e che scalpita per correre via facendo sventolare una gonna già un po' corta.
Dove sono andati la fatica, il sonno, le coliche e i capricci, le cacche sul tappeto del bagno?
Quanto è lontano quel capodanno quando abbiamo festeggiato tra una poppata e l'altra e due minuti dopo mezzanotte eravamo già addormentati?
Dopo tre anni ho capito dove è finito tutto questo: nei tuoi occhi allegri, nella tua vocina acuta, nelle risate tintinnanti, nel tuo sorriso.

Buon compleanno gattina piccola!

martedì 10 settembre 2013

Fratello

Quando stavi per nascere mi hanno portato dalla nonna e ricordo la telefonata di papà che ci diceva che eri un fratellino; qualche mese dopo sei scampato ai miei consigli di buttarti nella spazzatura visto che una sera piangevi e la mamma mi sembrava un po' provata.
Presto ti sei vendicato portandomi via un pezzetto di schiena con un morso, forse unica occasione in cui sei stato rimproverato dalla nonna per la quale eri e sarai sempre il "principino" ("vieni a mangiare da noi, nonna?" "Ma Federico non c'è...cosa vengo a fare?")
Sei sempre stato fifone: nella piscina bassa quando il maestro vi diceva di mettere la testa sott'acqua tu baravi spudoratamente immergendo solo la fronte di modo da tenere il naso fuori; indimenticabile un pomeriggio ai baracconi quando hai rischiato di lasciarci le penne dalla paura che ti sei preso nella casa dei fantasmi...
All'asilo cantavi le canzoncine di fine anno in playback muovendo con scarsa efficacia la bocca perchè non ricordavi le parole, in compenso in prima elementare sei arrivato carico e motivato, chiedendo fin dal primo giorno i compiti alla maestra.
I pensierini erano il tuo (e nostro) dramma perchè, preciso come sei, non potevi tollerare di invertarti qualcosa se in effetti il giorno prima quella cosa non l'avevi fatta..in compenso risolvevi i miei  problemi di matematica, tre anni prima del previsto!
Ci hai tenuto compagnia con i tuoi strimpellamenti al pianoforte e ci hai emozionato al tuo primo saggio, ci hai tenuti con il fiato sospeso due volte a causa dei tuoi incidenti ciclistici; 
Alle superiori hai avuto amicizie altolocate che però ti hanno portato sulla strada della musica tecno...come dimenticare i pomeriggi di studio con la radio sintonizzata su "Vitamina H"?
Hai ripreso il tuo cammino scout incontrando tante persone speciali che hanno tirato fuori la tua vera anima da "ciuchino"..un soprannome che ti calza alla perfezione: tenero, fedele, con il cuore grande...ma anche pignolo e suscettibile..
Hai preso la tua strada da grande statistico e quando sei partito per Mentone non potevamo immaginare che da quel momento non ti saresti più fermato; per fortuna hai incontrato una testolina riccia come te che ti ha conquistato: sembra incredibile che nei 20 anni prima di conoscervi vi sarete incrociati decine di volte per le strade dello stesso quartiere senza saperlo e, al momento giusto, la vita vi ha portati a rincorrervi per 5 anni su e giù per l'Europa...
La lontananza ha affinato le nostre tecniche di "correzione fraterna" via telefono (e..più fraterna di così non si può!) e le tue nipoti pensano che tu sia "lo zio del computer" visto che a volte compari e possiamo parlare con te!

Venerdì ti sposi ed è tanto tempo che aspettavo questo momento. 
Posso solo augurarti che sia il primo di moltissimi giorni felici...

venerdì 6 settembre 2013

Eventi significativi e altre meraviglie di fine estate

Tornati dalle vacanze possiamo segnalare alcuni eventi degni di nota:
1. Le bimbe giocano incessantemente dal mattino, ancora nel loro letto, fino alla sera quando al buio parlottano aspettando il sonno. Ho capito il concetto del gioco come un lavoro (M. Bernardi docuit): per loro è un'occupazione seria, fondamentale e molto impegnativa,alla quale si dedicano anima e corpo tutto il tempo.
2. Il gioco preferito è quello mamma-e-figlia e (per grazia divina!) Marta, la grande, ama fare sempre la mamma mentre Marghe si cala nel ruolo di piccina. Spero che l'idillio duri perchè ho vaghi ricordi di soprusi miei nei confronti di mio fratello costretto a fare il figlio, il postino, lo zio o qualunque altro personaggio eccetto il marito. Ma c'è anche chi (Marco, ultimo di cinque figli) aveva sempre la parte del cane...quindi forse a mio fratello non è andata poi così male!
3. L'estate ha portato una ventata di autonomia insperata quindi si vogliono svestire e vestire da sole, impiegando magari il doppio del tempo ma noi le lasciamo fare...
4. Per la prima volta dopo 5 anni sono partita senza ciucci, biberon, lettini, pannolini, passeggini, pappine, clisterini e altri fondamentali orpelli che se te li dimentichi sono guai...
5. Grazie al fatto di aver passato 3 settimane insieme ai nonni, io e Marco siamo usciti quasi tutte le sere dopo aver messo a nanna le piccole escursioniste, accumulando perciò un debito enorme con i nonni suddetti!
6. Abbiamo scoperto che un po' di TV se scelta bene può essere non solo un modo per stare un'oretta tranquilli ma anche un pretesto per imparare (grandi e piccole): così grazie al cartone dei dinosauri abbiamo acquisito una cultura da paleontologi imparando a dire termini quali "Proganochelidi".
In compenso non vogliono vedere l'ape maia per paura delle vespe...

mercoledì 28 agosto 2013

Ricordi estivi: vacanze al campo

Per sette anni le mie vacanze sono state scandite anche dal campo estivo, prima nei Lupetti e poi in Reparto.
Si dice che l'ultimo campo è sempre il più bello, forse sull'onda dell'entusiasmo per le emozioni vissute poco prima; Se devo però pensare al più bel campo devo dire che è stato il primo.
Ricordo ancora la paura e la malinconia che mi presero qualche giorno prima della partenza: con mia mamma sul poggiolo iniziai a piagnucolare. Lei mi disse, con mia grande sorpresa, che anche lei da piccola era stata ai campi ACR e che prima di partire era molto triste ma quando il campo era giunto all'ultimo giorno non sarebbe mai voluta venir via.
Non so se questa frase fosse vera comunque bastò per rincuorarmi (Anche la mamma che è graaande ha avuto paura?!?) così presi il quaderno di caccia e mi preparai una pagina al giorno da completare tipo diario e, in fondo, il conto alla rovescia per la fine del campo: successe proprio come alla mamma...una volta ambientata non sarei più voluta tornare a casa!
Di quell'esperienza ricordo le lacrime soffocate nel cuscino i primi giorni al canto serale dell'Ula Ula, il sostegno con mia cugina, anche lei alla prima esperienza fuori casa; Il nostro caposestiglia che, approfittando del fatto che noi eravamo "innamorate" di lui ci sfruttava facendoci lavare la sua gavetta e appioppandoci vari altri compiti che noi, con i cuoricini negli occhi, eseguivamo solerti..
Ricordo il vero terrore per il mio primo gioco notturno, il divertimento della giornata al contrario in cui si faceva colazione con riso e insalata di mozzarella e pomodori, e si proseguiva tutto al rovescio, prati enormi, scorpacciate di ciliegie, la scoperta del famigerato patatonno che se non l'hai mai mangiato non sei stato un bambino abbastanza felice, le Messe in mezzo ai campi, le sere fino a tardi intorno al fuoco...
Del reparto ricordo lo stupore, la fatica e la soddisfazione di vivere dieci giorni senza tutte le comodità a cui ero abituata (quando tornai a casa la prima volta feci un salto allo squillo del telefono..), la gioia di costruirsi un tavolo su cui mangiare e dei fornelli con cui cucinare; l'orrore di avere un bosco come bagno e un fiume ghiacciato come doccia; la stanchezza per il fatto di non fermarsi quasi mai, le angurie divorate, i nodi da imparare, gli impegni da rispettare, le olimpiadi, momento in assoluto da me preferito...
La missione di squadriglia in cui affrontavamo da sole una gita fino ad posto stabilito, cartina alla mano e...soldi nascosti dentro il reggiseno per comprare tutti quei paciughi che erano assolutamente vietati.
Signore gentili che ci aspettavano alla fine del sentiero per ospitarci in casa loro in cambio di qualche servizio e che ci ricoprivano di dolci e manicaretti; la sfida di dormire qualche notte all'addiaccio su un prato e imparare a riconoscere alcune costellazioni...

Non credo sarei in grado ora di affontare dieci giorni così, come facevo a 14 anni...ma sono state esperienze che, se non avessi fatto parte degli scout, non avrei mai vissuto.

mercoledì 21 agosto 2013

Picchi, castighi e lezioni da imparare

Un pomeriggio come tanti le bimbe giocano tranquille sul poggiolo...troppo tranquille.
Ad un certo punto le amabili chiacchiere si fanno concitate, il tono si alza e le canzoncine senza senso si trasformano in urlacci...
Scappa anche una sberla e la situazione richiede l'intervento di una mamma a caso...
"Ma si può sapere cosa succede?"
"Marta mi ha dato un picchio!!!"
"Si, l'ho picchiata oh!"
E se ne va in un'altra stanza.
La mamma la segue...
"E adesso mi metto un po' qui in castigo, oh!"
"Ah, bhe...se fai tutto da sola..."
Dopo pochi istanti arriva la sorellina:
"Dov'è Marta?"
"Si è messa li, in castigo!"
"Allora mi metto anche io un po' in castigo vicino a lei"

Due minuti dopo essersele date si ritrovano sedute vicine vicine, strette strette in un angolino a sfogliare insieme un giornalino di Cip e Ciop, parlottando come se non fosse mai successo nulla!

Un pomeriggio come tanti...mamma e papà hanno imparato una lezione.
E si sono fatti una bella risata!

domenica 18 agosto 2013

Belli e buoni

Tarda mattina, cammino in paese con le bimbe per mano.
"Mamma ho visto due cocchi! Ho visto due cocchi! Ho visto..."
(Un tantino insistente la ragazza)
"Ma chi sono i cocchi Marghe? Non ho capito!"
"Quelli! I cocchi!"
Il mio sguardo incuriosito si posa su due ragazzi di colore, che la piccola e sagace osservatrice ha definito "cocchi" ricordandosi dei vucumprà che l'anno scorso al mare giravano per la spiaggia urlando:" Cocco bello! Cocco buono!!!"

mercoledì 14 agosto 2013

Ricordi estivi: vacanze in famiglia

Le mie vacanze in famiglia hanno avuto sempre come scenario la montagna: Valle d'Aosta prima, Piemonte poi.
La famiglia è sempre stata un po' allargata poichè per molti anni ci portavamo la nonna che prendeva parte anche alle passeggiate e -ricordo buffissimo- pascolava per i prati con qualche foglia in bocca, qualche erba che conosceva solo lei e che giudicava tenera e saporita!
Spesso poi adottavamo anche mia cugina che ai tempi era ancora figlia unica: questa situazione in cui ci trovavamo in tre mi piaceva moltissimo ed è lì che il nostro rapporto è diventato così stretto, quasi da sorelle!
Di queste vacanze mi ricordo come, percorrendo la strada da casa al paese mio papà si divertisse a cantarmi delle canzoncine, in particolare quella del Re che piangeva e che con le sue lacrime bagnava il suo cavallo (ah, bè..si bè)..mentre la ascoltavo mi immaginavo un cavallo con il pelo e la criniera completamente zuppi, grondante di lacrime reali.
Ricordo come con mia cugina monopolizzassimo le altalene e creassimo code chilometriche di bambini che aspettavano la fine delle nostre chiacchiere e di come mio fratello avesse allertato tutto il vicinato urlando "sangue! sangue! Muoio Muoio!" per una sbucciatura un po' più seria del solito..
Ricordo le fragole con la panna preparate da una vicina per merenda , piatto tabù in casa nostra e golosissima scoperta; un cane orrendo e spaventoso che sbucava a sorpresa da un cespuglio e che fu soprannominato "porco-cane" per la sua evidente somiglianza ad un maiale;
La banda del paese che qualche mattina passava ad incantare noi bimbi tutti schierati su un muretto ad ascoltare..
Da più grandi le passeggiate in bici che allora sembravano lunghissime tanto da richiedere una sosta x la merenda e che oggi, rifacendole da adulti sono veramente brevi;
Le partite a ping pong, i tornei a carte con la nonna, le merende nel parco vicino a casa, le sere trascorse in paese a sospirare davanti ai "calci in culo" che avremmo conquistato solo qualche anno più tardi...